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Il teatro Marcello


Il Teatro Marcello è forse il più antico teatro di cui è visibile l'architettura. La sua costruzione fu iniziata da Cesare ma terminata da Augusto nell’11 a.C. che lo dedicò a Marco Claudio Marcello, figlio della sorella Ottavia e successore designato (a cui diede anche in moglie la figlia Giulia) che morì a 19 anni e fu sepolto nel Mausoleo di Augusto.
La scelta del luogo non fu casuale perché l’edificio si trova nell’area dove si trovava il Theatrum et proscenium ad Apollinem, la più antica cavea teatrale collocata in asse con il Tempio di Apollo Medico.
Per poterlo realizzare Giulio Cesare aveva fatto espropriare alcuni terreni, demolendo il Tempio della Pietas, fatto per il quale fu aspramente criticato. Alla morte di Cesare nel 44 a.C. erano state fatte solo le fondazioni e fu solo dopo il 20 a.C. che Ottaviano, ormai divenuto Augusto, riprese il progetto che volle anche ampliare acquistando terreni con propri denari ed andando anche ad occupare il lato curvo del Circo Flaminio, dove dal IV sec. a.C. si facevano le gare delle bighe ma che aveva in parte perduto la sua utilità poiché si stava già completando il Circo Massimo.
L’edificio ancora non del tutto finito fu usato già per le rappresentazioni previste durante i Ludi Saeculares del 17 a.C.; fu finito dopo quattro anni e dedicato da Augusto al nipote Marcello del quale fece fare una statua più grande del vero in bronzo. Svetonio racconta che durante la cerimonia d’inaugurazione la sedia curule di Augusto cedette di schianto e lui cadde supino. La scena fu poi rifatta da Vespasiano e forse un ultimo restauro fu voluto da Alessandro Severo.
Il diametro misurava 130 metri, costruito come usavano i Romani dal basso verso l'alto e senza utilizzare avallamenti del territorio come invece facevano i Greci. L'altezza forse toccava i 32 metri ed aveva quattro ordini, le cui colonne erano tuscaniche al primo, ioniche al secondo, corinzie al terzo (livello che si è perduto). La cavea è andata persa, così come la scena, non più accessibile.

"Il diametro di questo teatro era di 538 palmi, e poteva contenere trenta mila spettatori. E' un bellissimo avanzo dell'antica architettura romana, che i moderni hanno preso per modello degli ordini dorico e ionico, e di cui se ne sono serviti per determinare la proporzione di due ordini, l'uno sopra l'altro collocati."
"La città di Roma ovvero Breve descrizione di questa superba città", 1779

Questo teatro presenta alcuni elementi di forte innovazione nelle tecniche di costruzione, il più importante è la scelta di un sito che non consentiva di sfruttare l’andamento del terreno per la costruzione delle gradinate e subito dopo l’impiego per la prima volta in maniera consistente di lateres cocti (mattoni), al posto delle pietre di tufo,per la realizzazione dei muri portanti.
Il teatro fu usato fino al V secolo d.C. e, probabilmente fu abbandonato dopo il sacco del 455; nell’alto Medioevo la zona cadde in situazione di abbandono perché l‘area era soggetta alle alluvioni del Tevere. La scena del teatro scomparve sotto il fango che le acque del Tevere lasciavano ritirandosi e così vi furono realizzate costruzioni che poggiavano le loro fondazioni sulle sostruzioni dei muri perimetrali e radiali degli ambulacri.
Nel XII sec. queste costruzioni realizzate all’interno del teatro costituivano una cittadella fortificata chiamata Monte Faffo, corruzione di Fabio perché di proprietà della famiglia dei Fabi; passò poi ai Pierleoni che nel XIV secolo la cedettero ai Savelli.
I Savelli nella prima metà del Cinquecento demolirono le costruzioni medievali e fecero costruire da Baldassarre Peruzzi un vero palazzo, quello a cui appartengono i due piani in stile rinascimentale che si ammirano al di sopra delle arcate del lato curvo del teatro.
Quando Roma divenne capitale d’Italia il vasto progetto di restituire alla città i monumenti di Roma Antica coinvolse anche il Teatro Marcello : le arcate del teatro e gli spazi circostanti furono espropriati e liberati da botteghe e abitazioni e si procedette al recupero dell’architettura.
L’area è comunque ancora oggetto di investigazione archeologica tanto che recentemente sono stati ritrovati nell’adiacente Piazza di Monte Savello i muri del post-scaenium, indicati anche nella Forma Urbis Severiana ed una base di marmo bianco di grandi dimensioni, scolpita sui quattro lati con scene relative al mito di Ercole.
Il Teatro Marcello si è ben conservato perché poggia su una platea di calcestruzzo gettata su palificazioni in rovere che comprimono il terreno argilloso.
Gli unici elementi decorativi della facciata erano delle maschere teatrali scolpite a tutto tondo di enormi dimensioni, in marmo bianco prevalentemente lunense, recuperate in frammenti durante gli scavi degli anni Trenta. Esse riproducono in proporzioni molto maggiori del vero le maschere che gli attori indossavano durante le rappresentazioni sceniche, caratterizzate da tratti fortemente accentuati ed espressivi oltre che da una bocca smisurata che è il tratto più notevole della fisionomia della maschera antica.
I reperti sono ora esposti nelle teche del Teatro Argentina.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Rev. 1.0 - 11/05/2015)