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Chiesa di San Lazzaro ed il Borgo scomparso

Chiesa di San Lazzaro ed il Borgo scomparso

Ai piedi del Monte Malus, alla fine del Medioevo esisteva una piccola chiesa che era una tappa obbligatoria per chi arrivava a Roma percorrendo la Via Trionfale. Era stata costruita tra il XIII ed il XIV secolo in una zona rimasta completamente esterna alla città ma posta lungo una delle direttrici che dal nord portavano a Roma, residenza della Curia e del Papa ma soprattutto città del cristianesimo in quanto luogo del martirio dei discepoli di Cristo.
L'area era conosciuta come Mons Malii per un episodio molto cruento che vi era accaduto e di cui furono protagonisti l'imperatore Ottone III ed il senatore Crescenzio; l'anno era il 998 e Crescenzio, approfittando dell'assenza da Roma di Ottone, nel tentativo di riconquistare l'autonomia di Roma rispetto all'imperatore aveva cacciato il papa filo-imperiale Gregorio V e fatto eleggere un nuovo Papa, Giovanni XVI ma la sua vittoria durò poco. Ottone III ritornò in Italia e nel febbraio del 998 era davanti alle mura di Roma di cui gli stessi romani gli aprirono le porte mentre Crescenzio si chiudeva in Castel Sant'Angelo. L'imperatore cinse d'assedio la fortezza ed il 29 aprile riuscì a sfondare le porte con un grosso ariete.
Crescenzio fu catturato, condannato a morte e decapitato; il suo corpo fu prima buttato giù dai bastioni di Castel Sant'Angelo e dopo appeso su un patibolo eretto a Monte Mario, sul punto più alto in fronte alla città di modo che tutti potessero vedere che cosa succedeva a chi si opponeva all'imperatore.
Per questo fatto i romani mutarono il nome del Mons Gaudius in Mons Malus che poi, per corruzione, divenne Mons Marius.
La zona posta ai piedi del Mons Malus in età romana era parte dell'ager vaticanus, sito dove dal VI secolo a.C. si trovavano necropoli e quindi con vestigia di molti monumenti funerari. Ai tempi del tardo impero nell'area insistevano alcune ville suburbane e su una di queste fu ricavato il primo agglomerato in cui si sa che si faceva assistenza ai pellegrini che arrivavano a Roma dal nord. Nell'area cominciarono ad esserci cambiamenti con la costruzione della basilica costantiniana di San Pietro così che tutto il sistema di strade costruito lungo i due percorsi della Via Flaminia e della Via Trionfale ed i diverticoli che erano di collegamento, man mano si polarizzò sull'asse viario di diretto accesso alla Basilica. Quando Leone IV costruì la sua civitas Leonina, questa favorì il sorgere anche fuori delle mura di agglomerati dove vivevano coloro che lavoravano nella città e soprattutto offrivano servizi ai molti pellegrini che arrivavano a Roma. Il monte era raggiungibile uscendo dalla porta nelle Mura Leonine e da questa partiva, già dall'alto Medioevo, una strada che superato il ponticello sull'antico rio La Sposata (che oggi scorre sotto Via Candia) si congiungeva con l'antica Via Trionfale. La zona iniziò a cambiare e ai molti monumenti funerari si sostituirono via via degli agglomerati per l'accoglienza dei pellegrini che arrivavano da nord dopo aver percorso la Via Francigena.
Un piccolo centro sorse in una delle villae rusticae come stabulum ( taberna con stallum) piuttosto che come caupona per i viaggiatori che venivano dalle Gallie e dai territori più a nord; divenne una stazione di posta quando pellegrini cristiani cominciarono ad arrivare per pregare sulle tombe degli apostoli.
Il piccolo borgo assunse via via maggiore importanza in connessione ai rituali che gli imperatori d''Occidente dovevano compiere nel XIII secolo prima di entrare a Roma e che imponevano un doppio giuramento che l'imperatore doveva fare al popolo romano, il primo ad ponticellum ed il secondo presso Porta Collina. Il ponticellum doveva necessariamente essere quello che scavalcava il corso d'acqua de La sposata, e doveva trovarsi dove oggi è l'incrocio tra Via Candia e Via Leone IV e che è sicuramente il ponticellum Almatie che un manoscritto del XIV secolo pone tra la Porta Viridaria e la Ecclesia Sancte Maria Magdalene come si chiamava a quel tempo la Chiesa di San Lazzaro. La sua posizione appena fuori le mura ne fece lo scenario anche per i rituali che riguardavano il Papa, infatti quando i Papi dovevano rientrare a Roma dopo un'assenza si fermavano alla chiesa che si chiamava ancora Santa Maria Maddalena per cambiarsi d'abito ed addirittura qui ... et ibi recipit piviale et mitram ... il Papa Gregorio X che era stato eletto dal conclave tenutosi a Roma, sebbene lui fosse assente.
Si sa che nel XIII secolo il borgo era parte integrante della Tenuta di San Lazzaro perché con quel nome la acquistò Papa Niccolò III per ampliare lo spazio intorno al Vaticano, comunque l'edificio di culto era già chiesa filiale della Basilica di San Pietro con il nome di S. Lazaro ad radices Monti Marii anche prima del XIII secolo. Il cambiamento del nome si ebbe per il sopraggiungere della peste già all'inizio del trecento ed alla trasformazione dell'ospizio che era fuori la città in un lazzaretto considerato il primo lazzaretto in Italia e in Europa.
In una cronaca del XVII secolo si legge : … fin dai tempi di papa Gregorio VIII (1187) fu istituito per iniziativa di un francese lebbroso, in un'osteria a mezzo miglio da Roma fuori la porta Angelica, un ricovero per gli affetti da lebbra,che poi servì per curare la tigna e la rogna.
Non si hanno notizie verificate sull'apertura del lebbrosario che forse nacque come conseguenza spontanea dell'espulsione di coloro che mostravano i sintomi del morbo da Roma e che trovavano riparo nella prima posta che incontravano appena superato il ponticello della Sposata, ovvero quella nel borgo della Chiesa della Maddalena che era tenuta da un oste francese.
La prima evidenza che si ha del borgo è in un dipinto di Pietro Brugel il Vecchio che nella rappresentazione del Sacco di Roma del 1527 lo pone alle pendici del mondo e lo indica come borbo forse per il gruppo di abitazioni attorno alla chiesa di San Lazzaro.
Poche e non sempre confutabili le notizie sulla costruzione della chiesa. Da un'iscrizione sotto l'altare maggiore sembra che sia stata riedificata nel 1536 da un francese tale Domenico Garison molto devoto a San Lazzaro perché dopo aver contratto la lebbra nel suo viaggio per arrivare a Roma, qui fu curato e guarito.
Il borgo e la chiesa furono per lungo tempo il luogo dove i cardinali si recavano per incontrare i messi dei paesi stranieri; era considerata una sorta di avamposto del Vaticano e comunque ricadeva direttamente sotto la giurisdizione vaticana ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 04/02/2019)




Bibliografia:

  • - Maria Rosaria Coppola, Francesco M. Marchesini, Maria Pia Rosati Grippa: La chiesa di San Lazzaro presso la Via Trionfale a Roma. Mélanges de l'école française de Rome 1985
    - Fabrizio Dal Passo: La Via Cassia Francigena e l'Alto Lazio nella secondo metà del XVIII secolo. www.accademia.eu
    - Aa.Vv.: Atlante dei Beni Culturali delle Aree Naturali Protette di Roma Natura. Gangemi Editore Roma

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