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Il Tram a Roma : Ponte Milvio e Ponte degli Alari - Roma sparita


Il primo tram di Roma passava su Ponte Milvio: tra le tante cose che ha sopportato Ponte Milvio c’è stato anche il passaggio del tram, anche se era ancora trainato da cavalli.
Nel 1877 l’industriale olandese Ernő Oblieght – lo stesso che aveva costruito la funicolare del Vesuvio – ottenne la concessione per avviare una linea di trasporto a cavalli.
All’inizio viene poggiato un binario unico che da Piazza del Popolo correva lungo la Via Flaminia per m. 2800 fino all’imbocco di Ponte Milvio; sulla linea erano in servizio otto vetture di cui quattro di classe “popolare”, aperte tipo giardiniera con panche trasversali, e quattro di classe “economica”, che erano chiuse ed avevano anche uno scompartimento di “prima classe” da dodici posti, il tutto trainato da cavalli. Il successo fu tale che solo dopo pochi mesi le rotaie furono prolungate di altri 1000 mt e scavalcarono il Tevere passando su Ponte Milvio.

La linea di trasporto pubblico fu un grande beneficio per i cittadini di Roma anche se i capitali non erano di origine olandese o belga, ma arrivavano da una fantomatica società londinese che aveva rastrellato i risparmi di piccoli investitori italiani, attraverso le banche italiane, e che confluì nella TFE con una perdita del valore delle sue azioni del 60%. Nell’affare del trasporto pubblico a Roma entrarono molti personaggi chiacchierati dell’epoca quali Giuseppe Cesana e Desiderio Baccelli che avevano rapporti con gli esponenti del governo di allora guidato da Agostino Depretis.

Il trasporto su questa linea continuerà con i cavalli fino al 1904; il 23 ottobre sulla linea Piazza del Popolo - Via Flaminia – Ponte Milvio si inaugura la trazione elettrica sulla linea con un sistema a corrente continua, già adottato anche per le altre linee aperte nella Capitale.
Il percorso prenderà il nome di Linea 1 ed avrà il suo capolinea all’interno di Piazza del Popolo.
Fino al 1921 a Roma il sistema di trasporto pubblico è eterogeneo: tram a cavalli poi via via sostituiti da tram elettrici ma i cavalli continueranno ad essere utilizzati per gli omnibus; nel momento di massimo sviluppo la rete pubblica contava 300 carrozze e 700 cavalli tutti di razza maremmana.

La scelta di avere un trasporto pubblico con carrozze a cavalli è dettata dalla situazione delle strade di Roma a fine Ottocento; la città, specialmente nel centro storico, caratterizzata da strade strette, tortuose, pendenze notevoli e dai poco carrabili ponti sul Tevere.
Nel 1880, per via Nazionale passa una nuova linea di tram a cavalli che arriva a Piazza Venezia e poi sarà prolungata sino a San Pietro dopo la costruzione di un apposito ponte in ferro costruito vicino a quello di S. Angelo, il così detto “ponte degli alari”, in quanto era formato da due strutture separate per i due versi di percorrenza.
Il ponte era “provvisorio” e realizzato con struttura in ferro e pavimentazione in legno; durante la sua breve vita furono necessari diversi interventi sulla pavimentazione e sui parapetti troppo larghi e rischiosi. Nel 1911 fu inaugurato ponte Vittorio Emanuele II e l'anno successivo iniziò la sua demolizione; fu utilizzato per circa venti anni e le strutture in ferro furono recuperate e utilizzate per le riparazioni di altri ponti – dell’Industria, della Magliana e della Scafa -.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 01/07/2015)




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