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Il vero volto di Gaio Mario

Il vero volto di Gaio Mario

Dell’uomo che fu sette volte console e che diede a Roma le vittorie sui Cimbri ed i Teutoni non è rimasta alcuna effigie di cui si può dire con certezza che lo rappresentasse. Tutte le statue che erano state erette in suo onore furono abbattute dopo la sua morte per volontà di Silla. Si salvò solo la sua maschera mortuaria che Giulio Cesare indossò per i funerali della zia Giulia, la moglie di Gaio Mario. Era una delle prerogative dei nobili secondo cui per lo ius imaginum subito dopo la morte di un uomo che aveva ricoperta la carica di edile curule doveva essere presa l'impronta in cera del volto per essere conservata tra le effigi degli antenati. L'impronta del volto di Mario fu presa sul letto di morte nel 86 a .C. ed era esposta nell'atrio della domus dove viveva Giulia Maggiore e che Silla non osò andare a distruggere accontentandosi di disperdere le ceneri del suo nemico politico nel fiume Aniene.
Le maschere funerarie erano indossate da attori professionisti quando erano chiamati ad evocare gli antenati della gens nel corso dei funerale, ma Giulio Cesare per il funerale della zia Giulia fece qualcosa di assolutamente inconsueto: indossò egli stesso la maschera funeraria di Mario e così si presentò nel Foro per l'orazione funebre. Quella sua scelta in realtà fu una dichiarazione con cui rese pubblica la sua volontà di fare propria l'eredità politica dello zio e di divenire il campione dei populares.
Secondo uno dei maggiori esperti (Bernouilli) la sola statua che rappresenti Gaio Mario dovrebbe essere il ritratto del Museo Chiaramonti in Vaticano acquistato nel 1824 dalla collezione Rondinini. Il busto era stato trovato a Tuscolo e lo ritraeva in età matura. Cicerone nella sua Pro Balbo lo ha descritto con imperatorius ardor oculorum, un’espressione fierissima degli occhi; non bello aveva lineamenti decisi e modi ruvidi nei rapporti con le persone che forse gli venivano dall’abitudine di intrattenersi con i soldati piuttosto che nei convivi e nelle feste ed i lineamenti di quel ritratto sembrano corrispondere alla descrizione. Il ritratto, opera del I sec. d.C., è di chiara fattura romana e l'artista potrebbe essersi ispirato proprio alla maschera mortuaria di Mario.
Delle poche cose che riguardano il vero aspetto di Gaio Mario, si sa che aveva le gambe piene di varici e per risolvere il problema subì un intervento poco prima di morire.
Altri ritengono che siano attribuibili a Gaio Mario le sembianze del Ritratto virile incognito registrato da Ennio Quirino Visconti al n. 122 del catalogo del Museo Torlonia, testa in marmo pentelico alta cm. 38 che fu ritrovata alla Villa dei Gordiani sull’antica Via Labicana.
Si tratta di una copia realizzata nel I sec. d.C. che rappresenta un anziano patrizio repubblicano – il ritratto è anche conosciuto come patrizio Torlonia . E' considerato il capolavoro del ritratto romano repubblicano
Anche la testa alla Gliptoteca di Monaco è ritenuta da alcuni attribuibile nelle sembianze a Caio Mario dove il personaggio è riprodotto in dimensioni più grandi del normale. Gli studiosi ritengono che pur non potendo essere certi che rappresenti Mario, il ritratto abbia influito molto sulla successiva ritrattistica romana.
Un altro ritratto è stato indicato nel busto appartenente alla Collezione Despuig in Palma de Mallorca; secondo lo studioso Hubner è assimilabile al Mario di Monaco per le rughe sulla fronte, il segno delle clavicole, la forma del naso e la forma degli occhi. Il ritratto in marmo bianco con venature grige è una copia realizzata nel IV secolo e probabilmente parte di una raccolta di ritratti di summi viri della storia romana, vale comunque ricordare che spesso i lineamenti molto marcati e l'espressione volitiva erano caratteristiche che venivano date ai ritratti di capi politici e militari.
Le testimonianze letterarie indicano altre possibili statue, tra cui quella di Plutarco che racconta di aver visto una statua di Gaio Mario a Ravenna, la statua era di marmo e lo rappresentava nell'espressione che aveva durante il periodo dell'esilio ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 11/02/2019)