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Il mito dei gemelli

Il mito dei gemelli

La storia leggendaria di Roma si sviluppa attraverso il mito dei gemelli , da Romolo e Remo agli Orazi e Curiazi e sempre sottintende un rito di fondazione, di nascita e rinascita come nel mito dei gemelli divini, i Dioscuri.
La leggenda dei figli di Rea Silvia, che dopo l'abbandono ritrovano le loro origini e subito dopo iniziano a camminare verso un nuovo orizzonte, è in realtà la rappresentazione di un archetipo che si ritrova in tempi e culture diverse, quello dei gemelli.
L'archetipo dei gemelli è presente in tutte le culture e civiltà e, secondo alcuni studiosi, le prime testimonianze risalirebbero al VI-V millennio a.C. quando in Mesopotamia sarebbe esistita una Età dei gemelli legata alla scoperta arcaica della precessione degli equinozi che avrebbe influito sulle mitologie di tutti i popoli.
L'evento astronomico noto come la precessione degli equinozi è una lenta e continua oscillazione che sposta l'inclinazione dell'asse terrestre facendo inevitabilmente cambiare la visione dell'universo dalla sfera dalla Terra. I tempi in cui cambiano i riferimenti nella volta celeste sono molto lunghi, devono passare circa 2000 anni perché l'equinozio di primavera avvenga nel cielo di una nuova costellazione. La precessione degli equinozi venne descritta per la prima volta nel 134 a.C. da Ipparco di Nicea dopo aver scoperto che le posizioni delle stelle nel cielo apparivano diverse nel corso degli anni come conseguenza dello spostamento in longitudine del punto d'incontro tra eclittica ed equatore terrestre.
L'astronomo ed astrologo greco, a cui si deve l'osservazione celeste e la catalogazione di oltre 1000 stelle, si accorse confrontando le sue misurazioni con quelle fatte 150 anni prima da Aristillo e Timocari che avevano compilato un primo elenco delle stelle con le loro longitudini e latitudini celesti, di una diversa eclittica della longitudine in particolare di Regolo e Spica. Regolo è l'Alfa Leonis, la stella più luminosa della costellazione del Leone ed è per luminosità la ventunesima stella di tutto l'universo, ed inoltre, per la sua prossimità all'equatore, è visibile da una parte della Terra. Le antiche popolazioni mesopotamiche la consideravano il Re della sfera celeste, gli Indù la chiamavano Magha, ovvero grande e potente, mentre per gli Ebrei è la stella di Davide.
Per comprendere come si origina il mito dei gemelli si deve proprio legarsi alla precessione degli equinozi e la maggior parte degli studiosi collocano la sua nascita tra il VI ed il V millennio a.C..
Oltre 6.000 anni fa quando l'equinozio di primavera cadeva nella costellazione dei Gemelli si realizzò un raro evento astronomico: le estremità dell'eclittica in Gemelli e Sagittario segnavano anche le estremità della Galassia, quasi ad indicare un “tempo zero” da cui ebbe inizio quel periodo definito Età dell'Oro od anche Età di Saturno. Quando gli astronomi babilonesi scoprirono quel momento “zero” lo interpretarono come una rinascita del mondo e lo caricarono di molti significati religiosi.
Ci sono studiosi che hanno tentato una spiegazione univoca dei miti presenti nelle diverse culture proprio a partire da questo momento zero. Da un evento reale si sarebbero originate tutte le storie degli dei e semidei dell'antichità che erano personaggi reali, grandi re e sapienti ed è ad uno di questi, un Eracle Primigenio che si deve l'invenzione dello Zodiaco. Tra i molti appellativi data ad Ercole, l'appellativo Primigenius non compare molto perché il mito si è impadronito di questo uomo talmente eccezionale che tutti i popoli hanno preteso di vederlo calpestare la propria terra inferendovi quanto di soprannaturale gli era insito e così ogni popolo poteva nominarlo con un appellativo proprio e che era imprescindibile dalla propria originalità. Gli italici raccontano del passaggio di Ercole nella loro penisola e lo celebrano come Ercole Invitto perché li liberò dalla soverchieria di Caco, od anche come Ercole Olivario perché a lui i mercanti affidavano i trasporti per mare del prezioso prodotto, ma questo è già un semidio che arriva da un altro paese, dalla Grecia. Eppure anche qui le città ne rivendicano l'appartenenza per arrivare, andando indietro nel tempo, ad un'era arcaica in cui come Ercole Dattilo era un essere primordiale, fallico e figlio della madre terra impastato nel fango ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 26/05/2019)