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Fasti, antichi Calendari


Per i romani esisteva un tempo sacro ed un tempo profano e quando iniziava la primavera il collegio dei Pontefici si riuniva per stabilire come sarebbero caduti i giorni seguendo il ciclo lunare. Dopo aver stabilito i giorni, il calendario ufficiale veniva reso pubblico mediante l’affissione di tavole di bronzo ma più frequentemente di tavole di marmo.
I romani chiamavano Fasti i calendari perché servivano per sapere in quali giorni si potevano svolgere le attività amministrative e politiche, quelle religiose ed i giorni in cui non si doveva fare niente; vi erano giorni Fasti in cui si godeva della protezione degli dei e giorno Nefasti in cui non si dovevano prendere decisioni.
In tutti i municipia dell’impero le massime autorità religiose stabilivano la cadenza dei giorni e soprattutto le ricorrenze delle festività religiose che potevano anche essere non perfettamente coincidenti come è stato confermato dai ritrovamenti delle tavole di Fasti in diverse zone dell’impero.
Le tabulae che comunicavano al popolo come era stato diviso il tempo venivano esposte alle Kalendae Martiis, Calende di Marzo, all’inizio dell’anno che era fissato con il primo mese di risveglio della natura e la ripresa di tutte le attività; il primo mese era dedicato a Marte il dio che nei tempi arcaici presiedeva ai risvegli. Nel 153 a.C. si decise di cambiare la data di inizio dell’anno che divenne il Kalendae Januarii, primo giorno del mese dedicato a Giano, dio di ogni inizio, e giorno di entrata in carica dei consoli.
Di queste tavole ne sono state rinvenute circa trenta tra cui oltre i famosi Fasti Capitolini e poi i Fasti Anziati, Fasti Caeretani, Fasti Praenestini, Fasti Amiternini, Fasti Verulani, Fasti Privernati, Fasti Venusini, Fasti Maffeiani ed altri ancora sia urbani che rustici.

FASTI CAPITOLINI
Nel 1547 durante dei lavori per la rimozione di una fornace che si trovava all’angolo nord-est del Foro Romano furono ritrovati molti frammenti di lastre di marmo subito identificate come Fasti.
Il luogo di ritrovamento coincide con il sito dove si trovava la Regia, l’edificio nel quale queste lastre venivano affisse dai Pontefici che avevano il compito di redigerle. Il compito di restituirle alla conoscenza di tutti fu affidato a Michelangelo che in quell’anno aveva l’incarico di risistemare la Piazza del Campidoglio; Michelangelo decise di inserire le lastre dei Fasti a decorazione della parete di fondo del cortile Palazzo dei Conservatori. Nel 1586 furono restaurate e portate all’interno del Palazzo dove si trovano tutt’ora nella Sala della Lupa.
I Fasti Capitolini sono due elenchi riguardanti i Fasti Consulares ed i Fasti Triumphales; l’elenco dei Fasti è composto da 30 grandi frammenti che riportano la lista dei consoli dal 493 a.C al 19 a.C., mentre i Fasti Triumphales riportano i nomi dei generali a cui fu concesso il Trionfo dal 753 a.C. al 19 a.C., in questi Fasti c’è la testimonianza dei Trionfi riconosciuti a Romolo proprio a partire dalle Idi di Marzo del 753 a.C.

FASTI ANZIATI
Tra il seicento e l’ottocento durante diversi scavi nella Villa di Nerone Anzio furono ritrovati oltre 300 frammenti di una tabula dei Fasti di m. 2,5 di larghezza per 1 m. di altezza datata alla prima metà del I secolo a.C., comunque prima del 55 a.C..
I Fasti Antiantes sono i più antichi finora ritrovati e riportano le date secondo il calendario di Numa Pompilio, ovvero prima della riforma di Augusto, con le sole indicazioni delle festività religiose. E’ considerato il calendario più completo che riporta oltre le celebrazioni degli dei anche la data del 21 aprile, fondazione di Roma, nonché il 18 luglio, dies Alliensis, il giorno della sconfitta al fiume Allia che diede luogo alla presa e al sacco di Roma da parte dei Galli Senoni ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 08/03/2016)




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