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Il tesoro degli Argentari


Un ricchissimo tesoro si troverebbe nascosto all’interno e nel basamento Arco degli Argentari, l’antico arco fatto erigere dai cambiavalute, i banchieri dell’Antica Roma e mercanti del Foro Boario che qui avevano i loro affari, in onore di Settimio Severo e della sua famiglia.
L’Arco è formato da un’architrave che poggia su due pilastri e quando fu eretto si trovava sul Vicus Jugarius a delimitare l’area del Foro dalla zona commerciale; oggi l’Arco è appoggiato alla Chiesa di San Giorgio al Velabro e le basi dei pilastri sono tuttora interrate di circa 1 metro.
La leggenda che si racconta riguarda un avvenimento occorso sotto il pontificato di Sisto IV ( XV secolo) quando giunse a Roma un misterioso personaggio che aveva con sé un antico libro. Questo sembrava contenesse gli indizi per trovare un condotto che portava al luogo dove era stato nascosto un grande tesoro: il tesoro degli Argentari.
Gli indizi erano una serpe ed una cornucopia e seguendo questi indizi era giunto fino a Roma. Nelle sue ricerche di questi simboli sembra che li trovò su un bassorilievo sull’Arco degli Argentari dove c’era anche una figura che con un dito indicava il terreno.
L’uomo si fece quindi ricevere dal Papa per chiedere l’autorizzazione a scavare, promettendo che qualsiasi cosa avesse trovato sarebbe stata del popolo di Roma.
Il papa si consultò con i Conservatori, i rappresentanti del popolo di Roma e dopo concesse l’autorizzazione; l’uomo iniziò a scavare in uno dei pilastri dell’Arco, entrò nel cunicolo e scomparve per sempre. Nessuno sapeva cosa fosse successo; alcuni dissero che era scivolato nelle profondità della terra, altri che avesse trovato il tesoro e poi sparì senza far sapere più nulla.

Quasi un secolo più tardi accadde un altro fatto misterioso: nel febbraio del 1601 una donna e sua figlia stavano passando nei pressi della Chiesa in direzione di Campo Vaccino quando improvvisamente furono inghiottite dalla strada e di loro non si seppe più nulla.
Fu allora che il popolo ricordò il cercatore di tesori scomparso e la storia del tesoro degli Argentari continuò a vivere e si aggiunse un ulteriore indizio, il tesoro si trovava tra “la vacca e il toro” animali presenti sul bassorilievo dell’arco.
Nei secoli la storia divenne leggenda fino a quando a fine Ottocento, durante la sistemazione della Chiesa e dell’Arco, furono ripuliti e riportati alla luce i basamenti dell’arco ed allora sul pilastro di sinistra apparve il bassorilievo con la serpe e la cornucopia ed un’apertura murata.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 26/07/2015)