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Fornix Fabiana


Dopo la vittoria sugli Allobrogi il Senato decise di far innalzare un arco per onorare Quinto Fabio Massimo che fu anche console nel 121 a.C..
Il Fornix Fabianus, così veniva chiamato l’arco, si trovava sulla Via Sacra e segnava l’angolo del Foro all’altezza della Basilica Aemilia, fu il primo arco nel perimetro del Foro.

Dell’Arco furono ritrovati nel 1546 presso il Tempio di Antonino e Faustina le epigrafe dedicatorie ed altri frammenti che erano stati utilizzati per la copertura della Cloaca sulla Via Sacra, mentre altri frammenti vennero fuori da un muro "qui dividebat Comitium a foro romano". Interessante è poi la vicenda legata al rinvenimento dell’epigrafe dedicatoria dell’arco ( CIL VI, 1407) intitolata a Quinto Fabio Massimo nipote dell’Allobrogico; i cronisti dell’epoca riferiscono che l’epigrafe già si trovava "in Hortis Maximorum ad Forum Boarium" perché come Pirro Ligorio raccontava la gens Maximorum stava raccogliendo documenti epigrafici che testimoniavano le antiche origini della famiglia e quando si diffuse la notizia che erano stati ritrovati frammenti del Fornix Fabianus, riuscirono a farsi concedere dal Papa Paolo III l’autorizzazione di condurre gli scavi per conto proprio, per cui ciò che veniva ritrovato lo portavano nei loro Horti che si trovavano nella zona del Foro Boario ( dove peraltro i cinquecentisti credevano che nell’antichità si trovava la domus dei Massimi).

Secondo le epigrafi, l'arco era stato decorato con le statue di Q. Fabio Massimo Allobrogico, di Lucius Aemilius Paullus, vincitore di Perseo di Macedonia, e  e di L. Cornelio Scipione Africano minore.
Altri avanzi del Fornix Fabianus, specialmente blocchi componenti la volta, dai quali si può calcolare la luce dell'arco a m.3,80, furono rinvenuti nel 1882, ma anche essi innestati in fabbriche del medioevo.
L’Arco Fabiano viene citato due volte da Cicerone che lo chiama "fornix" proprio perché era un arco semplice; egli nel primo testo racconta che il Fornice si trovava sulla Via Sacra nel tratto che collegava il Foro al Vico per il quale si saliva sul Palatino, dove si trovava la casa di Ortensio che poi divenne di Augusto; nel secondo testo racconta che quando la folla scendeva giù dalla Via Sacra Summa, iuxta Regia, all’altezza della Regia doveva stringersi per passare sotto il Fornice Fabiano. La sua posizione è confermata anche dall'oratore Crasso che, per burlarsi del vanitoso Memmio, diceva "credersi egli tanto alto da dover abbassare il capo quando, scendendo sul Foro, passava sotto l' arco Fabiano".
L'arco era probabilmente ancora in piedi nel quinto o sesto secolo d. C., Rufo e Vittore alla fine del IV secolo lo chiamano Arcus Fabianus, ma non ci sono altre citazioni del monumento dopo di loro.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 26/10/2015)