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I templari a Roma


All'inizio del XII secolo Roma era una piccola città con 20.000 abitanti dove il Papa viveva “arroccato” nei palazzi del Laterano; qui si presentò Hugues de Payns per chiedere a Onorio II l'approvazione della regola del nuovo ordine che era stata scritta da Bernardo di Chiaravalle.
Hugues de Payns era accompagnato da Godefroy de Saint Omer, entrambi erano stati tra i cavalieri della prima Crociata, quella voluta da Urbano II e che aveva conquistato la Città Santa e fondato il Regno di Gerusalemme. Da allora verso i luoghi della fede accorrevano da tutta Europa i pellegrini ma il viaggio era lungo e si dovevano attraversare terre difficili per il clima e per le popolazioni, ostili ai cristiani, che le abitavano. I cavalieri che erano rimasti a difendere il Sepolcro di Cristo iniziarono così a dare la loro protezione a quanti volevano andare in pellegrinaggio e nel 1128 Hugues de Payns pensò di poter trasformare il gruppo di cavalieri che aveva radunato intorno a sé, già a partire dal 1112, in un vero ordine religioso che aveva tra i suoi compiti quello di difendere i pellegrini che si mettevano in viaggio per la Terrasanta: l'Ordine del Tempio.
Il Papa Onorio II ammise la proposta del nuovo ordine ed il 22 gennaio del 1120 il Concilio di Nabilus deliberò la nascita dell'ordine dei Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone e quando il Re di Gerusalemme Baldovino concesse loro come sede dell'ordine l'uso di un'ala del monastero di Nostra Signora di Sion, limitrofo al Tempio di Gerusalemme, il loro nome fu trasformato in Cavalieri Templari.
A Roma il legame tra i Papi ed i templari fu molto stretto, a fianco dei Papi per la sua protezione c'erano due cavalieri templari. Non è un caso che nell'affresco conosciuto come il Sogno di Innocenzo III in cui il personaggio centrale della storia è San Francesco, rappresentato come colonna della Chiesa, i due cavalieri che dormono a terra accanto al letto del papa siano un ospitaliere ed un templare.
Rispetto agli altri ordini che pronunciavano i voti di obbedienza, povertà e castità, il templare pronunciavano un altro voto: “stare in armi”, erano monaci guerrieri. La loro Regola era ferrea ed i 72 articoli ponevano divieti al comportamento – non si potevano toccare le donne (neanche la propria madre), non si poteva andare a caccia, non si poteva intrattenersi in alcun gioco, ... - e dettavano i ritmi della quotidianità - in inverno la sveglia era alle 4 del mattino, in estate alle 2 per pregare, andavano a dormire “in armi” per essere sempre pronto alla battaglia – compreso il modo di vestirsi e portare i capelli che dovevano essere sempre corti o rasi. Erano monaci guerrieri e quando Bernardo da Chiaravalle si trovò a dover giustificare l'uso delle armi e l'omicidio trovò il sostegno della tesi di Sant'Agostino della “guerra giusta”, uccidevano per difendere il Santo Sepolcro e coloro che si recavano a pregare; il loro era solo “malicidio”, distruggevano il male che osteggiava la pacifica professione di fede.
Il loro sigillo rappresentava un cavallo cavalcato da due cavalieri per simboleggiare sia la povertà iniziale dell'ordine per cui i cavalieri andavano in due su un cavallo e sia il dualismo universale ed il loro ideale di convivenza pacifica in Terrasanta della cultura cristiana e di quella islamica.
Il grande potere dei Templari iniziò quando con la bolla "Omne datum optimum" del 1139, papa Innocenzo II concesse all'Ordine la totale indipendenza, compreso l'esonero dal pagamento di tasse e gabelle; non erano sottoposti a nessun potere e dovevano solo rendere conto del loro operato al Papa ...



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di M.L. ©RIPRODUZIONE RISERVATA (Ed 1.0 - 06/10/2016)




Bibliografia:

  • Barbara Frale: Andare per la Roma dei Templari – Ed. Il Mulino