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Domus Augusti la casa di Augusto


Ottaviano scelse di stabilire la sua residenza di princeps inter pares sul Palatino, semplicemente perché aveva sempre abitato sul colle.
Dopo di lui tutti gli imperatori romani elessero il Palatino a loro dimora ed aggiunsero altri edifici alla Domus Augusti che nel tempo divenne la casa privata dell’imperatore, mentre gli altri edifici del colle andavano assumendo delle funzioni pertinenti alla vita pubblica e religiosa dell’imperatore.

Ereditò dal padre la bella casa ad Capita Bubula, vico della Regione Palatina, e poi quando divenne triumviro, acquistò la casa dell’oratore Ortensio e sembra che le abbia collegate aggiungendo un portico detto tecnophion. Nel 36 a.C. la sua casa fu distrutta da un incendio e nello stesso anno il suo amico Agrippa guidò la flotta alla vittoria di Nauloco riportando la Sicilia sotto il controllo di Ottaviano ed un bottino notevole.
Ma il popolo di Roma lo ama, è il patres patriae ed "i veterani, le decurie, le tribù ed anche gli uomini di tutte le classi sociali, gli donarono somme di denaro in proporzione a quanto ciascuno poteva; Augusto però passò sopra ai vari gruzzoli di monete e prese da ciascuno al massimo un denario" (Svetonio).

Ottaviano ricostruì la casa dopo aver acquistato altre case vicine come quella di Cicerone e di Clodio (padre della sua prima moglie) e prevedendo delle aree distinte con edifici funzionali ai suoi sempre crescenti incarichi.
La sua Domus privata sarà ricostruita innalzando i livelli e conservando al piano basso la disposizione degli ambienti della casa distrutta dall’incendio che rimane conosciuta come la Casa di Ottaviano, di cui fa parte anche la cosiddetta Casa di Livia.
La nuova Domus Augustus è un palazzo del potere, nella sua planimetria un atrium con tablino divide la domus publica dalla domus privata, che si sviluppa per 22.000 mq. e, di questi, la residenza privata ne occupa oltre 8.000.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 01/04/2015)