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Aurelia Cotta – La madre di Giulio Cesare


Era nata a Roma il 21 maggio del 120 a.C., figlia di Lucio Aurelio Cotta che fu console l’anno dopo la sua nascita; la madre si chiamava Rutilia ed anche la sua famiglia Rutilia era di rango consolare. La gens Aurelia aveva i cognomina Cotta, Scaurus, Orestes e nel primo secolo un ramo si chiamò Fulvus; a questo apparteneva Tito Aurelio Fulvo che divenne imperatore con il nome di Antonino Pio.
Sposò giovanissima Gaio Giulio Cesare, che aveva venti anni più di lei e da cui ebbe tre figli: Giulia maggiore, Giulia Minore e Giulio Cesare. Quando entrò nella gens Julia, questa non aveva ancora la stessa rilevanza politica della gens Aurelia che aveva fra gli antenati quel Gaio Aurelio Cotta che aveva celebrato un trionfo per aver sconfitto i Cartaginesi a Lilibeo e Trapani ed era stato il magister equitum durante la dittatura di Caio Duilio nel 231 a.C.; Aurelia mantenne saldi legami con la sua famiglia a cui non esitò ad appoggiarsi per dare la possibilità al giovane ed ambizioso figlio Giulio Cesare, di fare carriera. Fu con questa influenza che fece assegnare al giovanissimo Giulio Cesare l’incarico di flamen dialis che era stato del fratello Gaio Aurelio Cotta morto improvvisamente.

Di Aurelia non si hanno molte notizie ma era sicuramente una matrona romana di specchiata virtù e di notevole influenza che le derivava dalle posizioni che la gens Aurelia aveva nell’ordinamento politico romano.
Fu sicuramente una donna molto intelligente ed accorta che seppe supportare le ambizioni del giovane Giulio Cesare; le congiunture politiche e sociali erano particolarmente propizie all’ascesa del giovane figlio che si trovava a muoversi nel clima acceso della guerra sociale ma lei sicuramente seppe avvantaggiarsi del legame che aveva con i due massimi antagonisti Mario e Silla che erano entrambi suoi cognati avendo sposato rispettivamente Giulia Maggiore e Giulia Minore le due sorelle di suo marito Gaio Giulio Cesare.
Tutta la famiglia era schierata con Caio Mario quando questi era il grande eroe che trionfò sui Cimbri, ma quando iniziarono i dissapori tra Mario e Silla il giovane Giulio Cesare si schierò con lo zio Caio Mario che però morì pochi mesi prima di suo padre. Quando il marito morì nell’85 a.C. Aurelia rimase a vivere nella casa della Suburra insieme al figlio quindicenne, che l’anno seguente volle sposare Cinnilla la cui famiglia era plebea e questo fatto incontrò l’opposizione di Silla ormai divenuto padrone incontrastato di Roma.
Aurelia fu in primis la madre di Giulio Cesare, protesse la sua casa e le sue scelte; quando Giulio Cesare rifiuto di obbedire a Silla e non volle divorziare da Cinnilla fu la madre e lo zio che fecero pressione sul dittatore perché non ci fosse condanna per la disobbedienza.
Giulio Cesare si nascose per un periodo in Sabina poi raggiunta l’età iniziò la sua carriera militare prestando servizio in Asia. A Roma aveva lasciato la sua giovane moglie Cinnilla affidata alla protezione di Aurelia; rimase accanto alla nuora nei lunghi anni di lontananza di Cesare che tornò a Roma solo dopo la morte di Silla nel 78 a.C..
Era presente quando nel 76 a.C. nacque la prima ed unica figlia di Cesare, Giulia, come sicuramente era vicina a Cinnilla quando un parto difficile causò la sua morte e quella del bambino. La piccola Giulia rimase con la nonna che si occupò della sua educazione nei lungi anni in cui il padre rimase lontano da Roma.
L’evento pubblico in cui fu coinvolta Aurelia con la figlia, Giulia minore, fu il processo fatto a Clodio Pulcro per lo scandalo della Bona Dea. Nel 62 a.C. durante la festa della Bona Dea a cui partecipavano solo le donne e che era stata organizzata nella Domus Publica in cui Cesare abitava in quanto Pontifex Maximum, Clodio Pulcro si era travestito da ancella per entrare e poter incontrare Pompea Silla, la seconda moglie di Cesare; sembra che fu proprio Aurelia che scoperto l’intruso la cacciò fuori. Al termine del processo in cui Aurelia dovette partecipare e raccontare il fatto, Cesare divorziò da Pompea. Aurelia potè assistere al matrimonio della nipote Giulia con Pompeo Magno ma non si sa molto dei suoi ultimi anni di vita. Nel 54 Cesare era nella Gallia Belgica mentre a Roma morivano due delle donne più importanti della sua vita: la figlia Giulia di parto e la madre Aurelia a 64 anni.

Poche sono le notizie sulla sepoltura di Aurelia Cotta che probabilmente avvenne fuori dal Pomerio in Campo Marzio così come per sua nipote Giulia, quindi non ci sono collegamenti di alcun tipo con l’ipogeo degli Aureli che fu scoperto nel 1919 sull’Esquilino e che risale al III sec. d.C. ed è un cimitero ipogeo di una famiglia di liberti degli Aureli.
Il sito è di estremo interesse per gli affreschi in cui si ritrovano temi riconducibili alla religione cristiana misti con i miti pagani, tuttavia ciò che colpisce è la rappresentazione di una donna che compiange i due fratelli morti, quasi un’emulazione dei fatti che hanno scandito la vita di Aurelia Cotta come la scomparsa dei suoi fratelli Gaio Aurelio Cotta e Lucio Aurelio Cotta, entrambi rappresentanti di spicco dell’aristocrazia romana.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 08/09/2015)