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L'Arco della Regina

L'Arco della Regina

Nel 1799 venne abbattuto il ponte ligneo che aveva fatto costruire la regina di Polonia Maria Casimira per unire il "Palazzetto Zuccari" che aveva preso in affitto come anche il "Palazzo de' Torres" che si trovava di fronte sull'altro lato di quella che oggi è Via Sistina. Il "Palazzo Zuccari" era stato costruito da Federico Zuccari, per potervi abitare e lavorare quando si trovava a Roma, mentre il dirimpettaio "Palazzo de' Torres" allora era anche conosciuto come “Villa Malta”, ed anche come "Giardino del Pino" per via di un altissimo pino che lo contraddistingueva.
La regina Maria Casimira vedova del re Giovanni III Sobieski scelse Roma come meta del suo esilio e vi si trasferì nel 1696 con due dei suoi figli e la nipote Maria Casimira la Giovane e poi la sua numerosa corte personale composta da gentiluomini e gentildonne, segretari, cameriere, servi, lacchè e molto altro personale di servizio ma anche dal Vescovo di Livonia, l'ambasciatore di Baviera, l'abate Pompeo Scarlatti e tanti altri. Una cronaca dell'epoca affermava che il seguito era composto da 187 persone e dai 200 ai 260 cavalli con scudieri e mozzi in proporzione. Al suo arrivo la Regina s'installò con tutto il suo seguito in un'ala di "Palazzo Odescalchi" ai SS Apostoli, ma fu solo nel 1702 che Marysieńka, diminutivo con cui era chiamata nella sua cerchia di affetti, prese in affitto oltre un "Casino" dai frati minimi anche il palazzetto Zuccari.
Tuttavia no vi andò ad abitare stabilmente fino a quando non furono apportate importanti modifiche che lo resero adatto allo stile di vita che conduceva e ad essere quasi un palazzo per la sua piccola corte. La Regina fece chiudere l'ingresso su Piazza della Trinità dei Monti da cui si accedeva dallo scalone centrale della parte residenziale del "Palazzetto Zuccari", casa che la Regina di Polonia mise a disposizione dei molti artisti che facevano parte del suo circolo culturale.
Nella parte del palazzetto che invece era stato lo studio dello Zuccari fece allestire un piccolo teatro dove nel periodo dal 1709 al 1714 furono anche allestite opere del poeta Capeci e del compositore Domenico Scarlatti, entrambi al servizio della Regina, a cui era invitata l'aristocrazia romana. L'ultimo spettacolo si tenne per il carnevale del 1714, anno dopo il quale "Marysieńka” si trasferì in Francia ed il Palazzo Zuccari rimase chiuso per alcuni anni.
Con i suoi interventi e la sua generosità la Regina aveva anche realizzato uno degli obiettivi dello stesso Zuccari quando aveva iniziato la costruzione del palazzo dopo aver ottenuto l'enfiteusi del terreno dalla Curia Pontificia. Zuccari oltre l'abitazione per la propria famiglia ed il suo studio voleva realizzare in una parte dell'edificio “dodici stanziolini” in cui sarebbero stati ospitati dei giovani artisti, ma morì prima di portare a termine il suo progetto, tuttavia la casa per gli artisti che aveva sognato fu realizzata quasi un secolo dopo dalla Regina Maria Casimira.
La regina fece unire i due corpi di fabbrica in cui era concepito il palazzetto e fece modificare dall'architetto Filippo Juvara il latoverso Trinità de' Monti, eliminando l'accesso principale e sostituendolo con un portico a sei colonne in stile rococò che oggi si presenta identico sebbene chiuso da vetrate.
Il “progetto dell'arco” prevedeva la costruzione di una passerella in legno che correva tra i piani alti dei due palazzetti. Questa passerella nelle cronache contemporanee divenne pomposamente l'Arco della Regina e la sua funzione era quella più che di dare continuità alla residenza della regina tra il "Palazzo Zuccari" ed il "Palazzo de' Torres", di consentire il passaggio degli ospiti da una parte all'altra senza dover uscire in strada.
Di come fosse fatto l'Arco della Regina non ci sono illustrazioni di alcun tipo salvo il disegno di progetto che Emilio Re, a cui Maria Casimira aveva dato l'incarico dei lavori, presentò al presidente delle Strade nel 1702: era in effetti semplicemente una passerella protetta da una ringhiera.
L'Arco della Regina venne smantellato nel 1799, proprio durante la dominazione francese nel periodo della Repubblica Romana e nel quadro di una serie di interventi volti a modernizzare l'Urbe eliminando le costruzioni estemporanee e non in armonia con l'architettura dei luoghi.
A testimonianza del passaggio della Regina di Polonia è rimasto su "Palazzo Zuccari" il suo stemma, sul portone d'ingresso dal lato di Via Gregoriana.



STREET VIEW: Palazzo Zuccari

di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 03/07/2018)