Login      FOLLOW US ON follow on Facebook follow on Twitter follow on Pinterest follow on Tumblr follow on Google Plus

Tesori della villa di Ulpiano


Gneo Domizio Ulpiano fu il giureconsulto a cui toccò di riordinare il caos normativo che si era instaurato a Roma dopo il breve e inconsulto regno di Elagabalo. In questo campo fu il mentore del successore Alessandro Severo e ridefinì molte norme del diritto amministrativo e civile tutelando in modo deciso le prerogative del Senato che gli fu molto grato e lo nominò prima prefetto dell’Annona e poi Prefetto del Pretorio. Questi successi gli portarono molti nemici ma anche molta ricchezza e con le sue notevoli disponibilità Ulpiano si fece costruire una bellissima villa sul mare a nord di Roma vicino al porto di Punicus, ove oggi sorge la cittadina di Santa Marinella.
Statium Punicum fu uno dei porti della vicina Caere ed è anche riportato sulla Tabula Peuntegeriana; nel II sec. d.C il porto era inserito nel Itinerarium Maritum di epoca antoniniana ed il traffico doveva essere sostenuto in considerazione dei reperti ceramici che si trovano depositati sul basso fondale della baia conosciuta per molto tempo come delle Grottacce.
La villa era costruita su un promontorio - lo stesso che domina ancora oggi il porto turistico di Santa Marinella – che nel corso dei secoli è stato occupato da altre costruzioni che si sovrapposero nascondendola fino a quando nel 1838 la Duchessa di Sermoneta, nobildonna dell'aristocrazia romana con la passione per l'archeologia, non ottenne le concessioni di scavo alla ricerca di reperti etruschi che pensava di trovare nel sito che era stato in effetti uno dei porti dell'importante centro etrusco di Caere. Il sito non era molto frequentato perché c'era la paura della malaria, in estate poi rimanevano non più di una decina di persone; i soldati delle torri di guardia e l'oste della Stazione di posta ed in questa addormentata terra dello Stato Pontificio, nel 1840 la duchessa portò una vera e propria rivoluzione. Durante la sua permanenza a Santa Marinella Teresa Caetani, Duchessa di Sermoneta, abitava nel “Palazzo della Torre “, ovvero la costruzione che era addossata alla torre costruita dai Barberini, insieme al suo segretario e ad un cocchiere ed avendo ottenuto il permesso dell'Ospedale di Santo Spirito, al tempo proprietario della tenuta, dirigeva gli scavi alla ricerca di tesori archeologici nella bella stagione.
La duchessa fece scavare di fronte ai ruderi dello stabularium che erano ancora visibili sotto l'acqua del mare e trovò una serie di ambienti disposti su due piani e degradanti verso il mare: un'ampia galleria conduceva ad una sala con loggia sul mare e da cui una scala conduceva al piano inferiore dove una grande terrazza si apriva ad U sul mare. La grande sala del piano superiore aveva le pareti rivestite di marmo nero, il pregiato “Portasanta” estratto nell'isola di Chio con cui era stata rivestita anche la scena del Teatro Marcello e di cui oggi è ancora visibile una grande lastra dello stesso tipo posta come soglia del Pantheon.
Nella sala fu trovato anche il torso di una statua che seppure mutila di più parti fu individuata come una copia romana del Meleagro di Skopas. Le condizioni della statua non suscitarono l'interesse del Vaticano e così la statua rimase nella disponibilità della famiglia Caetani che poi la vendette al Pergamon Museum di Berlino dove si trova ancora oggi. Nella stessa sala furono trovate anche delle colonne di alabastro e delle fistule plumbee delle condotte idriche che recavano impresso “Cn. Domiti Anni Ulpiani” , il nome completo di Ulpiano da cui si ebbe la certezza che quella fosse proprio la sua villa a mare ...



Per leggere tutto l'articolo iscriviti!



di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 04/02/2017)