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Ad Gallinas Albas

Ad Gallinas Albas

Nei Mirabilia Urbis che indicavano ai peregrini i monumenta di Roma Antica, nella Regio VI Alta Semita, che occupava il colle Quirinale, era indicato il toponimo Ad Gallinas Albas ma nè i Mirabilia nè Publio Vittore o Sesto Rufo danno troppe informazioni su dove si trovasse e cosa fosse.
La locuzione Ad Gallinas Albas, nota a tutti gli storici ed appassionati di letteratura latina, ricorda invece una delle storie leggendarie di Roma di cui era stata protagonista Livia Drusilla, la giovane moglie di Ottaviano. Secondo Svetonio un prodigio accadde all'indomani delle nozze tra i due giovani che avrebbero cambiato il corso della storia di Roma. Svetonio racconta che Livia si era recata nella villa rustica che suo padre gli aveva lasciato in eredità nei suoi praedia lungo la via Flaminia e, mentre si trovava in giardino vide un'aquila che volava alta nel cielo quando improvvisamente lasciò andare qualcosa che cadde in grembo a Livia, era una gallina bianchissima che aveva ancora nel becco un rametto d'alloro con bacche mature.
Augusto dopo questo avvenimento interpellò gli aruspici che decretarono che la colomba era sacra come tutta la sua progenie e doveva essere protetta e preservata; così Livia sfidando la credenza popolare che la gallina bianca fosse sterile non solo la considerò sacra ma la tenne in un pollaio, dove prolificò, ed i pulcini anch'essi bianchissimi furono portati per essere allevati in un pollaio fu costruito proprio nella Regio VI dove tutti i romani potevano vederli.
I romani sin dai tempi arcaici allevavano gli animali considerati sacri, basta ricordare le oche sacre a Giunone che venivano allevate sul colle Capitolino e che salvarono Roma dai Galli.
Le Galline Bianche divenute simbolo della fortuna della dinastia giulio-claudia dovevano essere allevate in una struttura che resse nei secoli, anche dopo la morte dell'ultimo imperatore della dinastia di Augusto e la presenza del loro recinto divenne un toponimo ancora usato dopo la fine dell'impero se in una sua epistola Papa Gregorio Magno nel VI secolo menziona il sito Ad Gallinas Albas in riferimento ad uno dei cenobi intramurari di Roma ovvero monasteri minori che furono insediati nelle domus con horti ormai abbandonate o comunque non più impiegabili come rendite da affitto ed era uno dei sette monasteri presenti a Roma tra il VI ed il VII secolo. Un conferma di questa localizzazione si trova in una lettera di Papa Gregorio Magno in cui nel 593 concedeva ad una Badessa Flora di utilizzare per il monastero femminile che aveva costituito, una casa Ad Gallinas Albas tra S. Lorenzo in Fonte e S. Lorenzo in Panisperna.
Alcuni ritengono che il recinto si trovasse sul fianco occidentale del Viminale, dove oggi si trova la chiesa di San Lorenzo in Panisperna e dove in età altomedievale si trovava lo xenodochium che appare giustamente indicato nel Regesta Pontificum Romanorum (Atti dei Pontefici Romani) come Ad Gallinas Albas, iuxta thermas Agrippianas dove queste ultime non devono essere intese come le Terme di Agrippa in Campo Marzio ma come il Lavacrum Agrippinae - un piccolo balneum di epoca imperiale posto sul Viminale - . Un altra conferma la fornisce lo storico Huelsen nel suo elenco delle chiese di Roma nel Medievo dove riporta che S. Sixti in Gallina Alba che si trovava fra S. Lorenzo in Fontana e S. Lorenzo in Panisperna sulla pendice del Viminale.
La conferma della giusta localizzazione si trova ancora nella denominazione della casa-torre medievale la Torre Gallina Alba già menzionata nel XI secolo; la torre che era proprietà degli Annibaldi, ha subito molti cambiamenti nel corso dei secoli ed ora si trova all’interno nel giardino dell’Istituto che si occupa del restauro e della conservazione del patrimonio librario italiano in Via Milano.
Molto probabilmente la torre ha ereditato il nome che aveva il sito dove forse c’era un’edicola con una rappresentazione del prodigio della Gallina Alba; in quel sito nel 1873 venne trasferito l'Orto Botanico che vi rimase solo 10 anni ma bastarono affinché vi fossero messe a dimora piante rarissime come  l’Aghatis e l’Araucaria, entrambe originarie dell’Australia, e la Phytolacca, originaria del Brasile e dell’Argentina. 
La Villa di Livia dove il prodigio avvenne fu chiamata Ad Gallinas Albas , nome con cui è conosciuta ancora oggi, si trova invece al VI miglio della Via Flaminia.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 05/01/2019)




Bibliografia:

  • - L. Pani Ermini, Testimonianze archeologiche di monasteri a Roma