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La rota degli esposti in Sassia

La rota degli esposti in Sassia

Secondo la tradizione, fu Papa Innocenzo III ad istituire presso l'ospedale del Santo Spirito in Sassia una rota dove le madri che non volevano o non potevano allevare i loro figli, potevano lasciarli affidandoli alla pietà della chiesa e della gente.
Il Papa avrebbe preso la decisione dopo aver visto ripescare i corpicini di tre neonati dal Tevere; era una pratica diffusa, soprattutto tra le meretrici, quella di liberarsi dei figli indesiderati gettandoli nel fiume invece di lasciarli davanti alle porte dei conventi. Anche le famiglie povere che non riuscivano ad assicurare il pane ai propri figli spesso sceglievano di abbandonarli. Il fenomeno divenne molto diffuso nel corso di tutto il medioevo; povertà, guerre e carestie tra le cause scatenanti ma a Roma un fatto che causò un aumento incredibile di nascite di figli illeggitimi, o figli di cui non si doveva sapere, fu il divieto del matrimonio per i preti deciso nel concilio di Pavia del 1022 che fu reso vincolante per la carriera ecclesiastica da Gregorio VII nel 1075. Nell'Urbe, poi, un certo numero di figli illegittimi era quello formato dai bambini nati da matrimoni misti in cui la madre era di religione ebraica; il bambino veniva tolto alla madre perchè poteva essere trascinato verso la "sbagliata" fede giudaica.
In realtà la rota era il meccanismo che consentiva di lasciare, in modo anonimo, i figli che la madre aturale non poteva o voleva allevare e fu installata nell'Archiospitale di Santo Spirito per la finalita di assistenza e cura dell'infanzia che era prevista nella regola redatto da Guido di ontpellier che il Papa aveva messo alla guida dell'istituzione dopo aver restaurata e riorganizzata: nel 1204

"Orphani infantes proiecti pro posse domus nutrianntur"

La rota voluta da Innocenzo III raccoglieva gli esposti o "projetti" su un territorio molto vasto – tutta la diocesi di Roma ma anche la Tuscia - in cui vivevano più di quattrocentomila persone ed i neonati erno accolti " ... tanto se siano spurii quanto se siano procreati da legittimo consorte ..." Il funzionamento della ruota era semplice; la "rota" era un cilindro di legno cavo, montato all'interno di una apertura sul muro e che ruotava su un perno, Chi voleva lasciare un bambino lo deponeva , avvolto in stracci o in una coperta, sul pianale del cilindro e poi faceva suonare una campanella con cui dava il segnale che un piccolo si trovava nella ruota.
Dall'altra parte del muro c'era una locale dove era sempre presente una guardiana, la "rotara", che appena sentiva il tocco della campanella faceva ruotare il cilindro e prelevava il bambino che era stato deposto. Vicino c'era anche una buca dove la madre poteva lasciare un'offerta in denaro oppure un oggetto che sarebbe stato consegnato al bambino quando,ormai grande, lasciava l'hospitium.
Prima dell'istituzione della rota per i figli indesiderati esistevano anche altre soluzioni; il bambino poteva essere ad un'alltra famigllia che che lo allevava come proprio figlio od anche molti erano i monasteri che accoglievano i neonati abbandonati davanti al portone. I bambini crescevano nel monastero e facilmenti poi prendevano gli ordini. Accanto a questi bambini abbandonati nei conventi crescevano anche bambini "oblati" ovvero "offerti a Dio", anche da famiglie abbienti in nome di una pratica spirituale tipicamente medievale, ed anche disciplinata nella regola benedettina, in cui i bambini venivano avviati alla vita monastica anche senza il loro consenso. La pratica dell'oblazione si interruppe tra XI e XII secolo con il nuovo monachesimo di Cluniacensi, Cistercensi e Certosini che l'avversarono sia per la mancanza della volonta del'oblato alla vita monastica (esercizio del libero arbitrio) che per la tentazione che la presenza di fanciulli provocava in istituzione chiuse come i conventi. Dopo il XII secolo non si interruppe però la pratica dell'abbandono dei neonati davanti ai conventi., che venivano accolti dai monaci all'interno di una nuova familia che comunque era in grandi di sfamarli e dare loro una prospettiva di vita.
Per i neonati lasciati nella rota la vita proseguiva con l'affidamaento ad una balia che li teneva in casa propria ed allattava insieme al proprio figlio in cambio di un compnso che veniva pagata dall'hospitium con le offerte delle famiglie ricche e caritatevoli. Il baliatico da latte durava anche fino a 18 mesi, per poi passare a cosiddett "baliatico da pane" che durava anche molti anni quando il bambino sopravviveva perchè la mortalità infantile era molto alta arriando ache al 60/70% e comunque con un tassoo doppio rispetto a quello per i bambini in condizioni familiari normali. Terminato il baliatico il bambino veniva rimandato all'ospedale - anche se sembra che circa il 40% dei bambini rimanesse con la famiglia della balia - dove rimaneva per altri anni presso il brefotrofio dell'ospedale. Alcuni potevano essere adottati, fatto che accadeva soprattutto per le femmine che venivano richieste per essere usate come “servette”, ma questa parte era la più piccola mentre in numero maggiore era i bambini che rimanevano almeno fino alla fine dell'infanzia in altre istituzioni che cercavano di dare loro un lavoro se maschi e la possibilità di sposarsi se erano femmine ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 28/12/2020)