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I restauri a Palazzo Venezia, dalle Fatiche di Ercole e Venezia sposa del Mare

I restauri a Palazzo Venezia, dalle Fatiche di Ercole e Venezia sposa del Mare

Oggi è stato presentato al pubblico il progetto di valorizzazione della fontana “Venezia sposa del mare” che si trova al centro del giardino di Palazzo Venezia, un passo ulteriore che il Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli, sta facendo con l'obiettivo di restituirne il complesso del patrimonio artistico. L'ultimo intervento di restauro è avvenuto appena lo scorso anno sugli affreschi ed il soffitto ligneo della Sala dei Paramenti, meglio conosciuta come la Sala di Ercole.
La costruzione di questo elegante edificio fu voluta dal Cardinale veneziano Pietro Barbo, che poi divenne Papa con il nome di Paolo II, affidandone il progetto iniziale probabilmente a Francesco de Borgo.
La costruzione dovette iniziare nel 1455 inglobando edifici preesistenti in una progetto unitario formato da due corpi di fabbrica, il Palazzetto Venezia che conservava molti elementi classici ed il nuovo Palazzo Venezia, di dimensioni doppie rispetto al precedente in cui dominava il nuovo stile architettonico che era una rivisitazione delle regole vitruviane e per questo poi chiamato Rinascimento. I lavori si protrassero negli anni e videro altri architetti alla direzione, da Giuliano da Maiano a Mino da Fiesole, da Giuliano da Sangallo a Leon Battista Alberti.
Le stanze private del cardinale erano al piano nobile e tra queste vi è la “Sala dei Paramenti” che corrisponde alla quinta e sesta finestra della facciata principale del palazzo. Questa sala, dove il Papa di vestiva, venne decorata con un affreschi che corrono lungo la parte alta delle quattro pareti e, seguendo la moda del tempo del Trompe-l'oiel mostraano una loggia a dodici arcate dove, in otto sono mostrate altrettante fatiche di Ercole: Ercole e il leone Nemeo, Ercole e Anteo, Ercole e i buoi di Gerione, Ercole e Gerione, Ercole e il drago Ladone, Ercole e la cerva di Cerinea, Ercole e gli uccelli di Stinfalo, Ercole e il centauro Nesso. Nelle rimanenti quattro logge è un tripudio di fontane ed amorini. Non si sa chi abbia realizzato questi affreschi ed ancora nel secolo scorso molti studiosi suggerivano che poteva trattarsi addirittura di Andrea Mantegna; il restauro effettuato lo scorso anno e diretto da  Sonia Martone e Paolo Castellani ha escluso questa possibilità riconducendo comunque l'anonimo pittore alla scuola settentrionale.
Le vicende storiche del secolo scorso avevano indotto nella memoria collettiva del popolo e delle istituzioni italiane una “damnatio memoriae” in cui è stato coinvolto uno dei monumento più belli e significativi del cosiddetto Rinascimento Romano, Palazzo Venezia. Dopo molti anni senza alcun intervento ora poco alla volta si stanno cancellando i segni del degrado grazie anche ai finanziamenti dei privati come la Fondazione Silvano Toti, a cui si deve appunto il restauro delle Fatiche di Ercole, ed alla Rigoni di Asiago che sosterrà il restauro della Fontana di Venezia sposa del mare.



di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 08/02/2018)




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