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Palazzo dei Pupazzi in Via dei Banchi Vecchi

Palazzo dei Pupazzi in Via dei Banchi Vecchi

Lungo la Via dei Banchi Vecchi nel Rione Ponte fino al XVI secolo esercitavano i loro officia i cambiavalute, i notai, gli scrivani e mercanti; qui aveva il suo banco l'orefice milanese Gian Pietro Crivelli che nel 1538 decise di farsi costruire un palazzo dove nei diversi piani intendeva ospitare la sua famiglia ed i suoi affari. Nel locale fronte strada teneva la sua bottega, al mezzanino gli studi e uffici ed poi al piano nobile la sua abitazione. La volontà di avere una nuova abitazione fu stimolata dalla nomina a orafo di Papa Giulio III e quindi dalla necessità di avere una sede adeguata all'attività che lo metteva in contatto con tutte le famiglie dell'aristocrazia romana ed anche delle corti europee.
L'orefice Crivelli (1463-1552) già abitava in Via dei Banchi in una casa “nel loco detto la chiavica a l'incontro la chiesa di S. Lucia” che aveva ottenuto in enfiteusi dall'Ospedale dei Boemi al canone annuo di 42 ducati, già allora cifra notevole, non molto lontano dagli odierni 40.000 euro/annui. Si ritiene che si fosse trasferito a Roma per via di una sua ascendenza da Urbano III, nato Uberto Crivelli, che era stato Papa alla fine del XIII secolo e per questo motivo, oltre per le sue capacità di artista, subito accolto alla corte pontificia.
L'area per far costruire ex-novo il suo palazzo, laboratorio ed abitazione, il gioielliere Crivelli la scelse in ragione della posizione in cui si trovava che apparteneva a quello sviluppo di vie lungo l'asse della vie peregrinorum che portava a San Pietro.
Giovanni Pietro Crivelli affidò la costruzione del suo palazzo ad un architetto di cui non si conosce il nome ma ebbe la capacità di caratterizzarlo non meno di Palazzo Spada che fu disegnato dall'architetto Baronino e completato dal Borromini ma i cui stucchi, che molto ricordano la Casa dei Pupazzi, si devono in particolare alla bottega di Giulio Mazzoni che alcuni ritengono possono averli realizzati entrambi.
Il palazzo oggi spicca quanto mai sul fronte continuo di facciate di Via dei Banchi Vecchi per il complesso delle decorazioni in stucco che rappresentano elementi quanto mai dissimili, da armature romane che evocano le spolie dei nemici vinti ad emblemi araldici di tipo medievale per finire abassorilievi che celebrano avvenimenti importanti per i papi protettori della famiglia Crivelli. Per terminare nella iscrizione celebrativa della costruzione del palazzo stesso:

IO. PETRVS CRIBELLVS MEDIOLANEN. SIBI AC SVIS A FVNDAMENTIS EREXIT.

Difficilmente si nota che delle quattro finestre del quarto ed ultimo piano, due sono sovrastate da bassorilievi che rappresentano due importanti episodi avvenuti durante il pontificato di Paolo III: nel primo si vede Carlo V che bacia il piede al papa, mentre il secondo raffigura Paolo III che riconcilia Carlo V e Francesco I a Nizza..
Nel marcapiano tra il mezzanino ed il piano nobile si trovano i tondi con gli stemmi dei tre papi a cui l'orafo Crivelli doveva la sua fortuna.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 01/12/2020)