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Circo Massimo

Per onorare gli dei era stato Romolo ad organizzare per primo delle corse di cavalli; sicuramente ci furono delle corse per i Consualia, festa del Dio Conso a cui il re romano invitò i popoli vicini, i Caeninensi, i Veienti, i Fidenati, gli Antemnati ed anche i Sabini. La festa ebbe il suo epilogo nel Ratto delle Sabine che avvenne proprio nella Valle Murcia dove si erano svolte le corse dei carri la cui origine mitica risaliva alla competizione tra Enomao e Pelope.
Ma la corsa dei carri era una pratica agonistica molto antica se già gli Ittiti nel 3000 millennio a.C. organizzavano gare di corse tra carri trainati da cavalli; anche i prisci latini organizzavano corse tra carri così cme gli etruschi. Fu proprio il re etrusco Tarquinio Prisco che decise di realizzare nella Valle Murcia delle strutture fisse in legno per ospitare le corse dei carri; per la costruzione di opere in muratura si dovette aspettare il 329 a.C. quando furono realizzati i carceres.
Sin dai tempi arcaici il sito dove disputare le corse era stato scelto per la sua conformazione naturale, era infatti un'ampia valle che si stendeva tra le alture del Palatino a nord e quelle dell'Aventino a sud.
Lì sorse il Circo Massimo, il più grande edificio per spettacoli di tutti i tempi, che occupa quasi tutta la lunghezza della Valle Murcia per 600 metri di lunghezza e 140 m. di larghezza. Il senato ed i consoli per circa 3 secoli realizzarono pochi elementi fissi, preferendo solo strutture mobili per due ordini di motivi: il primo pratico legato alla conformazione del luogo dove al centro si trovava un area piana sufficientemente lunga e larga perché vi potessero correre insieme più carri trainati da coppie di cavalli, mentre ai lati i pendii dei colli contrapposti , Aventino e Palatino, consentivano al pubblico di seguire la corsa con una ottima visuale; il secondo motivo è di natura tecnica e connessa alle caratteristiche idrogeologiche del sito che spesso era invaso dalle acque e quindi inadatto ad altre destinazioni d'uso.
La valle si era formata per l'erosione provocata dal Nodinus, un torrente che andava a gettarsi nel Tevere e che raccoglieva anche le acque delle varie fonti e risorgive che sgorgavano dalle pendici del Celio, del Palatino e dall'Aventino; durante la stagione piovosa il livello delle acque era tale che la valle si allagava e fino a quando non si realizzarono dei sistemi che consentivano di raccoglierle e canalizzarle, le corse dei carri si effettuavano solo durante la stagione estiva in occasione delle feste per i raccolti. Già in età monarchica si cominciarono a tenere le corse delle bighe più volte nell'anno e per primi furono i Tarquini che si preoccuparono di realizzare un primo sistema di drenaggio ottenuto con condotti sotterranei per la canalizzazione delle acque, le cosiddette cloache. Di queste canalizzazioni arcaiche non sono ancora state trovate evidenze archeologiche, peraltro trovate più a monte nella valle del Colosseo, si tratta di sponde di cappellaccio risalenti al VI secolo a.C. del canale che proseguiva poi il suo corso nella Valle Murcia.
Per far defluire le acque che convergevano nella Valle Murcia fu necessario intervenire nel corso dei secoli andando a realizzare nuove cloache che consentissero un efficace smaltimento.
Di questi interventi sono state ritrovate numerose ed importanti evidenze nella secondo metà del XIX secolo quando fu necessario scavare lungo l valle tra Pallatino e Celio per realizzare il nuovo sistema fognario dell'Urbe divenuta capitale del Regno d'Italia.
La lunga valle che in età arcaica era il luogo d'elezione per le corse dei carri subì molte trasformazione nel corso dei secoli. Già in età regia si realizzarono strutture lignee, forse attrezzate con sedute ed appoggiate alle pendici del Palatino da una parte e del'ìAventino dall'altra che consentivano di assistere alle corse aumentando notevolmente ilnumero degli spettatori. La lungaa valle era peraltro il teatro non solo delle corse ma anche di altri festeggiamenti sia civili che reliigiosi senza dimenticare che vi transitavano i Trionfi e che questa era la parte del percorso dove l'occhio poteva catturare tutta l'imponenza della pompa. Ai Tarquini ed in particolare a Tarquinio il Superbo si fa risalire la realizzazione dei primi sedili in legno per gli spettatori.
Ma sarà durante l'età repubblicana che verranno realizzati i maggiori cambiamenti nel Circo Massimo. Solo nel 329 a.C furono costruiti in legno i carceres,gli stalli da cui partivano i cavalli. Nel corso dei secoli furono molte le migliorie apportate. Giulio Cesare durante la sua dittatura vi fece costruire un Euripo – come chiamavano i romani i canali artificiali – perchè durante una venatio svoltasi all'interno del circo in cui erano stati impiegati degli elefanti, questi imbizzarriti dal rumore della folla avevano tentato di uscire dall'arena impaurendo gli spettatori. L'Euripo di Cesare correva tutttt'intorno alla pist ed era un fossato abbastanza lago; decenni dopo Nerone in quel fossato vi faceva tenere i coccodrilli come ulteriore spettacolo nello spettacolo ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 18/11/2021)




Circo Massimo oggi, vista dal lato curvo – Roma IT

Circo Massimo oggi, vista dal lato curvo – Roma IT



La valle Murcia con il tracciato del Circo Massimo in età arcaica – Lugli-Gismondi, 1949

La valle Murcia con il tracciato del Circo Massimo in età arcaica – Lugli-Gismondi, 1949



Disegni di Narducci relativi alla cloaca del Circo Massimo in Roma, XIX secolo

Disegni di Narducci relativi alla cloaca del Circo Massimo in Roma, XIX secolo



Circo Massimo, modello virtuale

Circo Massimo, modello virtuale



Bassorilievo del I secolo d.C. con quadriga, proveniente dall'area di S. Teodoro alle pendici del Palatino – Antiquarium Palatino, Roma IT

Bassorilievo del I secolo d.C. con quadriga, proveniente dall'area di S. Teodoro alle pendici del Palatino – Antiquarium Palatino, Roma IT



Forma Urbis, frammenti pertinenti al Circo Massimo –  Marble Plan Project, Stanford University

Forma Urbis, frammenti pertinenti al Circo Massimo – Marble Plan Project, Stanford University



Sesterzio di Caracalla, al retro il Circo Massimo come appariva all'inizio del III secolo d.C.

Sesterzio di Caracalla, al retro il Circo Massimo come appariva all'inizio del III secolo d.C.



Circo Massimo

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