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Livia Drusilla, moglie di Augusto

Livia Drusilla, moglie di Augusto

La vita di Livia non si è svolta all’ombra di Augusto ma in una dimensione parallela; tanti sono gli episodi contrastanti che ne danno un’immagine di donna altera e distante, intelligente ed indipendente, madre disaffettiva eppure educatrice di uno stuolo di nipoti, protettrice dei parenti e nemica acerrima di chi ostacolava i suoi progetti di potere.
Livia Drusilla apparteneva alla gens Claudia, era nata il 30 gennaio del 58 a.C. da Livio Druso Claudiano e da Alfidia e trascorse gli anni della sua infanzia tra Roma, Fondi ed il Piceno dove i Claudii avevano grandi proprietà. All’età di soli 15 anni fu data in sposa a Tiberio Claudio Nerone, suo lontano cugino e molto più vecchio di lei.
Livia Drusilla fu la sola figlia della coppia così che per avere un erede maschio Livio Druso Claudiano adottò Marco Livio Druso Libone, figlio naturale di un Lucio Scribonio Libone, il fratello di Scribonia che era la prima moglie di Ottaviano. Questa adozione che gli studiosi ritengono testamentaria forse nei progetti di Claudiano doveva rafforzare la nobiltà del suo nome se si considera che la madre di Livio Druso Libone era Cornelia Silla nelle cui vene scorreva il sangue di Silla per parte di padre e di Pompeo Magno per parte di madre.
Nel 44 la famiglia di Livia da sempre nella fazione degli optimates si schierò dalla parte dei cesaricidi poi, dopo la sconfitta di Filippi, il padre Claudiano si suicidò e suo marito decise di appoggiare Antonio nel confronto con Ottaviano. La famiglia dovette fuggire da Roma e Livia in quegli anni seguì il marito quando questo si rifugiò a Sparta dove la gens Claudia aveva dei possedimenti; nel frattempo, nell’anno 42 a.C. nacque Tiberio il primo figlio di Livia. Vivevano ancora in Grecia quando Antonio fu sconfitto ad Azio e cominciarono a temere per la vendetta del nuovo padrone di Roma.
Nel 39 d. C. Ottaviano capì che doveva riportare un clima di normalità a Roma e così emanò un’amnistia per tutti coloro che si erano a suo tempo schierati con Bruto e Cassio e per questa Tiberio Claudio chiese di rientrare a Roma con la moglie ed il figlio; Claudiano il padre di Livia si era suicidato, purificando con il suo sacrificio il nome della famiglia ed allo stesso tempo sottraendo i beni alla confisca. La lungimiranza politica di Claudiano inoltre pose le basi per un futuro di gloria dei suoi discendenti fra gli esponenti del nuovo gruppo dominante: l'adozione del fratello naturale di Scribonia aveva reso la figlia ed il nipote affini di Ottaviano. Ma quanto ottenne Livia, suo padre non lo avrebbe mai immaginato.
Il rientro a Roma della gens Claudia fu trattato da Tiberio Claudio Nerone, marito di Livia; i colloqui avvennero a Brindisi e quì Ottaviano incontrò Livia e forse fu allora che iniziò la loro storia; era la fine di setttembre, Ottaviano aveva 24 anni e Livia 20, sembra che lui si sia subito innamorato come racconta Tacito (Annales 5,1):

exim Caesar cupidine formae aufert marito, incertum an invitam

Nello stabilire le condizioni del rientro, con il pragmatsmo che lo contraddistingueva, Ottaviano non ci mise molto a valutare le possibilità di un nuovo matrimonio con una donna che forse lo attraeva di più e che formalmente gli garantiva gli stessi appoggi di Scribonia; infatti se Scribonia era nipote di Silla e Pompeo Magno lo era diventata anche Livia dopo che il padre aveva adottato Marco Livio Druso Libone. La gens Claudia avrebbe mantenuto tutte le sue prerogative, le cariche senatoriali ed i suoi possedimenti se avesse accettato la nuova visione che di Roma aveva Ottaviano e la nuova organizzazione del potere, il patto doveva essere suggellato con un 'unione che rappresentava il grande passato di Roma dalla sua fondazione e che avesse in sé gli auspici di un futuro degno dell'età dell'oro; Livia era il pegno di questo nuovo futuro di Roma ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 11/06/2019)