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Villa Mirafiori


Il nome alla villa fu dato dalla sua illustre ospite, la quasi regina d’Italia Rosa Cervellana.
Costruita nel 1874 per essere la residenza romana della Contessa di Mirafiori e Fontanafredda, più conosciuta come la "bela Rosin", la moglie morganatica del primo re d’Italia Vittorio Emanuele II, si trova sulla Via Nomentana a poca distanza da Villa Torlonia.
Il Re la acquistò nel 1874 per far venire a Roma Rosa Vercellana, che aveva sposato nel 1868 con nozze morganatiche (ovvero senza comunione di beni e riconoscimento di titoli) ed i loro due figli.

L’edificio era una villa in stile neo-rinascimentale a tre piani con loggia d'ingresso e due ali laterali leggermente avanzate; di gusto eclettico è la torre campanaria addossata sul lato destro, affiancata da una bassa costruzione con loggia che serviva da collegamento ad una piccola cappella.
La villa venne decorata con molti stucchi, vetrate e affreschi, come la cosidetta Sala dei pappagalli (si trova appena superato l’atrio), mentre sulla torre fu montato un orologio gemello di quello di Montecitorio.

Il grande parco era stato sistemato dal giardiniere di Casa Savoia Emilio Richter secondo il gusto inglese e comprendeva: due laghi, la sistemazione di una uccelliera proveniente dai giardini del Quirinale e una serra che conteneva piante rare. Del parco oggi restano alcuni brevi percorsi, individuabili dalle scogliere e dagli alberi di cedro che riescono appena a restituire la visione del parco originario, drasticamente ridotto nel 1910 per l’allargamento della Via Nomentana.
Ospiti regali - Vittorio Emanuele II aveva conosciuto Rosa Vercellana nel 1847: lui era il vetisettenne principe ereditario e lei era la bella figlia quattordicenne dell’ufficiale comandante del presidio militare del Castello di Racconigi. Vittorio Emanuele sposato, dovette tenere segreta la relazione più perché nel Regno di Sardegna vigeva una legge che puniva il rapimento di ragazze minori di 16 anni, che per nascondere le sue continue infedeltà alla moglie Principessa Maria Adelaide.

Rosa divenne la "bela Rosin" per tutto il popolo che la identificava con la "Bella Gigogin" di una famosa canzone del tempo; seguì sempre il re che, dopo esser rimasto vedovo, la nominò Contessa di Mirafiori e Fontanafredda. Quando la capitale era a Firenze visse nella villa "La Petraia" finché il Re acquistò a Roma per lei la bella villa con parco su Via Nomentana; nel 1878 alla morte di lui, Rosa Vercellana lasciò Villa Mirafiori e andò a vivere con la figlia a Pisa.
Villa Mirafiori ha fatto da sfondo a due bellissimi film ambientati a fine ottocento, L’innocente di Luchino Visconti e Al di là del bene e del male di Liliana Cavani.
Attualmente la villa è sede della Dipartimento di Filosofia dell’Università La Sapienza.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 01/04/2016)