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Tempio di Iuno Moneta

Tempio di Iuno Moneta

La cima più alta del Campidoglio sin dai tempi arcaici è stata sede di importanti edifici religiosi perché quello era il luogo dove gli uomini potevano essere più vicini agli dei.
Nel IV secolo a.C. in summa Arce vi era un'ara dedicata a Giunone e nei pressi era il recinto in cui venivano allevate le oche, animale sacro alla dea. Nel Iv secolo in Arce si trovavano anche alcuni edifici residenziali tra cui la domus di Marcus Manlius Capitolinus il console del 392 a.C. che durante l'assedio a Roma dei Galli Senoni guidati da Brenno fu svegliato dallo starnazzare delle oche che venivano allevate presso l'ara dedicata alla dea.
Marco Manlio aveva raccolto nei pressi della sua casa i soldati romani che difendevano la cima del colle sacro di Roma e grazie all'allarme dato dalle oche riuscì a sventare la scalata dei Galli salvando Roma; per la sua difesa valorosa ottenne di potersi fregiare del cognomen Capitolinus .
Tito Livio racconta che la casa di Manlio Capitolino si trovava in summa arce in quanto era stato un dono del Senato e popolo di Roma al dittatore Manlius in segno di riconoscimento per quanto aveva fatto per lo stato. In realtà da altre fonti letterarie si sia che esisteva già una familia della gens Manlia che aveva il praenomen di Capitolina perché aveva la sua domus sul Capitolium già nel VI secolo a.C.
Manlio Capitolino era comunque un guerriero valoroso che aveva riportato a Roma ben 30 spolia di nemici ed ottenuto molte ricompense per il suo valore. Tuttavia all'indomani dell'invasione dei Galli del 390 vedendo molti cittadini romani che, per la miseria causata dalla guerra dopo essersi indebitati per sopravvivere, erano finiti in schiavitù, Manlio Capitolino decise di ridare la libertà a 400 di essi pagando i loro debiti. Gli altri patrizi videro ne gesto il tentativo di conquistare il favore del popolo e di farsi riconoscere come dittatore, per questo fu accusato di perduellione, delitto contro lo stato e la sua suprema autorità. Venne processato e condannato a morte, fu gettato giù dalla Rupe Tarpea.
La sua casa sul Colle Capitolino fu distrutta e nel luogo dove sorgeva la domus di Manlio Capitolino il Senato di Roma decise che si sarebbe costruito il Tempio di Giunone Moneta che era stato votato nel 345 a.C. da Lucio Furio Camillo durante la guerra contro il popolo degli Aurunci.
Prima dell'assedio dei Galli in quello stesso sito esisteva comunque un temenos, un recinto sacro in cui venivano anche allevate le oche sacre alla dea Juno.
L'assenza di conferme archeologiche certe sul sito in cui venne costruito il tempio rimanda alle sole testimonianze letterarie e, se Plutarco e Dionigi di Alicarnasso raccontano solo che sorse dove era prima la domus di Manlius Capitolinus, Cicerone include un ulteriore dettaglio: duobus lucis convestitam, ovvero era posto tra due boschetti.
La storia leggendaria di Roma racconta che Lucio Furio Camillo votò a Juno la costruzione di un tempio sul colle più alto dell'Urbe se lei avesse protetto l'esercito di Roma durante la guerra contro gli Aurunci. Il tempio sarebbe così stato un ringraziamento alla dea ma una lettura più attenta del momento storico e dei personaggi coinvolti lega la costruzione del tempio ad un momento molto difficile della vita politica di Roma: gli scontri tra optimates e populares prima e dopo l'emanazione delle leggi Licinie-Sestie.
Nel 367 a.C. i tribuni della plebe Licinio Stolone e Sestio Laterano riuscirono a far divenire leggi dei provvedimenti che di fatto limitavano alcune prerogative dei patrizi ed aprivano ai plebei la reale rappresentatività nella gestione del potere infatti, da allora, uno dei due consoli doveva essere un plebeo.
Una indiretta conferma dell'ipotesi viene dalla cronologia degli eventi: la dedica del tempio a Giunone Moneta avvenne nel 344 a.C.
Le ultime ricerche archeologiche in sito hanno indotto gli esperti a considerare come luogo esatto dove si trovava il Tempio di Juno Moneta l’angolo nord-orientale del colle ora occupato dal complesso del Monumento noto come Altare della Patria, che con una quota di circa m 43 s.l.m può essere considerato in summa arce ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 26/11/2019)