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Incontri al Teatro di Pompeo


La vita dei nobili patrizi era improntata su alcune consuetudini che facilitavano la vita sociale ed erano irrinunciabili per chiunque avesse delle aspirazioni politiche; gli uomini più in vista di Roma non solo si recavano alla terme per avere degli incontri, per aumentare i propri clientes ma anche nei grandi spazi pubblici che erano creati appositamente per questo, oltre che per l’otium, per cui sotto i portici erano normale assistere a colloqui di senatori con mercatores o piuttosto di un magistrato con un poeta.
Ma non vi erano solo questi; la vita sociale nell’antica Roma era vivacizzata da molti personaggi che vivevano grazie alla disponibilità degli aristocratici; Marziale racconta di un giovane di nome Selio che frequentava le terme e passeggiava nei portici sperando di incontrare qualcuno che lo invitasse al suo convivio.
Rappresentazioni di questa consuetudine ci sono anche nelle commedie di Plauto che sviluppa un vera e propria maschera: lo “scroccone”, ovvero colui che per un invito a cena farebbe qualsiasi cosa.
Questo modo di comportarsi aveva la sua ragione in uno scambievole rapporto relazionale, infatti il patrizio doveva avere una clientela e questa andava mantenuta con elargizioni che potevano essere di denaro ma anche inviti a cena. Il pasto più importante per i romani era la cena, era il momento non solo in cui si gustavano i piatti più elaborati, in cui si discorreva con gli amici, ma era anche la misura della ricchezza e della potenza oltre che un momento per stringere amicizie o conoscere le persone che contavano.
In genere nella cena vi era un ospite d'onore a cui era riservato il posto sul lectus medius detto consolare, posizionato di fronte alla porta d'ingresso, mentre il padrone di casa solitamente sedeva alla sinistra dell'ospite di riguardo; i padroni di casa erano soliti invitare una smodata quantità di persone a questi banchetti riservando solo agli ospiti veramente importanti le pietanze più succulente e le leccornie più impensabili mentre in molti assistevano ed attendevano di ricevere quanto agli altri non era stato gradito o era diventato eccessivo.
Invitare a cena divenne un modo per i nuovi ricchi di entrare nelle cerchie più esclusive anche se spesso l’invito a cena non era uno strumento di elevazione sociale ma semplice ostentazione fine a se stessa. Proprio questo aspetto prese sarcasticamente in giro Petronio Arbitro nella “Cena di Trimalcione”.
Trimalcione è un liberto arricchito che ha talmente denaro da poter allestire nella sua sontuosa sala un banchetto in cui il cuoco tra le tante portate realizza una ricostruzione delle costellazioni celesti, ponendo ogni cibo in analogia con le prerogative dei diversi segni zodiacali (Satyricon, 35, 2):

"Rotundum enim repositorium duodecim habebat signa in orbe disposita, super quae proprium convenientemque materiae structor imposuerat cibum"

La cena era il vero pasto importante per i romani; la consuetudine prevedeva altri due pasti, il jentaculum ed il prandium, che erano assimilabili ad una colazione e al pranzo, anche se spesso vi rinunciavano perché il medicus suggeriva di mantenersi leggeri e bere solo dell’acqua.
In realtà i due pasti erano una sorta di merende; il jentaculum era un po’ di pane con del formaggio, mentre nel prandium si consumava sempre del pane ma con carne, verdura e frutta bevendo anche del vino. Ma questi era “spuntini” per i quali non era neanche necessario preparare la tavola; l’unico vero pasto era la cena che si svolgeva all’ora ottava, dopo aver preso il bagno.
Sotto i portici del teatro di Pompeo si andava per passeggiare, per incontrare amici e conoscenti ma anche per guardare ed incontrare le donne con cui si scambiavano sguardi ed intrecciavano storie d’amore tanto che Ovidio ne fece lo scenario delle sue elegie amorose.
Il Portico di Pompeo con i suoi giardini, i fiori e l’ombra era il luogo della “cattura d’amore” e Ovidio consigliava gli amanti di frequentare i boschetti che vi si trovavano così come Cintia, gelosa di Properzio, gli chiedeva di non recarsi presso il Tempio di Venere per non divenire preda delle donne in cerca di amore.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 14/05/2016)