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Colonnato di San Pietro

Colonnato di San Pietro

La sistemazione architettonica della Platea Sancti Petri prende le mosse da illustri esempi dell'architettura romana e greca, dai Portici di Ottavia e di Pompeo, dalla lunga via colonnata che per volere di Gallieno correva lungo la Via Flaminia sino a Ponte Milvio, dai triplici portici lunghi mille passi della Domus Aurea e dai portici triplici della piazza della città di Calcide in Eubea. Proprio i portici di quest'ultima furono presi ad esempio da Vitruvio per indicare i portici dove erano possibile passeggiare, ragione per cui da allora i portici che costituivano una “via tecta” erano detti calcidici. Da quei portici lontani nel tempo arrivò l'idea di una via tecta che conducesse sino alla basilica di San Pietro.
Fu proprio il Papa Alessandro VII che, prendendo spunto da un compendio sull'architettura antica del filologo tedesco Holstenio in cui erano indicati porticati e vie colonnate, formulò alcune prescrizioni ad uso dell'architetto Gian Lorenzo Bernini a cui fu commissionata nel 1656 la sistemazione dell'ampio spazio antistante la Basilica di S. Pietro.
Per la realizzazione del progetto Bernini impiegò molto tempo e dovette tener conto di molti fattori diversi: i risultati dei sondaggi del terreno per comprendere le caratteristiche geologiche, i desiderata di Papa Alessandro VII che voleva un'opera di una solennità che potesse durare nel tempo, gli spazi disponibili ed il loro rapporto con la già edificata (sebbene non compiuta) Basilica di San Pietro e anche, sicuramente non ultima, la necessità di contenere i costi economici.
L'idea architettonica di un grande spazio aperto delimitato solo da un colonnato rappresentava una novità rispetto alle scelte architettoniche coeve ed inoltre incontrava l'ostilità della congregazione della Fabrica di San Pietro che ai bordi della Platea voleva costruire l'edificio per i Conclavi e la Canonica. Nella strisciante contesa tra il Papa e la Curia ebbe la meglio Alessandro VII le cui argomentazioni privilegiavano i simbolismi che dovevano essere comunicati al mondo: la solennità del luogo e la sua inalterabilità nel tempo.
Il lavoro di realizzazione di Gian Lorenzo Bernini durò dieci anni e risolse i complessi problemi architettonici nel rispetto del significato simbolico auspicato dal Papa e della funzione liturgica che la piazza doveva assolvere senza dimenticare che esistevano anche problemi pratici che riguardavano la demolizione di edifici esistenti e la necessità di mantenere per tutta la durata dei lavori l'accesso alla Basilica per il normale svolgimento della liturgia.
Dall'agosto del 1656 al marzo del 1657 la platea fu interessata dai lavori di preparazione: furono demoliti gli edifici nella parte meridionale della piazza e Bernini cominciò a predisporre i progetti che sottoponeva al parere di Alessandro VII. Dal 28 agosto del 1657, data di apertura del cantiere, la complessità delle problematiche da risolvere trasformò quel lavoro in qualcosa di molto simile ai moderni work in progress.
La prima idea del Bernini era per la realizzazione di un spazio quadrangolare con due lati più lunghi e lungo i quali si sviluppavano i due portici ad unica corsia e, al di sopra dei quali doveva correre una balaustra ornata con statue sopra pilastrini.
Questa prima ipotesi progettuale non convinceva Bernini ed ancor meno convinceva il suo committente, Alessandro VII che voleva qualcosa di assolutamente nuovo e grandioso per la piazza antistante il più grande luogo di preghiera della cristianità.
Ci volle quasi un anno ed il concorso di idee di altri illustri artisti come Girolamo Spada, affinchè Gianlorenzo Bernini arrivasse alla soluzione “ovata” per la forma della piazza con il quale si poteva raggiungere l'obiettivo più importante della nuova opera architettonica: rappresentare ai pellegrini e visitatori che provenivano da ogni parte l'immagine della chiesa di Roma pronta a ricevere i fedeli, e non solo, sotto la sua protezione; il simbolismo che l'opera doveva rappresentare è ben descritto dallo stesso Bernini:

la chiesa di San Pietro quasi matrice di tutte le altre doveva haver un portico che per l’appunto dimostrasse di ricevere a braccia aperte maternamente i Cattolici per confermarli nella credenza, gl’Heretici per riunirli nella Chiesa, e gl’Infedeli per illuminarli della vera fede. ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 27/01/2020)