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Gli Auriga


Ancora nel V sec. d.C. gli auriga erano eroi amati dal popolo e dai potenti di Roma tanto che l'imperatore dell'Impero Romano d'Oriente fece raffigurare l'auriga Porfirio sul basamento di una delle colonne della spina del Circo di Bisanzio fatto costruire da Costantino.
Gli auriga erano gli eroi dei Ludi Circensi ancora prima che fossero introdotti i ludi gladiatori. I Ludi Circensi furono sempre i giochi più amati nell’antica Roma, la leggenda racconta che furono istituiti da Romolo per la festività dei Consualia ma le corse dei carri erano molto diffuse già tra i greci e gli etruschi, da cui i romani le mutuarono, ed erano legati al mito di Pelope e della corsa dei carri organizzata da Enomao che lo vide vincitore e nuovo re della terra che da lui prese il nome di Peloponneso.
Le corse delle quadrighe sin dal tempo dei re si svolgevano nel Circo Massimo, il più grande circo stabile dell’Impero, ma alcune corse di carri a tre cavalli e con cavalli montati dal cavaliere si facevano in aree specifiche ed il primo a Roma ad avere carattere fisso fu il Circo Flaminio, nella parte orientale del Campo Marzio.
Le corse dei carri si svolgevano di norma in relazione a particolari festività religiose e si doveva rispettare un cerimoniale molto preciso: si iniziava con un solenne processione (pompa) che faceva il giro del circo attorno alla spina e dopo c’erano i sacrifici alle divinità, alla fine le factiones entravano nel circo. Le corse potevano essere di bighe, trighe, quadrighe o anche a più cavalli ma le squadre erano quattro: factio albata (bianco), factio russata (rosso), factio prasina (verde), factio veneta (blu). Ciascuna fazione non era composta soltanto dall’auriga e dai suoi cavalli, ma era una vera squadra con tutti quelli che si occupavano del cavallo e della sua preparazione ed anche dell’auriga.
Agli auriga venivano affidati cavalli di specie pregiate allevati esclusivamente per essere impiegati nelle corse ed a Roma vi erano delle strutture destinate ad ospitare le squadre nei giorni in cui dovevano gareggiare nei circhi. Per i grandi festeggiamenti dei Ludi Saeculares del 17 a.C. Marcus Agrippa decise di costruire degli edifici che potessero ospitare i cavalli ed i cavalieri nel lato occidentale del Campo di Marte alle spalle dei Navalia, non distanti da quel che restava del Circo Flaminio - probabilmente utilizzato per gli esercizi quotidiani di allenamento – e da cui si poteva raggiungere facilmente il Circo Massimo che aveva i carceres appena oltre il Foro Boario.
Questi edifici detti Stabula erano a disposizione dei cavalli ma anche dell’intera squadra che supportava l’auriga come è confermato da un passo di Plutarco:
“Praesina factionis ita addictus et deditus, ut coenaret in stabulo assidue et maneret”.



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.1 - 23/08/2016)