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Giovanni XII pontifex deplorabilis

Giovanni XII pontifex deplorabilis

Il 7 dicembre del 955 si verificò uno dei fatti “unici” della storia di Roma, Ottaviano dei Conti di Tuscolo princeps dei Senatori di Roma venne eletto papa; si realizzava così quell'unione tra potere temporale e potere religioso per la quale il padre Alberico II aveva preparato la Curia ed il Senato di Roma nei venti anni in cui aveva dominato Roma.
Ma Ottaviano era un laico e quindi per poter essere consacrato Vescovo di Roma e Papa dovette acquisire quelle conoscenze dottrinali ed ecclesiastiche necessarie per essere nominato diacono e poi sacerdote ed in ultimo Papa; in poco più di una settimana gli furono trasferite le conoscenze necessarie per svolgere il suo incarico, era il 16 dicembre quando viene consacrato papa ed assunse il nome di Giovanni XII.
Era discendente di una famiglia che non conosceva remora alcuna per ottenere il potere, suo nonno era Alberico duca di Spoleto ma la nonna era Marozia la donna che aveva dominato Roma durante il periodo detto pornocrazia. La sua famiglia controllava il Senato di Roma e soprattutto la Curia; il padre fu il vero signore di Roma per venti anni ed il figlio Ottaviano nel 954 gli succedette come princeps ma per difendere il proprio potere dalle mire dell'Imperatore di Sassonia, che rivendicava il potere su Roma, approfittò della morte di Papa Agapito II per farsi eleggere papa ed unificare nella sua persona sia il potere temporale che quello spirituale.
Ottaviano dei Conti di Tuscolo era nato nel 937 d.C. e quindi aveva appena diciotto anni quando divenne papa. La sua gestione politica dei territori della Chiesa può essere considerata fallimentare, senza esperienza militare e con poca capacità diplomatica non riesce a disegnare una sua strategia per mantenere il controllo dei territori della chiesa. Questi furono prima mira di Berengario che in un primo momento il papa riesce a contrastare ma dopo sarà proprio Giovanni XII a chiamare in Italia Ottone I, re dei Germani. Con il suo aiuto riuscirà a respingere l'esercito di Berengario e di Adalberto d'Ivrea, in cambio egli lo incoronerà imperatore riconoscendogli il ruolo di protettore dei territori della Chiesa; di fatto Ottone I comandava su tutto e di questo Giovanni XII si rese ben presto conto e per rimediare si rivolse ai precedenti nemici.
Mentre Giovanni era rifugiato a Tivoli, Ottone fece riunire un sinodo in S. Pietro per investigare sulle colpe del Papa; alcune accuse furono di aver commesso atrocità come  l'accecamento del padrino Benedetto, per aver personalmente evirato ed ucciso il cardinal suddiacono Giovanni che gli era ostle, di aver appiccato incendi, altre accuse riguardarono pratiche pagane come invocare la protezione di Giove e Venere, ma anche diaboliche come aver brindato con il diavolo. Non mancavano poi accuse di aberrazioni e violenze sessuali , che avevano trasformato il Laterano in un lupanare, fino a commercio di privilegi avendo consacrato vescovi e presbiteri dietro compensi in denaro. Ci furono poi accuse per il mancato rispetto della liturgia che andavano dal non aver celebrato la messa come richiesto al non essersi fatto il segno della croce ad altre che riguardavano la sua cattiva amministrazione delle risorse della Chiesa come aver nutrito una scuderia di duemila cavalli con mandorle e fichi conditi nel vino.
Molte di queste accuse non erano delle vere nefandezze ma insieme a tutte le altre servivano ad una fazione della Curia per abbattere Giovanni XII e le famiglie patrizie che a lui erano collegate per vincoli di parentela e di affari, ed ancora di più tornavano utili ad Ottone I per rivendicare il primato dell'Impero Germanico non solo sulla Chiesa ma anche sule altre potenze europee come il regno dei Franchi.
Dalle accuse Giovanni XII fu chiamato a rispondere davanti ai vescovi ma poiché rifiutò di presentarsi, fu dchiarato apostata e deposto. Al suo posto fu eletto un certo Leone, che era un laico che in due giorni percorse tutto il cammino di indottrinamento necessario per diventare papa: il 6 dicembre 963 divenne Leone VIII.





di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 24/10/2020)