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Horrea Lolliana


Nel I sec. a.C. Marcus Lollius Palicanus, appartenente alla fazione di Pompeo, fece edificare nei pressi degli Horrea Galbana un nuovo edificio adibito a magazzini per le merci che approdavano in Ripa Marmor. Gli Horrea Lolliana godevano di una posizione privilegiata sul fiume ed erano caratterizzati da due corti al cui interno affacciavano i magazzini che erano dati in affitto, mentre all’esterno presentavano due file di tabernae.

La gens Lollia come le altre due famiglie aristocratiche che possedevano magazzini alle spalle del Porticus Aemilia – la gens Sulpicia proprietaria degli Horrea Galbana e la gens Seia proprietaria degli Horrea Seianus –, prima della costruzione del Porticus in quest’area aveva i propri horti e dopo che gli Aemilii costruirono, moli, approdi e scale lungo il Tevere fu gioco-forza che questi patrizi costruissero degli edifici commerciali che venivano affittati ai mercatores per depositare le merci in attesa di essere vendute nei fori.

La viabilità nell’area non fu frutto di una progettazione preventiva ma fu il risultato di percorsi formatesi secondo l’uso e con due soli capisaldi, da una parte il Porticus Aemilia e dall’altra la sponda del Tevere; gli Horrea Lolliana sorsero proprio sopra un’altura dell’ansa del Tevere.

Gli studiosi ritengono che la costruzione degli horrea, sia i Lolliana che gli altri, si possa far risalire a Seius, edile nel 74 a.C.; sicuramente tutte e tre le famiglie ebbero la loro massima importanza proprio tra la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I sec. d.C. perché i loro esponenti si schierarono tutti dalla parte di Ottaviano e superarono il periodo delle guerre civili senza perdere i loro possedimenti, anzi i loro ruoli divennero di primo piano. Le famiglie raggiunsero il loro massimo potere quasi nello stesso periodo; Lucio Elio Seiano nel 14 d.C. divenne il prefetto del Pretorio e quando Tiberio si ritirò a Capri, divenne il padrone di Roma, ma finì giustiziato da Tiberio che quando venne a sapere della sua congiura per prendere il potere lo accusò di tradimento e lo fece giustiziare.

La gens Lollia era di origine picena, anche se ci fu un ramo che proveniva da Ferentun (Ferentino) ed erano originariamente una famiglia plebea; un Marco Lollio Palicano fu tribuno della plebe nel 70 a.C., e fu il tribuno che ottenne da Pompeo la restaurazione della carica che era stata sospesa da Silla; questo fatto fu poi celebrato nel 45 a.C. dal figlio (o nipote) Marco Lollio Palicano che, divenuto triumviro monetale, emise un denario in argento con la dicitura che ricordava il proprio avo e la rappresentazione dei rostra da cui i tribuni potevano nuovamente difendere i diritti della plebe, e al diritto della moneta la libertà ritrovata.
La gens Lollia nel periodo della guerra civile fu sempre al fianco del partito di Cesare e lo stesso triumviro monetale appoggiò poi Ottaviano che lo ricompensò inserendo, nell’editto del 30 a.C., la gens Lollia tra quelle famiglie plebee che furono nominate patrizie. Marco Lollio Palicano, ottenne molti incarichi nelle provincie riuscendo ad accumulare un ragguardevole patrimonio che gli consentì di partecipare alle elezioni e divenire console nel 21 a.C. con Quinto Lepido. Di questo anno di consolato rimane una testimonianza epigrafica nella lastra che si trova sul ponte dei Quattro Capi all’Isola Tiberina che ricorda il restauro successivo alla grande piena del 23 a.C. che fu appunto realizzato dai due consoli del 21. a.C. ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 18/04/2016)