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Cassio Dione – Storici


Molte delle informazioni su cui oggi si basa la ricostruzione della storia dell’antica Roma sono tratte dalla Storia Romana, l'opera di Dione Cassio in 80 libri scritti in greco che coprono un periodo di 983 anni che va dall’arrivo di Enea in Italia fino al 229 d.C. Egli non fu solo uno storico ma anche un importante uomo politico di Roma Imperiale per cui un testimone privilegiato degli eventi del II e III secolo di cui ha lasciato una testimonianza diretta nella sua opera.
Il nome completo dello storico era Cassio Dione Cocceiano, (secondo i tria nomina latini) – secondo l'ortografia greca il nome è Dio Cassius -ed apparteneva ad una nobile famiglia della Bitinia; un suo avo fu Dione Crisostomo, il filosofo sofista che caduto in disgrazia con Domiziano fu protetto poi da Cocceio Nerva da cui ebbe il cognomen che trasmise alla sua famiglia. Di chiara origine e nascita greca viene considerato romano perché fu senatore e console, ebbe una carriera politica lunga e ricopri molte cariche importanti; per ben due volte fu console di cui l’ultima nel 229 insieme a Settimio Severo.
Era nato a Nicea nel 155 d.C. dove visse sino all'adolescenza ma prima del 180 si trasferì a Roma al seguito del padre Cassio Aproniano; nell'Urbe ebbe modo di completare la sua formazione e stringere anche le amicizie che poi avrebbero favorito la sua carriera politica, infatti divenne amico di Pertinace e di Settimio Severo. Ben presto iniziò il cursus honorum che lo portò ad entrare in Senato nel 190 d.C. circa; la certezza della data si desume dal linguaggio che poi userà nel raccontare le decisioni del Senato da quella data in poi usando il pronome“nos”. Non si hanno tutti i riferimenti del suo percorso politico ma nel 194 d.C. ricopriva la carica di pretore, fu poi proconsole d'Africa, governatore della Dalmazia e della Pannonia Superiore ed infine console ordinario nel 229 con il giovane Alessandro Severo che, pur stimando molto Cassio Dione, nel corso dell’anno lo dovette allontanare da Roma per sottrarlo alle richieste dei pretoriani che volevano fosse giustiziato per la severità con cui aveva gestito il comando delle legione quando era stato pro-console in Pannonia.
Già avanti negli anni alla fine del consolato lasciò la vita pubblica e si ritirò nella sua città natale dove morì nel 235 d.C. .
L'opera storica pur imponente non è arrivata completa fino a noi anche se s sa che l'erudito e bibliografo Fozio di Costantinopoli potè leggerla per intero ancora nel IX secolo; tutti i contenuti arrivati sino ad oggi sono dovuti al suo epitomatore Giovanni Zonara. Zonara riscrisse la Storia Romana intitolandola “Storia Universale” e ascrivendo a sé stesso il merito e quando non riuscì a trovare dei libri perduti si giustificò semplicemente dicendo che non era riuscito in nessun modo a trovare fonti adatte “a narrare la storia dei consoli e dei dittatori”.
Ad oggi sono arrivati completi i libri dal 36 al 60 che riguardano gli anni dal 68 a.C. Al 46 d.C..
Gli studiosi non considerano la sua opera al livello di quella di altri storici , tuttavia ha il pregio di offrire un punto di vista diverso, ovvero di cittadino romano di origine greca ed educato a quella cultura ma al contempo fiero di essere romano e, soprattutto, conscio di come ormai elementi delle due civiltà si fossero fusi. Nel racconto della storia di Roma, tuttavia, non si sottrae dal parteggiare per ideali che rivelano comunque l’idea di etica dello stato di cui erano evidentemente permeati i primi anni della sua formazione ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 04/12/2016)




Bibliografia:

  • Rocco Pezzimenti: La società aperta e i suoi amici. Con lettere di I. Berlin e K.R. Popper