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La notte delle streghe a San Giovanni

La notte delle streghe a San Giovanni

Nella notte tra il 23 ed il 24 di giugno tutta la gente di Roma accorreva nella Piazza di San Giovanni perché, secondo la leggenda, in quella notte i fantasmi di Erodiate e Salomè che avevano voluto la decapitazione di San Giovanni Battista, chiamavano a raccolta tutte le streghe.
La notte tra il 23 ed il 24 giugno era anche lo notte del solstizio d'estate, quando in antico si festeggiava la mietitura e la festa era dedicata a Cerere. In quella notte I romani accorrevano nel Foro e davano vita a festaggiamenti in cui si gridava per spaventare e far fuggire le divinità malevole che così non riuscivano a danneggiare I raccolti.
Queste divinità negative erano dette strix, o strige ed avevano la forma di uccelli notturni ; nella tradizione letteraria latina la strige era un demone molestatore di bambini che prediligeva cibarsi di interiora che secondo la leggenda vagava di notte tentando con il suo seno apparentemente generoso I fanciulli. Queste rappresentazioni erano dall'età arcaica diffuse presso gli antichi anche se già Plinio nella Naturalis Historia esternava le sue perplessità:

… fabulosum enim arbitror de strigibus, ubera eas infantium labris immulgere
Ritengo una fantasia che le strigi porgano le mammelle alle labbra degli infanti

Recenti studi sembrano dimostrare che la rappresentazione della stryx, sia in realtà riconducibile alla Grande madre ed alle rappresentazioni arcaiche che la volevano in forma di uccello, con genitali femminili e mammelle.
Dalle strix romane nacque nel Medioevo la leggenda di Erodiate o Herodiana, la madre di Salomè come Regina delle Streghe; secondo una credenza Erodiate era la sacerdotessa della Compagnia di Diana, una congrega di donne che si riunivano di notte e credevano di poter volare cavalcando bestie paurose insieme a Diana dea dei pagani.
La leggenda fu alimentata da un manuale di diritto canonico, i Decreta di Bucardo di Worms che all'inizio del XI secolo, pur etichettandole come “fantasie”, considerava le convinzioni di queste donne di poter volare sopra I mari e le terre delle “invenzioni” che il maligno instillava nelle menti di chi non riconosceva come unica fede quella cristiana. La chiesa dell'Alto medioevo , sulla scia di Sant'Agostino liquidava la credenza nel potere delle strix come illusoria e frutto di ispirazione diaboliche, e così fu fino al XIII secolo ma, con il Rinascimento queste donne che si riunivano, cantavano, ballavano, si tramandavano I segreti delle erbe medicinali e delle manovre, non sempre fortunate, per evitare le tragedie del parto divennero “streghe” mangiatrici di bambini.
L'accostamento della leggenda del volo notturno delle streghe con la vicenda di San Giovanni Battista ha una spiegazione etimologica; Diana era la dea della Luna, e quindi della notte sulla quale estendeva il suo potere anche Hera quale madre di tutti gli dei. Da questa assimilazione dei nomi nel mito Hera-Diana divenne Erodiana e poi, per assonanza, assimilata ad Erodiate, colei che nella storia cristiana suggerisce a Salomè di pretendere la testa del Battista. Herodiana e le strix nel Medioevo vennero identificate con le donne che al solstizio d'estate andavano per I campi prima del sorgere del sole a raccogliere le erbe medicinali.
Nella Roma antica molti erano I riti che si svolgevano nella notte del solstizio d'estate; la festa era dedicata a Giano bifronte, il Dio di ogni inizio perchè la notte del 24 giugno “è la notte che plasma I destini dell'anno” (V. Lanternari)
Con la sua fine l'impero romano tra le molte eredità che ha lasciato alla Chiesa ci sono anche le feste di passaggio che mantenute nelle loro manifestazioni, sono state rivisitate e trasformate nei significati; sono cambiati così I nomi dei riti: infiorate, falò o fuochi di S. Giovanni, raccolta della rugiada e dell’erba di S. Giovanni, ecc. ma non I gesti.

Uno dei riti antichi era la preparazione del filtro noto come “Acqua di San Giovanni” che fondeva in sè due riti arcaici:
a) la raccolta delle erbe medicamentose che doveva avvenire di notte e comunque sempre prima che sorgesse il sole, prima che i suoi raggi facessero vaporizzare la rugiada, l'acqua pura per eccellenza;
b) la lustratio, il rito di purificazione che avveniva immergendosi nelle acque ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 22/06/2018)