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All'Albergo della Luna il primo caminetto a Roma


Nel 1368 Francesco I da Carrara, signore di Padova, venne a Roma per porgere le sue scuse a Carlo VIII – che voleva tagliargli la testa perché non lo voleva riconoscere imperatore - e per far ciò chiese aiuto a Papa Urbano V.
Andò ad alloggiare all’Albergo della Luna, al rione Parione, e trovò che a Roma le stanze venivano riscaldate con un sistema primitivo: non si usavano camini ma "tutti facevano fuoco in mezzo delle case in terra, e tali facevano ne cassoni pieni di terra i loro fuochi" (Muratori- Rerum italicarum) e poiché il Signore di Padova trovò la cosa non a suo commodo, fece venire dalla sua città muratori marangoni (carpentieri) ed altri artigiani e gli fece realizzare due nappe (cappe) di camino sopra cui misero le sue insegne. Ma sicuramente Francesco non si limitò a far costruire solo la cappa, ma anche la gola e il fusto che portava il fumo all’aperto.

A Roma, dove si diffuse la consuetudine di realizzare i camini con il fusto ben incassato nelle mura dell’edificio, questo era possibile perché le mura dei palazzi erano molto spesse; questo tipo di camino sarà detto alla romana.
Il primo camino moderno arrivò nel 1277 a Venezia dai paesi del nord, perciò era presente già da tempo a Padova, città di Francesco da Carrara.

Il clima mite della città eterna fece si che si continuassero a riscaldare le case come nel medioevo o addirittura come nell'antichità le insulae, con un fuoco al centro della stanza.
Nell’antica Roma il riscaldamento avveniva con gli ipocausti: il sistema consisteva nel far circolare sotto il pavimento e nelle pareti aria calda proveniente dal forno (praefurnium, propnigeum), per l’eliminazione dei fumi c’erano apposite tubazioni e la distribuzione del calore si regolava aumentando o diminuendo la potenza del fuoco nel forno. Tuttavia solo le case dei patrizi e dei ricchi o le terme avevano questi impianti, mentre nelle insulae e negli altri edifici si usavano i bracieri al centro delle stanze, il fumo si disperdeva nella stanza e poi usciva da un foro sul tetto e da un’apertura nel muro.
Le scintille e gli accidentali rovesciamenti dei bracieri furono la causa principale di molti incendi che devastarono Roma.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 19/05/2015)




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