Login      FOLLOW US ON follow on Facebook follow on Twitter follow on Pinterest follow on Tumblr follow on Google Plus

Santa Maria in Tempulo


Sulle pendici del Celio, dove si trovava l'Area Apollinis, dei monaci greci nel VI secolo costruirono un oratorio dedicato a S. Agata; era una diaconia per l'accoglienza dei pellegrini provenienti dal Sud e dall'oriente e lo fu fino a tutto il XII secolo.
Il primo documento ufficiale che attesta l'esistenza di un Monasterium Tempuli risale però all'806, quando l'edificio venne saccheggiato dai saraceni; queste notizie sono state rintracciate in alcune pergamene conservate nell’Archivio dei Domenicani, che vanno dal 1150 al 1220 e considerate reliquie in quanto toccate dallo stesso S. Domenico, che qui visse parte del suo soggiorno romano.

Alla fine del IX secolo la piccola chiesetta all’interno del monastero divenne uno dei primi santuari mariani di Roma per un’icona bizantina che rappresentava la Madonna.
Questa immagine era stata donata alle monache da un pellegrino proveniente da Costantinopoli ed era considerata un'icona miracolosa perchè si diceva impallidisse nei giorni della Passione, ma soprattutto perchè acheropita, ovvero non dipinta da mani umane ma calco del corpo di Maria quando ancora in vita si appoggiò ad una colonna della chiesa eretta in suo onore a Lydda.
L’icona è detta della Vergine Haghiosoritissa e sarebbe proveniente dalla Basilica di Costantinopoli che custodisce le più preziose reliquie della Vergine; è di chiara origine orientale riconosciuta non solo nel tratto, nei colori ma anche nella tecnica di stesura.
Una leggenda del secolo XI racconta che Papa Sergio III la trafugò in Laterano ma l'icona miracolosamente sarebbe tornata da sola nel Monastero, per cui il Papa pentito emanò nel 905 una bolla in cui donava una proprietà alle monache – una tenuta di 150 ettari detta Casa Ferrata sulla Laurentina - a patto che recitassero cento volte al giorno il Kyrie Eleison e il Kristi Eleison alla Vergine dell'icona.
La sua presenza a Roma è documentata dal 1221 quando fu portata a S. Sisto nel vicino convento, poiché Santa Maria in Tempulo fu chiusa e le monache trasferite; a S. Sisto le monache rimasero per 356 anni dopo di che cadde in una situazione di degrado, abbandono e pericolosità che si era determinata in tutta la zona perchè in quella che è oggi conosciuta come Via delle Terme di Caracalla, passava una marrana malsana che serviva ad irrigare a campi ed il rischio della malaria era elevato.
Le monache e l’icona furono trasferite in un convento a Via Magnanapoli dove rimasero altri 356 anni, fino al 1931 quando si dovettero trasferire nuovamente: oggi l'icona, di cui esistono copie in altre chiese, si trova nell'Oratorio del Rosario a Monte Mario ed è visibile solo la domenica.
Il monastero di Santa Maria In Tempulo subì varie trasformazioni finché nel Seicento fu annesso a Villa Mattei e divenne un ninfeo, ma nel XVIII era divenuto un fienile e poi un lo studio di un pittore.
Il valore storico dell'edificio fu riconosciuto durante i lavori per la creazione della Passeggiata Arheologica e nel 1927 se ne decise il restauro. Oggi l'ex-monastero è proprietà del Comune di Roma che lo usa come luogo di rappresentanza e per la celebrazione del matrimoni civili.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 26/06/2015)




Articoli correlati: