Login      FOLLOW US ON follow on Facebook follow on Twitter follow on Pinterest follow on Tumblr follow on Google Plus

Gallieno, Imperatore

Gallieno, Imperatore

Ancora oggi è uno degli imperatori che presentano più lati oscuri e di cui esistono giudizi storici contrastanti: fu un abile condottiero, un capace organizzatore ma anche un regnante spregiudicato che non tentò neanche di liberare l’imperatore suo padre, Valeriano, dalla prigionia di Sapore (Shapur I) che solo dopo due anni lo uccise scorticandolo vivo.
Era nato nel 218 d.C. da Valeriano , appartenente alla gens Licinia, e da Mariniana della gens Egnatia e quindi vantava origini nobili e romane, la famiglia era di rango senatoriale e questo le diede accesso ad una prestigiosa carriera; il suo nome completo era Licinius Egnatius Gallienus.
Quando suo padre Valeriano fu riconosciuto dal Senato di Roma come imperatore, Gallieno ricevette la designazione di Caesar e come tale di fatto governò insieme al padre che, quando arrivò a Roma nello stesso anno elevò Gallieno a rango di Augusto e nomino Caesar il figlio minore.
La situazione sociale del suo regno fu una delle più catastrofiche: a metà del III sec. d.C. ci fu un vero e proprio crollo demografico a causa di una epidemia di peste inoltre tutta la penisola italica era sconvolta dalle persecuzioni contro gli adepti della nuova religione cristiana, seguite all’applicazione dei due editti emanati durante il regno di Valeriano. Altrettanto difficile era la situazione militare: il suo impero non controllava più le Gallie, anche la Siria e la Cappadocia erano perse, controllate da ex-comandanti romani, e ai confini della Germania Inferiore premevano le tribù germaniche del nord mai sottomesse.
Fu lo stesso Valeriano che, nel tentativo di riprendere la Siria, si mosse contro i Parthi e nell’estate del 259 entrò in Mesopotamia anche se le sue legione non si erano ancora riprese da un’epidemia di peste che le aveva decimate. questo fu uno dei motivi per cui tra Edessa e Carrhae l’esercito romano fu sconfitto e Valeriano, il suo stato maggiore e migliaia di soldati romani furono fatti prigionieri.
Gallieno capì immediatamente che le condizioni dell’impero non gli consentivano di andare a liberare suo padre, né di pagare il riscatto: lo abbandonò al suo destino e cominciò a intervenire sulle debolezze di Roma; se Gallieno voleva mantenere il potere doveva cambiare l’organizzazione dello stato.
Subito dopo la cattura di Valeriano le lontane provincie di Siria e Cappadocia furono usurpate dai figli di Macriano il suo Praefectus Annonae e questo gli fece comprendere la necessità di apportare sostanziali cambiamenti in campo militare; uno dei primi interventi di Gallieno mirò a contenere l’intervento dei senatori in campo militare, vietando loro di comandare le legioni ed addirittura di recarsi presso i castra, in effetti egli estese a tutto l’impero l’ordinamento militare valido per le provincie imperiali, ovvero l’Egitto e la Mesopotamia; da quel momento le legioni saranno comandate da un prefetto nominato direttamente dall’imperatore perché Gallieno, divenuto Augusto e come Settimio Severo prima di lui, non si fidava di dare degli incarichi ai senatori da cui questi potevano creare intralci per i suoi obiettivi di governo ...



Per leggere tutto l'articolo iscriviti!



di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 23/05/2019)