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Il Colosseo, la Porta dell’Inferno


Nel Medioevo il Colosseo era ritenuto una delle sette porte dell'Inferno e si credeva che durante la notte le anime dei gladiatori trucidati nell'arena vagassero senza pace tra gli archi e lungo i sotterranei. Una porta vera dove passavano i morti era la Porta Libitidinaria usata, da schiavi con la maschera di Caronte, per portare via dall'arena i gladiatori uccisi. Senza dimenticare le anime dei condannati a morire nell'arena uccisi dalle belve od inermi davanti ai gladiatori (mentre ora si sa che il Colosseo non fu usato per le persecuzioni dei cristiani).

L’interpretazione che si dava dell’Anfiteatro Flavio, fino a tutto il Cinquecento, derivava dal considerarlo il simbolo assoluto del paganesimo nonchè di essere il baluardo del potere imperiale. Nel Colosseo continuarono a svolgersi giochi anche dopo che la religione cristiana era stata riconosciuta e gli stessi imperatori erano cristiani, ma solo nel 438 d.C. Valentintiano III abolì i giochi. Dopo la fine dell’Impero Romano rimase per secoli a testimoniare la potenza passata di Roma di cui i nuovi regnanti delle dinastie germano-romane e franco-romane si proclamavano eredi tanto che San Beda, il Venerabile nel VII secolo scrisse: “Sin quando il Colosseo resterà in piedi, lo sarà pure Roma. Quando il Colosseo crollerà, crollerà anche Roma. Quando crollerà Roma, crollerà anche il mondo”. Quasi che la testimonianza più imponente della gloria di Roma possedesse dei poteri taumaturgici.
Il Colosseo divenne un posto dove tutti cominciarono a percepire il soprannaturale ma ogni uomo secondo la propria inclinazione; per gli storici ossequienti dell’impero era espressione di potenza e grandezza delle nuove dinastie in quanto eredi dei Cesari; per il vicario di Cristo ed i suoi officianti era un luogo di peccato dove la malvagità degli imperatori aveva distrutto migliaia di vite e dove le anime dei morti chiedevano pace; per il popolo, mezzo cristiano e mezzo pagano, era un luogo pauroso e da evitare: quando la notte scendeva tra le maestose rovine del Colosseo nessuno osava entravi e qui maghi e fattucchiere per molto tempo scelsero di praticare la loro arte esoterica.
Proprio nel Medioevo nacquero molte delle leggende sul Colosseo, una di queste riguarda le erbe che le streghe raccoglievano; in realtà questa leggenda sembra abbia un riscontro reale poiché studiosi moderni hanno trovato tra le erbe che crescono nel Colosseo piante che non sono autoctone; è possibile che le piante esotiche che venivano utilizzate per le rappresentazione delle selve abbiano lasciato i loro semi e che da questi nascessero le erbe usate dalle fattucchiere.

La leggenda più inquietante è quella del Tempio di Belzebù che sarebbe stato costruito dentro al Colosseo; Belzebù era un demone potente e nella cerimonia di iniziazione i suoi adepti ponevano ai neofiti la domanda in latino “Colis eum?” cioè “Adori Lui?” riferito al demone e questa, secondo alcuni, sarebbbe l’origine etimologica della parola Coliseum.
Mentre l’origine etimologica dell’appellativo Colosseo dato all’Anfiteatro Flavio è da ascriversi alla vicinanza con la statua colossale di bronzo che fece realizzare Nerone, sicuramente all’interno del Colosseo si svolgevano riti con evocazione di demoni.
Benvenuto Cellini racconta nella sua autobiografia di un'avventura avuta al Colosseo dove un negromante evocò degli spiriti per avere profezie sul futuro. Lo scultore era innamorato di Angelica, una donna che improvvisamente sembrava scomparsa, chiese aiuto ad un amico che gli fece incontrare un prete-mago siciliano; insieme si recarono di notte al Colosseo e cercarono di evocare gli spiriti ma il negromante capì che ci voleva un medium, un ragazzo vergine. Tornarono la notte seguente e iniziarono il rito: il mago disegnò sul terreno il cerchio magico ed evocò i demoni; l’anfiteatro si riempì di diavoli che parlavano con il fanciullo accoccolato a terra per non vederli; i diavoli erano molti e si agitavano attorno al Cellini ed i suoi amici, il mago cercò di mandarli via ma questi scapparono solo per la gran strombazzata di correggie con tanta abundanzia di merda che la paura fece fare all'aiutante del negromante.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 14/09/2015)