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Tomba degli strigili

Tomba degli strigili

Una tomba inviolata risalente al IV secolo è stata trovata a Roma lungo la Via Tiburtina, in un'area in cui non si sapeva ci fossero resti di quel tipo; l'eccezionalità della scoperta sta nell'integrità della sepoltura.
Lo scorso mese di aprile, durante dei lavori per il nuovo acquedotto in località Case Rosse, una ruspa ha urtato una lastra di pietra che rompendosi ha letteralmente riportato alla luce una tomba che non era mai stata preda di saccheggiatori e che la lastra che la chiudeva ha preservato dalla penetrazione di terra; si tratta di una tomba a camera lunga 3,30 mt., larga 2,50 mt. ed alta 1,75mt. ed era stata scavata in un banco di tufo.
L'accesso alla tomba avveniva da un pozzo largo 1 metro e profondo 2 metri,con rudimentali scalini. All'interno sono stati trovati quattro scheletri; due erano distesi sui ripiani assimilabili a letti funebri con accanto il corredo funebre composto da vasellame contenente le offerte per l'ultimo viaggio. In tutto sono 25 i reperti in condizioni quasi perfette, piatti e vasi in ceramica a “vernice nera” su cui erano ossa di capretto, agnello, coniglio e pollo ed anche una moneta, quella che il defunto doveva dare a Caronte per attraversare lo Stige ed arrivare nell'Ade.
Dal tipo di ceramica e dalle incisioni della moneta gli archeologi hanno potuto dare una prima indicazione sulla datazione della tomba. La moneta al recto ha impressa la testa di Minerva mentre al verso una testa di cavallo con la scritta romano il cui significato era moneta dei romani.
Questa moneta fu coniata quando Roma cominciò a commerciare con i popoli dell'Italia meridionale e quindi riferibile ad un periodo compreso tra il IV e l'inizio del III secolo a.C., data confermata dal vasellame in ceramica a vernice nera che dapprima importato dalla Grecia, fu poi prodotto da artigiani italici.
In alcuni giornali la tomba è stata indicata anche come la “tomba dell'atleta” perchè tra gli oggetti del corredo funebre sono stati trovati due strigili, che erano dei particolari utensili in metallo che usavano gli atleti per togliere via il sudore dal corpo. Tuttavia questo strumento veniva usato anche da chi frequentava le thermae ed i balnea e questa sembra l'ipotesi più probabile in quanto gli uomini sepolti si pensa avessero tra i 35 e 50 anni, quindi uomini anziani e più facilmente inclini a pratiche curative ed igieniche come il soggiorno nel calidarium per i bagni di vapore, che non agli sforzi fisici a cui erano sottoposti gli atleti.
L'uso degli strigili connesso ai bagni di vapore fornisce peraltro una testimonianza importante, ovvero già alla fine del IV secolo anche nelle località suburbane di Roma le ville rusticae avevano i balnea, quindi ben un secolo prima di quando ipotizzato sino ad ora. Peraltro non si può scartare l'ipotesi che gli strigili fossero usati non in casa ma presso le vicine sorgenti di acqua calda di Albula dove andava a curarsi anche Augusto e la cui frequentazione è attestata sin dal IV secolo a.C.
Gli strigili sono uno strumento che usavano già gli etruschi ed i greci anche se l'impiego che viene più spesso ricordato è quello degli atleti che lo usavano per togliere dal corpo gli olii che si spalmavano prima delle gare; in realtà veniva anche usato per togliere la sabbia o il sudore dal corpo dopo i bagni caldi o i duelli.
Le inumazioni sembrano essere avvenute in tempi diversi, prima i due corpi distesi lungo i lati e poi in momenti posteriori l'altro uomo e la donna deposti sul fondo della camera.



di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 05/06/2018)