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Ritrovata la Domus del Centurione di Adriano

Ritrovata la Domus del Centurione di Adriano

Ritrovata una domus dell'epoca imperiale fuori le Mura Aureliane in Via Ipponio, nei pressi di Porta Metronia. Ancora un altro tassello riportato alla luce dai lavori per la Stazione Amba Aradam della Metro C; la domus aiuterà a comprendere quale era la topografia dell'area di san Giovanni nei secoli II e III a.C.
Nel 2016 i lavori per la Metro C già avevano consentito di scoprire a 12 metri profondità una parte dei Castra Equites Singulares, una delle caserme che Domiziano aveva fatto costruire quando aveva portato a 2000 il numero dei guerrieri di origine barbara che era la sua guardia del corpo, la caserma era stata poi ampliata da Settimio Severo. La caserma era anche conosciuta come Castra Nova per distinguerla dai Castra Priora che erano stati costruita da Traiano e che erano stati rinvenuti nel secolo scorso nell'area intorno a Via Tasso.
Il corpo militare fu sciolto da Costantino e la caserma e le sue pertinenze furono rasate al suolo e nella zona fu costruita la basilica cristiana che più tardi sarebbe stata dedicata a San Giovanni. Negli anni 30 del secolo scorso sotto la navata centrale della chiesa di San Giovanni erano state identificate con certezza alcune strutture della caserma, in particolare il Quartier Generale, detto Principia che era la sede del comando, e parte di altri edifici inclusi quelli destinati ai cavalli ed alle attività connesse alla loro cura. I rinvenimenti sotto il Laterano hanno fornito una prima indicazione sull'orientamento e le dimensioni di questa caserma; l'orientamento Nord-sud della caserma venne mantenuto anche dalla Basilica Costantiniana, mentre l'attuale basilica si presenta quasi ortogonale ai Castra.
I primi archeologi che si occuparono dei Castra Nova rilevarono come questi erano stati tagliati dalla costruzione delle Mura voluta da Aureliano nel 275 d.C. e rimasero dubbi su una possibile loro estensione anche oltre.
Nei sondaggi del 2006 per la costruzione della nuova linea C della Metro si scoprì che le Mura erano ben più alte degli 8 metri visibili oggi, arrivando fino a 20 metri e quindi erano un vero baluardo che doveva scoraggiare chiunque nel III secolo avesse mire di conquista dell'Urbe. Per rendere le mura una difesa efficace, Aureliano diede ordine di abbattere tutte le costruzioni che si trovavano immediatamente all'esterno e questo accadde a quella parte dei Castra che venne a trovarsi fuori le mura che così sparì sotto metri di terra; gli edifici furono tagliati ad un metro e mezzo dal piano di calpestio e ricoperti di terra così che le mura, fatte correre lungo il crinale e rese ancora più difficili da superare dal ripido fianco della collina apparvero a tutti invalicabili.
Nel 2016, tra la sorpresa di tutti, gli scavi della Metro riportarono alla luce, in un'area in cui non si credeva potesse arrivare la caserma, i dormitori degli equites su 1200 metri quadrati di superficie, ben 39 stanze anche con pavimenti in mosaico e pareti con affreschi che si decise di tagliare e conservare per essere rimontate nella Stazione-Museo di Amba Aradam. Ora la nuova scoperta di due edifici dello stesso periodo e pertinenti alla stessa costruzione richiederà una rivisitazione del progetto della stazione soprattutto perché gli scavi hanno portato alla luce due ali del dormitorio stesso, una occupata da ambienti con diverse funzioni d'uso e l'altra occupata da una grande domus in cui si ritiene viveva il comandante degli equites e per questo detta “Domus del Centurione”. La domus si trova ad una quota più alta rispetto a quella dei dormitori, a cui era collegata da una scala, e tuttavia risale, come l'altra ala, allo stesso periodo, l'età di Adriano ovvero agli inizi del II secolo d.C.; la spiegazione sta nell'orografia dell'area in quel tempo. La zona si presentava come una collina degradante verso il fondo di una valle dove scorreva un corso d'acqua che poi andava a confluire nel Tevere e quindi il terreno era sistemato a terrazze degradanti su cui erano stati costruiti gli edifici che, secondo gli archeologi della Soprintendenza di Roma, avevano ognuno una superficie di circa 300 metri quadrati, si presentano come delle ali poste ad una quota diversa in discesa verso il fondovalle. Nel II secolo quella zona era un versante del Celio ed occupata da Horti e Ville suburbane delle grandi famiglie aristocratiche (come gli Ummidi Quadrati) e quindi la domus del Centurione doveva porsi come cerniera tra queste e l'area in cui si trovavano le caserme.
La domus era posta nell'ala est e sviluppava attorno ad un cortile centrale con pavimento in opus spicatum che aveva al centro una vasca; lungo i lati si aprivano 14 stanze e tra queste una doveva essere adibita a balneum perché era riscaldata, infatti sotto il pavimento sono state ritrovate le "suspensurae", pile di mattoni che formavano un'intercapedine per il passaggio dell'aria calda.
La casa fu utilizzata per oltre 150 anni e spesso anche ristrutturata come è emerso dai pavimenti sovrapposti che indicano proprio la seconda metà del III secolo come data di abbandono, quindi in concomitanza con la costruzione delle Mura Aureliane.
All'interno degli edifici sono stati rinvenuti anche oggetti della vita quotidiana, da preziosi anelli d'oro al manico di avorio intarsiato di un pugnale, amuleti ed i bolli laterizi che hanno consentito la datazione.
Tutto quanto rinvenuto, compresi i mosaici pavimentali, gli intonaci affrescati ed anche muri e la vasca di marmo del cortile devono essere ora segati e custoditi sino a quando sarà possibile ricostruire gli ambienti nella nuova Stazione Metro Amba Aradam così che tutti i viaggiatori, romani e turisti possano avere l'emozione di muoversi in ambienti di duemila anni fa.



di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 21/03/2018)




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