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Focus
  • Cappella del Sancta Sanctorum

    Quando la residenza dei Papi era ancora il Patriarchio, il grande palazzo a lato della Basilica di San Giovanni in Laterano, nella cappella privata che i pontefici usavano per le preghiere veniva conservato il più grande tesoro della cristianità: le reliquie della passione di Cristo. La cappella era parte della chiesa di San Lorenzo in Palatio e venne denominata Sancta Sanctorum usando l'espressione con cui nell'Antico Testamento si indicava la parte più interna del tempio, quella a cui aveva accesso solo il sommo sacerdote e per assimilazione nella religione cristiana finì per indicare la cappella privata del Papa ...

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  • Ponte Sublicio

    Alla fine del VII secolo a.C. Il re Anco Marzio decise di far costruire un ponte che mettesse in comunicazione le due sponde del Tevere al fine di facilitare i commerci con le città che si trovavano in sponda destra del fiume ma soprattutto doveva migliorare le comunicazione con lo stagno di Ostia che, conquistato dal re, portava con il suo sale nuova ricchezza a Roma e che al tempo era raggiungibile con la Via Campana che correva appunto in riva destra del Tevere ed era la via d'alaggio dei carichi di sale ...

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  • L'arte dei Cosmati

    Dopo i fatti terribili delle invasioni e delle pestilenze, in quello che viene definito il periodo buio della storia, a Roma sotto la guida della chiesa la città cominciò a rinascere e dalle ceneri dei palazzi e dei templi nacque una nuova architettura che a ragione è stata poi definita romanica. Tralasciati i virtuosismi architettonici dell'età classica ed i bizantinismi di età tardo imperiale furono edificate soprattutto chiese e monasteri in cui via via furono inglobati elementi decorativi propri delle culture dei popoli invasori e proprio in questo periodo buio ed a Roma, da una bottega di marmorari, uscì una nuova tecnica assolutamente originale con cui rendere splendido anche il suolo consacrato delle chiese: i mosaici cosmateschi ...

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  • Portico di Ottavia

    La strategia politica di Ottaviano impose ai suoi parenti ed a coloro che avevano ottenuto privilegi e favori dal suo successo di rendere partecipe della loro fortuna tutti i cittadini di Roma realizzando opere che potessero essere godute da tutti e per essere di esempio lui per primo finanziò la realizzazione di molte opere tra cui quello che ancora oggi è un sito famoso di Roma: il Teatro Marcello. Nei pressi del teatro, appena superati i due templi di età repubblicana dedicati a Bellona e ad Apollo Medico, poi conosciuto come di Apollo Sosiano, si trovava una costruzione conosciuta come Porticus Metelli, edificata nel 146 a.C da Quinto Cecilio Metello Macedonico che così impiegò parte del grandioso bottino che aveva conquistato con la vittoria sul regno di Macedonia ...

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  • Fulvia, donna di potere

    Fulvia era l’ultima discendente di Scipione l’Africano; sua madre era Sempronia Tuditana, figlia di Tiberio Sempronio Gracco, nipote di Cornelia Africana Minor la figlia di Scipione e di Aemilia Tertia, nella sue vene scorreva il sangue delle gentes che avevano fondato Roma e lei pretendeva il riconoscimento del proprio lignaggio che poteva anche ben sostenere con le enormi ricchezze di cui era erede ...

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  • I più letti del mese
  • 800 AD - Incoronazione di Carlo Magno

    La notte di Natale dell’ 800 d.C., a Roma nacque il Sacro Romano Impero quando, in San Pietro, Papa Leone III incoronò Carlo Magno dicendo ...

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  • Quando il papa aveva moglie

    Nel Concilio di Nicea del 325 fu approvata una disposizione per cui “... il celibato non va imposto a vescovi, preti e diaconi, già sposati prima ...

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  • 10 cose che non sapevi su Giulio Cesare

    Perdeva spesso conoscenza, come durante la battaglia di Tapso Giulio Cesare svenne e dovette essere portato lontano dal campo di battaglia. Gli antichi attribuivano la causa al morbo sacro, l'epilessia, di recente analisti e medici hanno avanzato l'ipotesi che si trattasse invece di leggeri ictus dovuti a problemi circolatori (ischemie?) che potrebbero aver provocato micro lesioni al cervello, cosa questa che spiegherebbe anche i comportamenti non troppo equilibrati che il dittatore andava assumendo negli ultimi tempi di vita ...

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  • Imitatio Alexandri Magni

    Le gesta e la figura del più grande condottiero di tutti tempi, Alessandro Magno, hanno turbato i sogni dei più grandi condottieri di Roma già dal II secolo a.C. ; da Pompeo che ebbe la fortuna di aver riconosciuto l'appellativo “Magno”, ad Ottaviano che seppe orientarne l'aspirazione fino a Caligola ed alla sua folle passeggiata sul ponte di barche tra Bacoli e Pozzuoli con indosso l'armatura di Alessandro Magno fatta prelevare dalla tomba ...

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  • Il Colosseo e la profezia della fine del mondo

    Nell'VIII secolo in un monastero benedettino nel Sunderland il monaco Beda il Venerabile - poi Dottore della Chiesa cattolica - oltre a scrivere libri ...

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  • Riti scaramantici nell’antica Roma

    Alla fortuna i romani attribuivano una grande importanza e non mancavano mai di rivolgerle preghiere anche per quanto accadeva nei fatti quotidiani e comunque non disdegnavano anche di ricorrere a riti scaramantici come sembra, secondo quanto raccontava Plinio il Vecchio, facesse anche Giulio Cesare. Secondo l'aneddoto riportato nella Naturalis Historia e che risale all'ultimo periodo della vita quando era già dittatore, sembra che Cesare dopo una rovinosa caduta quando saliva su un carro avesse l'abitudine di ripetere per tre volte uno scongiuro al fine di allontanare il pericolo del ripetersi della brutta esperienza. I romani credevano nel potere delle parole e spesso ricorrevano a filastrocche composte di parole incomprensibili a cui veniva riconosciuto un potere magico e tanto più le parole erano incomprensibili tanto maggiore era il loro potere di sovvertire l'ordine delle cose ...

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  • Mito e leggenda di Eracle (Ercole) e Caco

    Il mito di Ercole e Caco esprime il progressivo inserimento della cultura ellenistica sulle primordiali culture italiche: Eracle è il semidio ...

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  • Culto della Dea Fortuna al solstizio d’estate

    Secondo la tradizione ad introdurre la festa a Roma fu il re Servio Tullio che si diceva era stato favorito dalla fortuna perché amato dalla Dea; la storia dell’amore tra Servio Tullio e la Dea è raccontata anche da Plutarco: “Egli si legò a Fortuna e da lei fece dipendere la stessa sovranità, tanto che dette a credere che Fortuna si congiungesse con lui, scendendo nella sua camera attraverso la piccola finestra che ora chiamiamo Porta della Finestrella” ...

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  • Calpurnia, moglie di Cesare

    Sedici anni, tanti ne aveva Calpurnia, figlia del potentissimo Calpurnio Pisone, quando il padre si accordò per darla in moglie a Giulio Cesare. Fu ...

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  • Formule magiche per guarire

    Le malattie più comuni venivano curate dal pater familias con terapie che consistevano nell’applicazione di elementari norme igieniche, in alcuni ...

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