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Misterioso edificio del IV secolo d.C. presso Ponte Milvio

Misterioso edificio del IV secolo d.C. presso Ponte Milvio

Lungo le sponde del Tevere, nei pressi di Ponte Milvio, sono state ritrovati degli ambienti di età tardo imperiale con splendidi pavimenti in opus sectile. Nella primavera dello scorso anno durante dei lavori lungo la pista ciclabile del Tevere nell'area del Foro Italico in direzione di Ponte Milvio improvvisamente gli operai rimuovendo della terra vedere aprirsi alla luce quello che sembrava un mosaico pavimentale; il responsabile della Sovrintendenza, che da anni è presente ad ogni lavoro nel sottosuolo di Roma, segnalò il ritrovamento ma ci sono voluti alcuni mesi per effettuare lo scavo archeologico che ha riportato alla luce l'edificio i cui ambienti sono stati abitati ininterrottamente dal I al IV secolo d.C.
Lo scavo ha rivelato una stratificazione degli ambienti che nel I secolo d.C. sono stati ritenuti pertinenti a magazzini, mentre in epoche successive sulle loro fondazioni sarebbero stati edificati ambienti molto diversi. Finora sono stati scavati quattro ambienti: un'aula absidata con a fianco una stanza rettangolare e due ambienti circolari sulla cui funzione gli archeologi si riservano di avanzare delle ipotesi a conclusione dello studio dei materiali rinvenuti.
L'aula absidata secondo gli archeologi farebbe pensare ad un luogo di culto cristiano, anche se proprio in quel periodo nelle abitazioni dei ricchi era diffuso lo stibadium, un tavolo semicircolare di solito posto in un ambiente absidato dove si consumava la cenatio. Anche i due misteriosi ambienti circolari potrebbero essere pertinenti ad una villa suburbana ed appartenere al balneum. Rimangono da spiegare le quattro sepolture ma proprio il numero esiguo non fa supporre un cimitero quanto un piccolo mausoleo privato.
Tutto il Lungotevere a partire già dall'età di augusto era un susseguirsi di splendide ville suburbane con i loro horti e dalla testimonianze letterarie sappiamo che se lungo il Tevere all'altezza di Campo Maarzio esistevano le ville della famiglia imperiale, dagli horti di Cesare sotto il Janiculum fino agli Horti di Agrippina nella zona del ager Vaticanus ed oltre lungo l'ansa del Tevere passato Ponte Milvio in direzione di Rubrae dove aveva la sua villa anche il poeta Publio Ovidio Nasone, erano molti i patrizi che avevano delle residenze suburbane in riva destra.
L'insieme degli scavi e studi condotti in riva destra del Tevere da cui sono emersi grandi complessi a partire dalla villa di Livia lungo la Flaminia a quella di Lucio Vero al V miglio della Via Cassia ha in più riprese confermato come queste zone furono frequentate dall'aristocrazia romana dal I secolo a.C. sino almeno a tutto il III secolo d.C. Le caratteristiche degli ambienti scoperti nei pressi di Ponte Milvio ora allungano il tempo della frequentazione almeno fino al IV secolo.
Questo ritrovamento sembra confermare la convinzione di Gaetano Messineo, archeologo che ha studiato per lunghi anni l'area archeologica posta tra il Tevere e le consolari Cassia e Flaminia: “Le alture sulla sponda destra del Tevere più prossime al fiume avrebbero presentato già a partire da Tor di Quinto sino al Transtiberim (ndr: Regio XIV in area urbana) una sistemazione non dissimile da quella della corona degli Horti suburbani intorno alla città”.
Gli ambienti scavati resteranno aperti e visibili anche ai frequentatori della pista ciclabile fino ad inizio autunno quando per evitare danni dovuti all'innalzamento delle acque saranno temporaneamente ricoperti. nella prossima primavera gli scavi saranno ripresi in maniera più estensiva.



di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 22/07/2018)