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Plauto, la cistellaria

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Plauto ebbe una vita abbastanza lunga e assistette ai grandi cambiamenti della Roma Repubblicana che, sconfitti i popoli italici, ormai padrona della penisola si affacciava verso Oriente iniziando le sue guerre di conquista che videro crescere enormemente la sua ricchezza.
Nato nel 254 a.C. Plauto fu testimone del mutamento che gli influssi dell'ellenismo indussero nei costumi dei romani ma che per lui diventarono spunti per racconti e rappresentazioni destinati solo a divertire. Da uomo colto quale fu seppe far propri i personaggi, tipi e trame della commedia greca ai quali diede oltre la prosa i modi espressivi tipici della commedia italica: la musica ed il canto.
Arrivato a Roma dall'Umbria, diventò attore comico, ma indebitatosi fu costretto a lavorare come schiavo; fu in questo periodo che scrisse tre commedie e l'enorme successo di queste gli permise di saldare i debiti.
Plauto a volte riprese la trama di alcune commedie da quelle di Menandro come nella Cistellaria che secondo evidenze filologiche deriverebbe da un modello greco intitolato Synaristôsai (Le donne che pranzano insieme); egli adattò la vicenda al costume romano per cui trasse spunto da un giovane che è innamorato di una schiava ma è ostacolato dal vecchio padre, e tuttavia con l’aiuto di un amico, riuscirà a coronare il suo sogno d’amore.
La Cistellaria, opera scritta quando era già famoso, è una delle commedie di cui si riesce a individuare una datazione in relazione alla prima rappresentazione che avvenne quando era ancora in corso la seconda guerra punica e quindi scritta in data anteriore al 202 a.C., taluni suggeriscono l'anno 204 a.C.
La Commedia della Cesta rientra nel genere delle commedie romanzesche in cui la storia si dipana dalla condizione di schiavitù del personaggio principale sino all'agnizione, ovvero il riconoscimento della nascita libera della protagonista che recupera la condizione della nascita e quindi può sposare il suo amato.
La trama. Un giovane mercante di Lemno, Demifone, trascorre una notte con Fanostrata dalla quale ha una figlia. Fanostrata la mette in bella vista, dentro ad una cesta, dopo che il padre se n’è andato. Il giovane mercante poi si sposa ed ha nuovamente una figlia. Morta la moglie decide di sposare la giovane donna che aveva violata in passato e di voler ritrovare la figlia illegittima, Selenio. Quest’ultima è amata dal giovane Alcesimarco, il quale però non può sposarla in quanto suo padre vuole che sposi l’altra figlia di Demifone, quella legittima. Appena Melenide, ruffiana di Selenio, viene a sapere tutto questo, impedisce al giovine di vederla. Ma con l’aiuto della cesta, del furbo servitore di Demifone e di Fanostrata si scopre che la bimba della cesta è Selenio: una donna libera la quale é figlia illegittima di Demifone e quindi può sposare Alcesimarco.
La trama della Cistellaria è molto simile a quella della “Persa” dove il giovane innamorato diventa uno servus callidus, la ragazza amata è una meretrice ed il vecchio è un lenone, mentre chi aiuta è uno schiavo.
Uno dei temi su cui si costruisce la trama della Cistellaria è l'abbandono; la commedia già nel suo titolo evidenzia i fatti tragici della vita delle donne , dei servi e dei poveri che spesso dovevano fare scelte estreme come rinunciare ai figli per rispettare convenzioni sociali oppure semplicemente perché non potevano sfamarli; questi neonati venivano posti in una cesta e lasciati alla colonna lattaria che si trovava nel Foro Olitorio. Quei bambini erano di chi voleva prenderli, divenivano schiavi o servi o se femmine cresciute per diventare prostitute come accade a Selenio, bimba nata da un amore passeggero ed abbandonata in una cesta ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 09/01/2018)