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Primo stile pompeiano: Crustae

L'arte della pittura, i romani sicuramente l'appresero dagli etruschi con cui entrarono in contatto già nel VII secolo a.C. Sappiamo che i templi etruschi erano decorati con statue fittili dipinte e che moltissimi artisti si trasferirono a Roma quando Tarquinio Prisco iniziò la costruzione del tempio di Giove sul Capitolium. L'abilità pittorica degli etruschi era già molto progredita come attestano le molte pitture delle tombe di Cerveteri e soprattutto di Tarquinia e fu ben presto impiegata non solo per edifici religiosi e pubblici ma anche a servizio di ricchi possidenti privati. [ 1]
In età repubblicana la pittura romana subì l'influsso di quella etrusca ma sicuramente anche quella dell'ellenismo provinciale italico. Plinio menziona i nomi di due pittori e coroplasti, Damofilo e Gorgaso siculi di origine ellenica, che nel 493 a.C. avrebbero decorato il Tempio di Cerere sull'Aventino,tuttavia non sappiamo se la loro arte fosse limitata alla pittura di forme fittili o si esprimesse anche nell'affresco.
La pittura era un'arte a sé quando Valerio Massimo Messala volle far decorare la Curia Hostilia con delle Tabulae che descrivevano le sue vittorie su Gerone ed i Cartaginesi in Sicilia ed anche Scipione Asiatico fece dipingere una tabula che rappresentava la sua vittoria in Asia e in Capitolio posuit (Plinio).
Gli affreschi realizzati su legno erano conosciuti come tabulae proelii e sono menzionati anche da Plinio; testimoniano come la pittura esistesse e fosse apprezzata a Roma già dai tempi arcaici ma di quelle opere sono rimaste solo le testimonianze letterarie in quanto questo purtroppo è rimasto ben poco per cui la conoscenza della pittura romana si concentra su quanto si è salvato perché sepolto dalle ceneri dell'eruzione del Vesuvio. [ 2]
Gli affreschi riportati alla luce nelle domus di Pompei, Ercolano, Stabia, Oplontis hanno consentito di individuare quattro stili nella pittura parietale romana in un lasso di tempo che va dal II secolo a.C. al I-II sec. d.C..
In ambito residenziale privato l'affresco parietale fu usato soprattutto per abbellire le pareti delle abitazioni, utilizzando una pittura che simulava preziosi marmi; su di uno strato di intonaco veniva realizzata la crustae in cui prima si modellava lo stucco e poi venivano passate le paste colorate.
Non si deve pensare che l'evoluzione tecnica dei pittori ed artigiani comportasse l'abbandono di uno stile a favore di uno più nuovo, esemplificativo in questo senso sono proprio le città che furono sepolte dall'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che ci hanno restituito esempi di impiego dei quattro stili anche all'interno della stessa domus.
Una datazione è comunque possibile e gli studiosi pongono il I stile , o dell'incrostatione, o strutturale dal 200 al 80 a.C, mentre tutti quattro stili sarebbero stati di riferimento almeno fino al I sec. d.C. Non sfugge che queste sono le date della vita dei municipia romani che furono investiti dal disastro del Vesuvio, che ha coperto e preservato queste preziose e delicate testimonianze. Le pareti delle case di Pompei e di Ercolano, d'altra parte presentano una estrema variabilità dei sistemi decorativi.
Le pareti interne delle domus ancora nel II secolo a.C. venivano rifinite con stucchi sui quali si realizzavano decorazioni ad incostrationem, ovvero con la pittura si imitava il rivestimento murale in marmi pregiati.
Alla classificazione degli stili sfuggono alcuni ritrovamenti che illustrano l'originalità della pittura romana; il riferimento è agli affreschi della necropoli dell'Esquilino che sono datati al III secolo aC., età del primo ellenismo e quindi anche anteriori alla datazione accettata per il Primo Stile.
Questi affreschi furono ritrovati nel 1875 nel corso dell'urbanizzazione dell'Esquilino quando si individuò un monumento funerario denominato Tomba dei Fabii perchè furono ritrovate scene della guerra contro i Sanniti ed alcuni nomi accanto ai personaggi dipinti tra cui spiccava il nome di Qinto Fabio Massimo Rulliano.
Gli storici sono del parere che all'interno della tomba fossero stati ripresi alcuni temi dipinti nel Tempio di Salus dopo la guerra sannitica del 304 a.C., e realizzti probabilmente dallo stesso artista conosciuto semplicemente come Fabio Pittore, con il fine proprio di omaggiare la gens Fabia ... [ 3]

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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 09/11/2017)




Foto:

  • Casa di Sallustio, II sec. a.C. Pompei
    Casa di Sallustio, II sec. a.C. Pompei
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  • Casa di Sallustio, II sec. a.C. Pompei
    Casa di Sallustio, II sec. a.C. Pompei
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  • Affresco proveniente dalla cosiddetta Tomba dei Fabi – Musei Capitolini, Centrale Montemartini Roma
    Affresco proveniente dalla cosiddetta Tomba dei Fabi – Musei Capitolini, Centrale Montemartini Roma
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  • Affreschi di Casa di Via Graziosa, I sec. AC – Biblioteca Vaticana
    Affreschi di Casa di Via Graziosa, I sec. AC – Biblioteca Vaticana
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  • Affreschi romani del I stile nella Villa di Arianna a Stabia
    Affreschi romani del I stile nella Villa di Arianna a Stabia
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  • Affresco in I stile – Casa Sannitica – Ercolano
    Affresco in I stile – Casa Sannitica – Ercolano
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