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Giardini segreti di Villa Borghese

Giardini segreti di Villa Borghese

All'inizio del Seicento il Cardinale Scipione Borghese nella villa che stava facendo costruire fuori le mura, volle che fossero realizzati degli spazi verdi sul tipo dell'hortus conclusus medievale ma direttamente collegati al Casino di caccia. Dovevano essere luoghi di soggiorno all'aperto ma riservati ai suoi pochi e selezionati ospiti e per questo erano protetti da alti muri; per realizzare i suoi giardini “segreti” il Cardinale diede incarico a Jan van Santen, un architetto olandese che lavorò e mori a Roma e conosciuto con il nome italianizzato di Giovanni Vasanzio.
Vasanzio che si era formato sotto Flaminio Ponzo, l'architetto a cui si deve la realizzazione del Casino Borghese (che ospita la Galleria Borghese) alla morte di Ponzo nel 1613 ereditò il titolo di “Architetto del Papa” ed i suoi incarichi che, oltre il Palazzo Borghese, riguardavano anche il completamento della Villa fuori le mura e dei suoi giardini.
All'inizio del XVII secolo non c'era residenza aristocratica che non avesse il suo giardino, luogo di intrattenimento e di esibizione culturale dei proprietari. Nel Medioevo c'era stata la riscoperta del giardini o meglio del hortus romano e dentro le mura dei monasteri si era tornati a coltivare spazi finiti suddivisi secondo la simbologia dei quattro elementi:  acqua, terra, aria e fuoco, a cui corrispondono i principi elementari umido, secco, freddo, e caldo che, secondo gli antichi, erano alla base di ogni forma di vita. I giardini dei monasteri erano degli horti in cui si coltivavano le piante medicinali e che furono i precursori degli orti botanici in cui la coltivazione delle piante per la farmacopea strizzava l'occhio alla geomanzia, l'antica arte divinatoria, nelle geometrie delle aiuole. Famosi orti botanici furono il Giardino della Minerva della Scuola Medica Salernitana, dove venivano studiate con metodo “scientifico” le proprietà medicamentose delle piante, il Giardino dei Semplici dell'Università di Padova e poi gli Orti Botanici delle Università di Pisa, Firenze e Bologna. Anni più tardi anche le Università di Leida, Heidelberg, Lipsia e Montpellier ebbero i loro orti.
Nel tardo Quattrocento si cominciò a percepire un evoluzione dell'arte del giardino che porterà al giardino all'italiana, il giardino razionale dove l'uomo manifesta la sua capacità di dominare la natura ed ogni spazio ha la sua funzione. Questi principi si trasformarono in giardini in cui la ricerca formale portò a prediligere cromatismi di toni e simmetria delle forme anche attraverso la riscoperta della topiaria, l'arte di dare forma alle fronde delle piante; le piante predilette erano i sempreverdi lecci, cipressi, bossi, viburni, mirti, lentischi ed i fiori con le loro esplosioni di colori e di profumi non dovendo turbare questi equilibri furono trasformati in tesori racchiusi in piccoli scrigni.
Nacquero così i giardini segreti dove per il piacere di pochi si coltivavano tutte le specie di fiori antichi ma anche appena scoperti. Infatti, nella seconda metà del Cinquecento erano arrivate in Europa molte nuove specie botaniche in gran parte provenienti dalle Indie Occidentali ed era di gran moda avere una collezione di piante esotiche; ciò che si ricercava non era più la finalità pratica che era stata quella del Giardino dei Semplici quanto l'effetto estetico.
Il progetto di Vasanzio prevedeva in origine quattro giardini segreti, per rispettare così la divisione medievale dell'hortus conclusus, ma nel 1610 ne furono realizzati soltanto due.
Vasanzio poi non rispettò i dettami del tempo nel disegnare le geometrie delle aiuole che sono il tratto distintivo del giardino all'italiana dove, come spiegava Keplero le aiuole nelle loro forme e nelle proporzioni rappresentavano gli archetipi della creazione del mondo.
Nel giardino chiuso il mondo veniva rappresentato in uno spazio di forma quadrata, ma Vasanzio disegnò due giardini di forma rettangolare e questa scelta si può spiegare non tanto sul non poter realizzare il quadrato perfetto di 33 metri di lato, quanto come indotta da un precedente illustre: i giardini di Villa Madama che Raffaello aveva progettato secondo la regola del rettangolo aureo.
A Roma esistevano già i Giardini Farnese, conosciuti come Orti Farnesiani, realizzati dall'architetto Girolamo Rainaldi che gli diede forma quadrata ed allora è probabile che Vasanzio si sia ispirato al rettangolo aureo progettato da Raffaello per i giardini di Villa Madama. L'armonia del giardino rettangolare che simboleggiava l'uomo era nella proporzione delle misure dei suoi lati ,che dovevano corrispondere a quelle della sezione aurea, nel rapporto 5:8 sviluppato dallo serie di Fibonacci ma che già era noto agli Egizi ed ai Greci come misura dell'armonia ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 24/05/2018)




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