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Capitale corsiva et verba vulgata


Accanto al latino dotto e “monumentale” esisteva non solo il latino parlato nelle strade ma anche quello scritto sui muri; e può accadere che visitando proprio il Foro Romano ed il Palatino si possano trovare questi graffiti imperiali.
Gli studiosi chiamano questo tipo di scrittura capitale corsiva perché denotata dal carattere maiuscolo delle lettere e dal ductus (andamento) della scrittura dove le lettere risultano slegate tra loro e disarticolate soprattutto per effetto del supporto, il muro o la tavoletta, che comporta l’uso della tecnica a sgraffio, il cui risultato è quello che noi oggi chiamiamo graffito.
Per ottenere questo tipo di scrittura si usava il graphium, una specie di bulino in vari materiali sufficientemente duri da poter tracciare dei segni sulle tavolette di legno incerate; poteva essere lungo circa 20-25 cm. e da una parte terminava a punta per scrivere e, dall’altra era largo e piatto per poter cancellare. Molti romani erano soliti portare con loro il graphium chiuso in un astuccio e poteva essere di vari materiali: ferro, bronzo ma anche d’oro, d’argento, di rame e di osso. I graphium furono usati anche come vere armi, Svetonio racconta che Giulio Cesare tentò di difendersi colpendo con il suo graphium di ferro Cassio al braccio e, sempre Svetonio, che Caligola fece uccidere con i graphiis i senatori ostili quando si trovavano in senato. Altro aneddoto sull’uso improprio dello strumenti lo racconta Prudenziano per il martirio di San Cassiano ( III sec.) ucciso dai suoi discepoli che lo colpirono con i propri graphium d’osso.
Come graphium si poteva usare un qualsiasi attrezzo di metallo grezzo che riuscisse a lasciare dei segni su un supporto che poteva essere casuale come una tavola di legno o l’intonaco di un muro.
In questo tipo di scrittura, proprio per la difficoltà di tracciare il segno, accade che le lettere vengano rappresentate con linee parallele risultando fortemente stilizzate; per fare degli esempi:

E= ││ F= │|

Può sembrare impossibile ma sono stati trovati dei graffiti anche nella Casa di Augusto dove sono visibili molti graffiti soprattutto nella stanza delle Maschere. Questa stanza fu realizzata verso il 30 a.C. e per quanto incredibile anche i graffiti appartengono all’età augustea: sono stati gli schiavi che lavoravano nella domus imperiale che lasciarono le loro brevi frasi.
Nella Casa di Augusto la Stanza delle maschere era un locale di servizio e per questo, spesso, vi sostavano gli schiavi; in questa stanza nella parete in cui è raffigurato il santuario vicino alla colonna a sinistra tra la fascia rossa ed in parte quella rosa a cm 125 di altezza c’è la scritta “Quinto”.
Ed ancora più sotto a sinistra:

Ursa hic dor(mit)(?)

Questo graffito dimostra come spesso i graffiti antichi non siano di facile interpretazione proprio perché, come le epigrafi, erano molte le contrazioni ed elisioni; in questo graffito secondo l’interpretazione che si trova nel CIL IV 2146 la frase completa sarebbe:

Vibius Restitutus hic solus dormivit et Urbanam suam desiderabat
Vibio Restituto ha dormito qui solo e desiderava la sua Urbana

Oltre il Palatino, ci sono altri posti dove possono essere visti dei graffiti datati ad epoche diverse, come ad esempio sull’Arco di Giano Quadrifonte, nel lato verso il Palatino, dove si trova il nome di Costante II inciso, probabilmente in occasione della visita dell’imperatore a Roma dove arrivò il 5 luglio del 663 e che fu anche l’ultima visita di un imperatore nell’Urbe. Un graffito particolare è stato individuato nei sotterranei di Santa Maria Maggiore, che sono in effetti pertinenti ad una villa romana del II sec. d.C. e della quale sono visitabili alcuni locali che corrispondono probabilmente ai locali di servizio; tra i segni lasciati dagli schiavi si può vedere il “quadrato magico”, (ritrovato anche in altri luoghi dell’Impero da Pompei a Lugdunum), considerato uno dei più antichi crittogrammi al quale sarebbe affidato il messaggio fondante della religione cristiana ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 03/05/2016)