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Il giallo del francobollo mai emesso


Nel 1893 in occasione delle Nozze d’Argento del re Umberto I e della regina Margherita era stata disposta l’emissione di un francobollo commemorativo.
L'emissione era stata prevista per il 22 aprile 1893, il giorno dell'anniversario, tuttavia i francobolli non vennero emessi seppure erano già state predisposte le matrici e realizzate le prove di stampa. La motivazione ufficiale fu che la richiesta di stampa all'officina carte valori venne fatta in ritardo e non ci fu quindi il tempo materiale per stampare.
La proposta del francobollo veniva da Giacomo Dapino, presidente della società filatelica lombarda, mentre il disegno si deve a E. Buffetti; dei francobolli furono venduti i saggi in vignette erinnofile (bolli di chiusura delle lettere).
Il francobollo da 20 centesimi è noto in due varianti, diverse per i colori utilizzati:

  • effigi in bruno, cornice in rosa salmone, fondo di sicurezza rosa;
  • effigi in bruno, cornice verde oliva, fondo di sicurezza rosa.
Esistono, inoltre, prove di colore cartoncino, non dentellate.
Gli esemplari stampati fino al momento dall'annullamento sono rari. Oltre al tipo scelto, esistono saggi per un altro tipo, poi non adottato. Questi saggi furono stampati in rosso e azzurro su carta spessa, confezionati in foglietti da 6, dentellati con passo 14 lineare.

Nel soggetto era lasciato uno spazio vuoto per il valore facciale, previsto in 5 e 20 centesimi. I foglietti stampati con questi esemplari furono poi messi in vendita a collezionisti, al prezzo di 1,20 Lire. Alcuni di questi saggi risultano usati per posta come vignette erinnofile.
Il francobollo doveva essere emesso in due valori; da 5 centesimi per spedizioni in città, da 20 centesimi per spedizioni in Italia, così che i due insieme potevano essere utilizzati per le spedizioni all’estero. I francobolli poi dovevano rimanere in vendita per soli 8 giorni, proprio in quanto commemorativi.

L’Officina Carte-Valori di Torino aveva stampato i valori prima per il Regno di Sardegna e poi del Regno d’Italia, ed era probabilmente sottodimensionata per le esigenze del nuovo stato, certamente superiori sia per la richiesta numerica che per le nuove disposizioni che cambiarono nel corso di un ventennio i valori facciali dei bolli costringendo tutta l’Officina ad un superlavoro; più probabilmente si valutò allora che l’impegno richiesto dall’emissione dei due francobolli era troppo per una serie commemorativa.
I francobolli oggi hanno una buona quotazione sul mercato filatelico: per il tipo con cornice rosa è stimato un valore di Euro 900,00, mentre per il tipo con cornice verde è stimato un valotre di Euro 1.800,00.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 30/05/2015)