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Le zitelle pericolanti di Via dei Funari

Le zitelle pericolanti di Via dei Funari

A metà del Cinquecento nacquero monasteri per tentare d recuperare le anime delle donne di mala vita e si arrivò anche a fondare dei conservatori per quelle fanciulle che, per le loro condizioni di vita, correvano il rischio di essere avviate a quella vita. Il fenomeno era solo il sintomo di un male più profondo di Roma, ovvero l'estrema povertà in cui versava molta parte della sua popolazione,
Il popolo che non riusciva a dare alla propria prole il necessario per vivere e, se non la abbandonava, al più presto avviava le bambine alla prostituzione ricavandone così anche un guadagno.
Tra i primi a preoccuparsi di cercare una soluzione alla miseria di queste giovani ci fu San Ignazio di Loyola, a lui si deve infatti il Conservatorio delle vergini miserabili di S. Caterina della Rosa ai Funari. Ignazio riuscì a farsi assegnare l'isolato dove si trovavano i ruderi delle chiesa medievale di Santa Maria Domine Rose e su quelli costruì l'edificio per ospitare le sue zitelle. Tra coloro che aiutarono Ignazio ci furono il Cardinal Carafa, alcuni nobili spagnole ed il Cardinale Donato Cesi che fu il primo protettore dell'opera Pia e colui che seguì la costruzione dell'edificio e della chiesa.
Nell'Archivio di Stato dove sono conservati i documenti che riguardano la Chiesa di Santa Caterina ed il conservatorio si legge La chiesa parrocchiale di S. Maria della Rosa, così denominata dalla rosa che in mano teneva il Bambino Gesù nel seno giacente della sua Gran Genitrice Maria sempre Vergine, fu demolita per fabbricarvi questo monastero e chiesa di S. Caterina della Rosa, così denominata dalla predetta chiesa parrocchiale benchè altri la soprannomini delli Funari......altri la chiamarono S. Caterina a Torre dei Merangoli per la torre che era nel palazzo, oggi dei signori Patritij, demolita qualche anno fa e da quel palazzo in là, non essendo quella parte della città molto incasata, vi erano dei giardini con merangoli, da che facilmente può credersi abbia potuto derivare questa denominazione..
Dai documenti dell'Archivio di Stato si legge poi La casa fu cominciata ad essere abitata dalle povere zitelle e alcune donne, per loro governo, nell'anno 1542..
All'inizio la cura delle “zitelle” era affidata a donne comuni e solo dopo del tempo fu disposto che la conduzione del conservatorio fosse affidata alle zitelle più grandi che manifestavano “spirito di religione”. Queste zitelle che si fecero monache erano state istruite da San Filippo Neri che ogni settimana si recava al conservatorio per gli esercizi spirituali.
Con la bolla di Pio IV furono stabilite tutte le caratteristiche che l'istituto doveva avere: ci sarebbero state 12 monache oblate che seguivano la regola agostiniana ed a loro sarebbero state affidate le zitelle che per essere ammesse dovevano corrispondere a dei requisiti precisi. Nella casa di Via dei Funari infatti potevano essere ospitate solo ragazze dai nove ai dodici anni, residenti a Roma da almeno due anni e soprattutto dovevano essere di gradevole aspetto. Le zitelle rimanevano ospiti del conservatorio per sette anni e sotto il controllo e l'educazione delle monache venivano struite alle virtù cristiane e imparavano lavori di cucito, di ricamo ed ogni arte domestica che potesse formare di ciascuna di esse una donna onesta e timorata di Dio ed essere avviata, a seconda delle attitudini, alla vita matrimoniale o a quella monastica..





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 21/05/2019)




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