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La sedia del Diavolo


Nella Roma del XIII secolo poco dopo la Basilica di Santa Agnese, lungo la Via Nomentana, si trovava un luogo frequentato di notte da fattucchiere e maghi e conosciuto come La sedia del Diavolo.
Nel buio della notte e con i fuochi che danzavano tutt'intorno la costruzione si ergeva terribile nella campagna romana, nei secoli si era persa la conoscenza di cosa fosse stata e solitaria nella valli del basso corso dell'Aniene sollecitava la fantasia del popolo. D'altra parte lungo le valli dell'Aniene la presenza di Satana era nota, e delle sue manifestazioni la più conosciuta era quella alla grotta dove si era ritirato in eremitaggio San Benedetto.
Le genti che vivevano lungo il fiume sin dall'antichità avevano individuato nei fenomeni vulcanici i segni dell'al di là che per i pagani era l'Ade e per la religione cristiana l'Inferno, il regno di Satana; lungo la Valle dell'Aniene sono molti i siti dove il magma infernale arriva in superficie, porte aperte dell'Inferno. Gli antichi popoli per essere difesi dai pericoli che potevano venire dalle forze ctonie celebravano Hercules, dio arcaico della pastorizia e degli armenti,i popolici italici ormai convertiti al cristianesimo pregavano invece San Michele, l'Arcangelo che aveva sconfitto Satana confinandolo nell'Inferno; le testimonianze di questi culti sono nei templi eretti ad Ercole e nelle chiese rurali dedicate a san Michele che si trovano nel territorio sabino lungo il corso del fiume.
Divenne così un luogo che apparteneva all'inferno una strana costruzione che nel Medioevo si ergeva nella campagna lungo la bassa Valle dell'Aniene e da cui la notte si levavano i bagliori del fuoco. Era solo un rudere di età romana in cui la notte trovavano rifugio pastori e banditi e da lontano i loro fuochi sembravano le fiamme dell'Inferno che uscivano dalla strana costruzione che ricordava nella forma una sedia , la Sedia del Diavolo.
Come tutti i luoghi in cui il Diavolo appariva anche lì si realizzavano fatti magici. Nel tardo medioevo sembra che un alchimista di nome Zum Thurm vi avesse scritto la parola “kabala” ma incidendo le lettere ognuna su un mattone diverso di modo che colui che fosse riuscito a trovarle e leggere la “formula” avrebbe avuto il potere di cambiare il destino delle cose. Nell''epoca dei lumi divenne uno dei luoghi dell'esoterismo per congreghe di iniziati ma, nella realtà era solo un riparo per i briganti e gli sbandati ed i fuochi che accendevano, visti in lontananza , nel buio della notte evocavano le fiamme dell'Inferno.
Il rudere nei secoli ha ospitato le più sconsiderate compagnie e tra queste si ricorda nel XVIII secolo coloro che si radunavano attorno ad un certo Marco Dominici che profetizzava un “avvento di Satana” riuscendo a raccogliere molti adepti, tanto che dovette intervenire la gendarmeria pontificia.
Ma la maggiore attrazione veniva dalla leggenda che le pietre del rudere avevano la capacità di guarire ogni malattia, bastava raschiare un po' di polvere e con questa fare delle pozioni ; la leggenda fu alimentata dalla vicenda di un pastore chiamato Giovanni che entrò nel rudere per recuperare una pecora e pare ne uscì con poteri magici. Nel rudere Giovanni iniziò ad esercitare la sua magia e presto si sparse la notizia dei suoi poteri e di come aveva curato una donna, Assunta da Napoli, dalla dissenteria. Malati e creduloni cominciarono a frequentare la Sedia del Diavolo per essere curati e la Curia preoccupata decise di mandare i soldati, Giovanni e la sua complice Assunta fuggirono e non se ne seppe più nulla ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 18/03/2017)