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Augusto ed i suoi amici

Augusto ed i suoi amici

Dopo aver avuto l’iniziazione alla guerra nella battaglia di Munda (45 a.C.) Gaio Ottaviano e Marco Agrippa, entrambi diciottenni, furono mandati da Giulio Cesare a completare la propria preparazione militare ad Apollonia presso le legioni macedoni affidate in quel tempo a Salvidieno Rufo e ad approfondire la conoscenza della logica e dell’oratoria presso Apollodoro di Pergamo; poco dopo li raggiunse il giovane Gaio Cilnio Mecenate, che aveva ventitre anni, i tre diventarono amici e lo furono per tutta la vita.
Il clima culturale di Apollonia era in quel tempo molto vivace ed Ottaviano strinse amicizia con giovani filosofi come Atenodoro di Tarso e Senarco di Cilicia con cui manterrà contatti anche in periodi successivi. Nel 44 a.C. la notizia della morte di Giulio Cesare arriva ad Apollonia ed Ottaviano parte immediatamente con i suoi amici. Ottaviano ha appena saputo di essere l’erede di Cesare ed i suoi amici capiscono subito che la loro vita e le loro fortune sono strettamente legate a quelle dell’amico. Ottaviano a Roma, consigliato da Mecenate, affronta il Senato e rivendica l’eredità di Cesare, ma non potrebbe resistere al confronto con Marcantonio e Lepido se Agrippa, tornato subito in Macedonia, non avesse preso il comando delle legioni macedoni che erano le più fedeli e meglio addestrate dell’impero. A Roma Ottaviano incontrò anche Gaio Cornelio Gallo, da sempre nel partito cesariano che entrò così nel suo gruppo di amici.
Il 31 a.C. è un anno importante per Ottaviano, con Antonio è lo scontro aperto; è l’anno della battaglia di Azio e Ottaviano si trova con la flotta ed è sicuro di vincere: al comando c’è Agrippa, l’eroe di Nauloco e in Italia il sue vice-reggente è Mecenate che con fermezza, ed in silenzio, sventa la congiura di Marco Emilio Lepido il Giovane.
I suoi amici saranno determinanti per l’ascesa di Augusto; di lui Svetonio scriveva “I tempi e la fortuna lo aiutarono molto e non meno della fortuna e dei tempi i suoi collaboratori, fra i quali in prima linea vanno posti Cilnio Mecenate e Vipsanio Agrippa.”
Il consigliere: Mecenate era di antiche origini etrusche, si ritiene sia nato il 18 aprile del 68 a.C.; era un uomo ricchissimo, di vasta cultura, fine intelligenza e scaltra abilità politica, fu il consigliere di Augusto e dopo di lui, l’uomo più potente in Roma.
Non ricoprì cariche pubbliche, ma fu consigliere ed ambasciatore personale di Augusto, era lui che mediava i rapporti con le potenti famiglie patrizie di Roma, fu il grande comunicatore e gli artisti che riuniva ( e sosteneva) nel suo cenacolo – Virgilio, Orazio,Properzio - costruirono l’idea della grandezza di Roma che ancora oggi affascina il mondo. Mecenate si occupò della propaganda letteraria in nome di Ottaviano quando il potere di questo non era ancora consolidato ed anzi stava ancora formandosi l'idea di una politica fondata sulle capacitò dell'uomo illuminato.
Ma era anche un rifugio sicuro per l’uomo Augusto che quando non stava bene preferiva abitare presso l’amico piuttosto che nella sua casa sul Palatino. Ma l'intesa tra i due amici ad un certo punto si incrinò; alcuni storici ne imputarono la causa alla relazione adulterina di Terenzia , moglie di Mecenate, con Augusto,; il fatto comportò un raffreddamento dei rapporti solo quando per Mecenate divenne difficile “non sapere” quando se ne iniziò a parlare pubblicamente ma, alla luce degli eventi successivi , il divorzio ed un nuovo matrimonio, i motivi avevano cause squisitamente politiche. Nel 23 a.C. avvenne la congiura di Cepione nel quale era coinvolto anche Terenzio Murena, fratello di Terenzia che Mecenate aveva avvisato consentendogli di fuggire ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 11/06/2018)