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Il Porto di Ripetta

Il Porto di Ripetta

In riva sinistra del Tevere proprio in linea con il Mausoleo di Augusto ora si può ammirare l'Ara Pacis Augustae ma nel Settecento l'area era occupata dal porto fluviale di Roma: il Porto di Ripetta. Fu Papa Clemente XI che nel 1704 volle fosse realizzato, lungo la riva sinistra del Tevere in corrispondenza di Campo Marzio, un porto “...ché serve di asilo alle barche che portano dall’Umbria e dalla Sabina, li viveri”. Dalla Toscana, dall’Umbria e dall’alto Lazio approdavano dai tempi arcaici al Porto della Posterula le imbarcazioni che portavano legname, sale, olio e vino creando un gran caos di merci, carri e persone”. Già Paolo V aveva cercato di dare una sistemazione all'approdo nel 1614 ma dopo pochi decenni l'area era sempre più congestionata a causa dell'aumentare dei traffici.

Il lavoro per un porto adeguato all'Urbe avrebbe richiesto grandi lavori e il reperimento di molti materiali ma, “fortunatamente” ci fu il terremoto del 1703 che fece crollare tre arcate del secondo ordine del lato orientale del Colosseo rendendo così disponibili i massi e soprattutto il travertino per i rivestimenti. Per la realizzazione dell'opera fu indetto un concorso vinto da Alessandro Specchi, un allievo di Carlo Fontana, che poté iniziare i lavori il 18 0ttobre del 1703. Il progetto prevedeva la realizzazione di una grande esedra con ai lati le scalinate che raccordavano la banchina del Tevere con un emiciclo posto al livello di strada.

Il 18 febbraio del 1703 veniva posta la prima pietra del porto di Ripetta, la cui esecuzione fu completata in un anno e mezzo e, precisamente il 16 agosto del 1704 fu inaugurato da Papa Clemente XI. Una cronaca del 1708 così lo descriveva:

Contiene il medesimo, gradini assai lunghi, con alcune cordonate e mostra due faccie. La prima è rivolta verso il Fiume essendo adorna dell’arme di S.S. con l’iscrizione:
CLEMENTI XI PONT. MAX.
QUOD VERERI NAVIUM STATIONE
AD TUMULUM CAESARUM MAGNIFICEA RESTITUTA
CIVIUM COMMODIS URBIS ORNAMENTO
PROSPEXERIT
CURATORES VIARUM POSUERE ANNO SALUTIS MDCCIV.

La faccia verso la strada è di forma semicircolare con sedili all’intorno di marmo con balaustri e fontana nel mezzo. Vien terminato il semicerchio da due colonne lavorate ad imitazione delle miliarie degli antichi romani, ravvisandosi in esse il tempo e l’altezza delle inondazioni

Nella mezzo dell'emiciclo il Papa volle che fosse realizzata una fontana a cui potessero dissetarsi i facchini che scaricavano la legna ed il vino e ai lati ci fossero dei sedili dove potessero riposare. Alle estremità dell'emiciclo vennero poste due colonne utilizzate per indicare i livelli delle alluvioni avvenute dal 1495 al 1750 ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 18/09/2018)