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Papa Gregorio Magno

Papa Gregorio Magno

Gregorio apparteneva alla gens Anicia, ricca e potente famiglia patrizia romana, nacque a Roma nel 540; il padre Gordiano era stato magistrato di Roma e la madre Silvia discendeva dalla gens Octavia, la loro casa si trovava sulla collina del Coelio tra il Clivus Scauri ed il vicus Trium Ararium.
Siamo nel VI secolo e Roma non era più la capitale dell’impero, l'ultimo imperatore romano d'Occidente era stato deposto nel 478 e gli imperatori d'Oriente pur rivendicandone il dominio non vi risiedevano più tanto Costanzo II, uno dei figli di Costantino vi fece un viaggio nel 357 per celebrare i vicennalia; nel 604 nel Foro venne innalzata la Colonna di Foca, ultimo monumento dell’età romana ma l’imperatore non era nemmeno presente e non venne mai a Roma.
La città era governata dal prefetto affiancato dal Senatus che ormai aveva a malapena i poteri di un municipia e la chiesa aveva progressivamente fatto proprie molte delle funzioni imperiali, soprattutto nella gestione di quelle che oggi si chiamano politiche sociali, di qui la sua progressiva crescita di importanza nella gestione del potere che porterà agli scontri dei secoli futuri con gli imperatori che si consideravano eredi dell'Impero di Roma.
Sulle origini e la famiglia di Gregorio esistono versioni diverse, di cui la più diffusa è quella di un'intera famiglia dedita solo alla preghiera ed alle opere caritatevoli. Invece nelle biografie che ne diedero Giovanni Diacono e Gregorio di Tours emergono notizie diverse e che paiono più aderenti alla situazione dell'epoca.
Un fatto certo è l'appartenenza alla famiglia degli Anicii se non altro per la localizzazione della domus paterna sul Celio dove si sapeva che la gens aveva possedimenti. Il padre Gordiano aveva un l'incarico di curator regionis, un magistrato che doveva occuparsi della sicurezza nella sua Regio di competenza, la madre a cui la tradizione cristiana assegna il nome di Silvia, si sa con certezza che era siciliana ed erede di una famiglia con proprietà terriere. Nella biografia più conosciuta la coppia ebbe due figli, il primogenito Gregorio e poi una femmina e della famiglia erano parte anche le due sorelle di Gordiano, Amalia e Tarsilla che con la cognata Silvia si dedicavano alla preghiera e alle opere caritatevoli. In realtà sembra che la famiglia fosse abbastanza numerosa e Gregorio abbia avuto due o tre fratelli ed almeno due sono le sorelle secondo gli storici. I fratelli gli furono sempre a fianco sia quando era praefectus Urbi ma anche quando divenne Papa. E' certo peraltro che nell'ottobre del 598 fu proprio un “glorioso fratello” che firmo la tregua con il re Longobardo Agilulfo in vece di Gregorio.
La formazione culturale di Gregorio ha risentito dell'atmosfera di Roma in cui si muoveva un personaggio come Cassiodoro che sostenne Papa Agapito nella sua impresa di realizzazione della prima Biblioteca Cristiana che si trovava al Clivus Scauri proprio nei pressi della sua casa natale.
Gregorio della gens Anicia fu nominato prefetto dopo la morte del padre, si potrebbe dire che ne ereditò la carica, aveva circa trenta anni e in quel tempo era imperatore Giustino II.
La tradizione cristiana riporta che dopo pochi anni Gregorio scelse di rinunciare alla vita politica per dedicarsi allo studio ed alla preghiera ma ben presto fu coinvolto da Papa Pelagio II negli affari della chiesa e per la sua conoscenza della corte di Costantinopoli vi fu inviato nel 579 come legato del papa e vi rimase per sei anni. Ritornato a Roma nel 586 aiutò Papa Pelagio nel governo della città che proprio iin quegli anni dovette affrontare l'inondazione del Tevere del 589 a cui seguirono la carestia e la peste, la terribile “morte nera” di cui morì anche il papa. Gregorio fu immediatamente eletto pontefice e proprio uno dei suoi primi atti fu quello d indire una processione per chiedere l'intervento divino affinché cessasse l'epidemia.
Uno dei primi gravi problemi che Gregorio si trovò ad affrontare era al contempo politico e religioso. Alcuni popoli nordici erano ancora pagani,i franchi erano divenuti cattolici dal V secolo mentre in Italia dominavano i Longobardi che erano stati convertiti all'arianesimo. Uno dei suoi primi passi fu raggiungere un compromesso oneroso con il loro re Agilulfo che sposato con Teodolinda, principessa bavara e fervente cattolica: dovette pagare una somma rilevante perché i Longobardi smettessero di insidiare i territori laziali da cui la chiesa ricavava le rendite per il proprio sostentamento e per le opere di evergetismo -.
Durante il suo pontificato cercò di migliorare le relazioni tra la Chiesa e la monarchia Longobarda; ebbe un costante rapporto con la Regina Teodolinda a cui nel 603 mandò dei doni preziosi ed una lettera per il battesimo del figlio.
In Papa Gregorio Magno era perfettamente presente la consapevolezza che per l'Urbe era ormai iniziata la decadenza tanto che in un sermone la paragonò ad un vaso di argilla infranto ed il suo popolo ad un'aquila spennacchiata e morente sulle sponde del Tevere. Da questa consapevolezza ebbero origine le opere e gli scritti che, con il fine di ridare coraggio e speranza all'occidente, Papa Gregorio mise in atto e per le quali si deve riconoscere che l'appellativo di Magno fu quanto mai giusto.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 12/11/2019)