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Il fantasma di Berenice al Portico d’Ottavia


Si racconta che in una loggia all’ultimo piano di Via del Portico d’Ottavia n.13 si affacci a volte una donna in attesa; è il fantasma di Berenice di Cilicia che attende l’arrivo del suo amato.
Berenice di Cilicia era arrivata a Roma al seguito di Tito, figlio dell’imperatore Vespasiano, trionfatore nella guerra di Giudea.
Tito Flavio Vespasiano aveva conosciuto Berenice nel 67 d.C. nei suoi frequenti incontri con il Re Agrippa II, fratello di Berenice, ed alleato dei Romani durante l’assedio di Gerusalemme; Tacito nelle Historiae riferisce che la regina era allora molto bella e "gradita" anche a Vespasiano per l’influenza da lei esercitata sulle truppe degli alleati al fine della sua acclamazione ad Imperatore.

Nel 71 Berenice, il cui nome completo era Julia Berenice, seguì a Roma Tito - ufficialmente come sorella del Re Agrippa II - e con la sorella Drusilla e un grande seguito con il quale si stabilirono in un palazzo.
La sua bellezza e le sue arti di seduzione avevano fatto innamorare Tito che nel 75 a Roma andò a vivere con lei more uxorio; nella prospettiva delle nozze, Berenice cominciò a comportarsi da Regina sollevando grandi timori e contrarietà nel Senato e nel Popolo Romano che ancora ricordavano come una Regina d’Egitto avesse portato alla guerra civile.
Era tornata in Giudea con il fratello quando nel giugno del 79 Tito divenne Imperatore, alla notizia Berenice tornò a Roma ma tutto era cambiato; l’ostilità dichiarata del Senato e del Popolo a Berenice indusse Tito ad interrompere la relazione che forse si era anche "raffreddata", forse a 51 anni Berenice non aveva la stessa avvenenza e sicuramente Tito aveva altre amanti.

Il clima era talmente cambiato per Berenice che subì anche un processo per un’accusa di arti magiche da cui la difese Quintiliano. Tito che voleva essere imperatore la allontanò da lui e Berenice tornò in Oriente, non sarebbe più tornata a Roma.
Il suo fantasma ancora aspetta in quella casa del ghetto dove deve averlo fatto trasferire il Papa Paolo IV quando nel 1555 obbligò tutti gli ebrei, vivi e fantasmi, a vivere chiusi in un recinto dal tramonto all’alba.
Della storia di Tito e Berenice hanno subito il fascino scrittori, musicisti e pittori creando una notevole numero di opere il cui il tema centrale è la rinuncia all’amore per il bene che va oltre i desideri personali.
L’opera più conosciuta ispirata a Berenice è la tragedia di Racine che riprese la vicenda di Tito e Berenice da Svetonio secondo cui la storia d’amore terminò contro la volontà di entrambi; Racine elevò la storia tra l’imperatore romano e la sua amante a livello di un amore assoluto e tragico.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 29/06/2015)