Login      FOLLOW US ON follow on Facebook follow on Twitter follow on Pinterest follow on Tumblr follow on Google Plus

I 17 schemi nei mosaici in Roma Antica

I 17 schemi nei mosaici in Roma Antica

L’osservazione dei mosaici non figurativi rimanda l’idea della simmetria e la quantità di tipologie induce a stimare in infinito il numero degli schemi realizzati dai mosaicisti di Roma antica mentre, in realtà, sono solo 17. Questo numero non è solo degli schemi romani ma è il numero esatto degli schemi realizzabili. Alla coscienza di questo limite si giunse solo all’inizio del Novecento anche se tutti gli schemi sono stati utilizzati sin dall’antichità in aree geografiche diverse ed anche in tempi diversi; non si sottraggono a questa regola i mosaici che realizzarono gli antichi romani come anche i mosaici medievali dei Cosmati.
Il viaggio che cercheremo di fare è comprendere l’evoluzione del pensiero matematico nel mondo romano attraverso i mosaici che sono il tipo di testimonianza storica quantitativamente e qualitativamente più ricca di quella cultura di cui possiamo ancora godere e cercare di capire utilizzandoli come una inconsueta chiave di lettura. I nostri esempi saranno i mosaici di Roma, integrati quando necessario con altri ritrovati nei siti dell’Impero romano.
A Roma i mosaici appaiono nel III se. a.C e sono utilizzati per migliorare le caratteristiche funzionali dei pavimenti in terra battuta ed in cocciopesto; si scoperse infatti che inserendo poche scaglie di materiale lapideo si accresceva la resistenza all’usura e l’impermeabilità. I manufatti con la nuova tecnica verranno chiamati opus musivi pavimentali.
La realizzazione del mosaico si basa sul concetto di simmetria che Vitruvio riconduceva al concetto di “commensurabilità”, ovvero di quantità misurabili con un’unica misura; ed a corollario, solo con “l’avveduto calcolo delle simmetrie” si può ottenere l’armonia delle parti. Il mosaico è l’esercizio primo di simmetria dove un motivo si ripete all’infinito secondo due traslazioni indipendenti e secondo questa regola i risultati che si possono ottenere sono solo 17.
La decorazione architettonica ha fatto sua questa legge senza investigare sulle ragioni matematiche che limitano appunto a 17 i risultati possibili. Nella Roma Imperiale soprattutto nei pavimenti si realizzarono mosaici in “opus tassellatum” con tessere lapidee relativamente piccole, 1 cm di lato, e per i luoghi sottoposti a notevole calpestio come i portici, le basiliche o le tabernae.
Il mosaico si è avvalso fin dai tempi più antichi, dell’opera di maestranze specializzate, spesso suddivise in vere e proprie “squadre” a seconda delle mansioni svolte. La realizzazione di ampie superfici musive, pavimentali o parietali, prevedeva infatti numerose fasi esecutive che richiedevano diversi livelli di specializzazione: dalla preparazione del sottofondo all’impasto delle malte, dalla scelta della composizione all’allettamento delle tessere, oltre l'artista che doveva progettare il disegno. Uno dei siti di Roma dove si ritrovano quasi tutti gli schemi dei mosaici sono le Terme di Caracalla, in cui sono presenti sia mosaici monocromatici che colorati, od anche la Villa dei Quintili oppure ostia Antica.
Le figure nei mosaici geometrici venivano ottenute con la traslazione, La riflessione, la glissosimmetria e le diverse combinazioni di queste fra loro.
La traslazione è la figura base del mosaico infatti la definizione stessa di mosaico e “un gruppo infinito di motivi ripetuti che contiene due traslazioni indipendenti”. L’esempio riportato a fianco mostra un mosaico in bianco e nero datato al I secolo d.C. che riporta un motivo traslato dato da un quadrato di tasselli neri racchiuso in una prima fascia di tasselli bianchi a sua volta racchiusa in una fascia di tasselli neri.
I mosaici o tassellati più antichi di Roma sono stati rinvenuti in abitazioni distrutte dall’incendio del 83 a.C. nei pressi del Tabulario risalirebbero al I sec. a.C.; in questi si vede un fondo bianco dove ancora le tessere sono poste in modo irregolare; una certa regolarità ed armonia si comincerà a presentare quando compare una fascia di cornice nera come nella Casa dei Grifi.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 15/11/2019)