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Gaio Cesare nipote di Augusto


La volontà di Augusto di avere una discendenza maschile che potesse succedergli, avendo avuto solo una figlia, Julia, lo indusse ad organizzare i matrimoni che potessero dargli l’erede. Ci aveva provato facendole sposare Marcello, figlio di sua sorella Ottavia, ma il giovane morì a soli 19 anni senza lasciare un erede, quindi su consiglio di Mecenate fece sposare Julia con il fedele Agrippa: nel 20 a.C. nacque Gaius Vipsanius Agrippa.
Sul bambino Augusto iniziò a fare progetti ed aspettò fino al 17 a.C. per adottarlo insieme al fratello Lucio, appena nato; Svetonio nella Vita dei Cesari racconta che li comperò dal padre per un asse ed una libbra secondo la tradizione romana per cui il pater familias naturale di un figlio adottato poteva ricevere un indennizzo in denaro. L’indennizzo che Augusto diede all’amico e genero Agrippa fu ovviamente simbolico.
Quando fu adottato Gaio cambiò il nome da Gaius Vipsanius Agrippa a Gaius Julius Caesar e si trasferì a vivere nel Palazzo di Augusto dove il nonno aveva fatto predisporre per i nipoti quella parte che era stata la casa di Catilina. Augusto affidò l’istruzione di Gaio Cesare e di suo fratello Lucio Cesare a Verrio Flacco, famoso grammatico romano originario di Praeneste; Verrio Flacco aveva una schola in cui insegnava ai rampolli delle famiglie patrizie ma Augusto non volle mandare i due giovani nipoti in una scuola che fosse aperta a tutti pretendendo che il grammatico si dedicasse completamente ai suoi eredi che doveva educare condividendo ogni momento della giornata ed abitando con loro. All’obiezione di Verrio Flacco che non poteva abbandonare i suoi discepoli Augusto consentì che continuasse ad insegnare loro insieme ai due nipoti ma all’interno del Palatium, nella domus posta all’angolo nord ovest del Palatino che guardava verso il Vicus Tuscus.
Augusto conosceva da tempo Verrio Flacco che era stato suo legato al tempo del triumvirato e ne ammirava e stimava le conoscenze di grammatica (a lui si deve il primo vero dizionario alfabetico). La formazione di Gaio Cesare cominciò quindi con la grammatica a cui si affiancò la conoscenza del greco che parlava correntemente, così come le lezioni di oratoria servirono ad insegnargli a parlare in pubblico. La formazione del figlio adottivo avvenne in un ambiente culturalmente vario e stimolante in cui i poeti e scrittori più importanti avevano regolarmente accesso alle Biblioteche, quella latina e quella greca, che Augusto aveva voluto nell’Area Apollinis.
Augusto seguì molto da vicino la formazione di Gaio Cesare e poiché voleva che imparasse l’arte del comando lo portò con sè in Germania e, a soli dodici anni, lo fece esercitare con i soldati dandogli anche un premio in denaro per questo. Pur anticipando molto i tempi degli impegni pubblici, cercò di far apparire i riconoscimenti al giovane nipote non come imposti ma come meritati da Gaio stesso e scelse sempre con molta prudenza le occasioni in cui portarlo in pubblico al suo fianco.
Il manifesto della designazione di Gaio Cesare ad erede di Augusto è nel bassorilievo dell’Ara Pacis; nell’anno 13 a.C. iniziò la costruzione del monumento celebrativo di Augusto e della sua famiglia e Gaio Cesare era rappresentato nella processione tra il padre Agrippa e la madre Julia. La sua posizione era emblematica: Augusto era seguito dai Flamini e poi da Agrippa con cui aveva condiviso il potere e che al momento dell’inizio dei lavori era vivo ma quando avvenne la consacrazione nel 9 a.C. non c’era più, motivo per cui venne rappresentato con il capo coperto, lo seguiva il legittimo erede di Augusto, Gaio Cesare rappresentato come un bambino di otto anni ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 19/04/2016)