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Arcus Novus

Lungo la Via Lata fino al XV secolo esisteva un arco commemorativo che era chiamato Arco Maior ma che nell’antica Roma era chiamato Arcus Novus. Era un monumento fatto erigere nel 303 d.C. dal Senato per celebrare i Decennalia di Diocleziano, si trovava sul primo tratto della Via Flaminia prima della Porta sulle Mura Aureliane; l’arco veniva chiamato Arcus Novus, per distinguerlo dall’Arco di Claudio che si trovava a poca distanza.
Non si hanno disegni che forniscano indicazioni sulle sue caratteristiche ma sicuramente si può considerare fosse un arco ad una sola fornice i cui elementi essenziali erano il passaggio delimitato da pilastri e dalla volta ed il blocco superiore andava a costituire l’attico che poteva anche essere sormontato da statue. Poiché attraversava la Via Lata era sicuramente un arco bifronte ma in quanto inserito in un’area molto costruita, era sicuramente appoggiato alle costruzioni che costeggiavano la strada, tra l’altro sono stati scoperti i resti di un edificio lungo oltre 100 metri, sicuramente un horrea, sulla Via Lata (visitabili dalla Chiesa di Santa Maria in Via Lata) dove si trovava l’arco. [ 1]
Gli storici non sono d’accordo sul motivo per cui fu eretto, infatti alcuni ritengono che fosse per commemorare il Trionfo che Diocleziano e Massimiano avevano celebrato a Roma proprio nel 303 d.C., però tutti riconoscono che fu realizzato con materiali di spoglio provenienti da altri monumenti. Questa consuetudine si era diffusa da quando Roma non era più l’unica capitale e quindi non si trovavano più competenze artistiche capaci di realizzare opere come quelle del passato; gli artigiani e le maestranze migliori ormai si erano trasferiti a Costantinopoli nuova Capitale dell’Impero.
Nell’Arcus Novus vennero reimpiegati materiali provenienti da due monumenti celebrativi della gens Giulio-Claudia e simili all’Ara Pacis Augustae: Ara Pietatis e Ara Gentis Juliae; si sa per certo che era decorato con bassorilievi provenienti dall’altare della’Ara Pietatis e che due piedistalli di colonne decorati con Vittorie, barbari prigionieri e i Dioscuri provenivano probabilmente dal Tempio del Sole che era stato eretto da Aureliano. [ 2]
L’arco viene ricordato nel Notitia Urbis Romae del IV secolo come Arco Nuovo ed i monaci orientali di S. Ciriaco vi costruirono a fianco una diaconia; nel 1037 veniva chiamato Arcus Maior ed era anche sostegno per l’abside e la sacrestia della Chiesa di Santa Maria In via Lata, edificata già nel X secolo sopra l’antico convento, che al tempo era orientata verso Sud. L’arco nel 1280 era in parte caduto ed alla fine nel 1491 il papa Innocenzo diede l’ordine di demolirlo; la demolizione avvenne per consentire la ricostruzione di Santa Maria in Via Lata che da semplice Diaconia veniva trasformata in luogo di culto.
Testimonianze della demolizione si hanno nel diario di Stefano Infessura: [ 3]

1491, die 23 Augusti, coeptum fuit, Opus Sanctae Mariae in Via Lata, videlicet destruere eccllesiam et aliam novam aedificare cum demolitione arcus triumphalis, supra quem in aliqua parte erat aedificata.

L’Infessura registra anche che, per il lavoro il vicecancelliere ottenne 400 ducati, il legato della curia 300 ducati e gli architetti 200 ducati oltre quanto avrebbero guadagnato con la vendita dei marmi e travertini che sarebbero stati recuperati.[ 4]

La testimonianza racconta quanto era consuetudine nella Roma che i Papi stavano ricostruendo; ciò che si recuperava dalle demolizioni veniva venduto e se marmi e travertino venivano utilizzati per abbellire le case, quanto si poteva definire opera di un artista diede il via al collezionismo ed a un fiorente mercato delle antichità romane.
Molti dei frammenti dell’arco entrarono a far parte della collezione dei Medici che dapprima li utilizzarono per abbellire Villa Medici a Roma, ma quando il Cardinal Ferdinando de’ Medici tornò in Toscana per diventare Granduca, portò con sé alcuni dei pezzi più belli della sua collezione tra cui i due piedistalli che provenivano dall’Arcus Novus e che furono collocati nel Giardino di Boboli a Firenze. [ 5]
Il Cardinale aveva acquistato anche i bassorilievi dell’Arco e quelli non poté portarli via perché erano stati usati per la controfacciata di Villa Medici dove si trovano ancora oggi. In perfette condizioni ci sono due bassorilievi allegorici, che rappresentano rispettivamente la celebrazione dei Decennalia e una Tychai o personificazione di città inginocchiata e sormontata da un Erote, oltre ad un altro che rappresenta l’uccisione di un Toro ed il Tempio di Marte Ultore. Questi erano i bassorilievi provenienti dall’Arcus Novus in cui erano stati riutilizzati come spolia provenienti dalla dall’Ara Pietatis Augustae, dedicata dal Senato a Livia nel 22 d.C..
Altri Frammenti dell’Arcus Novus furono ritrovati nel 1923 e sono ora visibili ai Musei Capitolini nella sede della Centrale Montemartini. [ 6]



di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 28/08/2015)




Foto:

  • Ricostruzione ipotetica Arcus Novus
    Ricostruzione ipotetica Arcus Novus
    FOTO 1
  • Piedistalli provenienti Arcus Novus, raffigurazione di due Vittorie e Dioscuro – Giardino di Boboli, Firenze
    Piedistalli provenienti Arcus Novus, raffigurazione di due Vittorie e Dioscuro – Giardino di Boboli, Firenze
    FOTO 2
  • Bassorilievo da Arcus Novus, Venere incide “Votis X et XX” per celebrare Decennalia e Vicennalia di Diocleziano– Facciata Villa Medici, Roma
    Bassorilievo da Arcus Novus, Venere incide “Votis X et XX” per celebrare Decennalia e Vicennalia di Diocleziano– Facciata Villa Medici, Roma
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  • Bassorilievo da Arcus Novus, Tychai di città conquistata, inginocchiata e sormontata da Erote, I sec. D.C.– Facciata Villa Medici, Roma
    Bassorilievo da Arcus Novus, Tychai di città conquistata, inginocchiata e sormontata da Erote, I sec. D.C.– Facciata Villa Medici, Roma
    FOTO 4
  • Bassorilievo da Arcus Novus, Sacrificio di un toro e Tempio di Marte Ultore da Area Pietatis Augustae, I sec. a.C.– Facciata Villa Medici, Roma
    Bassorilievo da Arcus Novus, Sacrificio di un toro e Tempio di Marte Ultore da Area Pietatis Augustae, I sec. a.C.– Facciata Villa Medici, Roma
    FOTO 5
  • Arcus Novus: ubicazione
    Arcus Novus: ubicazione
    FOTO 6